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13 febbraio 2012

La crisi (politica) del PD

Dopo Napoli e Milano ora Genova: il Partito Democratico è in crisi. Vista da una certa angolazione, è in crisi anche la prospettiva di un centrosinistra – un nuovo Ulivo nazionale – a guida PD. Proviamo a ragionare sui perché.

Il primo punto da considerare è quello relativo alla linea politica. In questi ultimi anni il partito ha progressivamente tradito lo spirito con il quale Veltroni il kennediano aveva unito cattolici democratici e sinistra post comunista. Il PD è tornato ad essere più o meno il PDS di un tempo, con l’aggravante di una deriva giustizialista che, recentemente, ha fatto ombra persino a Tonino Di Pietro. E’ evidente che il nuovo corso, prima di Franceschini e poi di Bersani, ha determinato una sostanziale sovrapposizione  con la Sinistra di Nichi Vendola e con l’IDV dell’ex pm di mani pulite. Due movimenti, questi, con una linea politica piuttosto netta coniugata con una guida accattivante, incisiva e capace di attrarre l’attenzione del popolo alternativo al centrodestra.

E qui viene in rilievo il secondo aspetto: la leadership. Fatta salva la competenza in materia economica, quella di Bersani è una guida debole, poco visibile e, data la linea politica,  per niente interessante per il popolo moderato. D’altronde, l’appiattimento del PD sulle posizione più estreme ha reso vana la speranza che Casini e il Terzo Polo volgano lo sguardo a sinistra, consentendo così il recupero di una parte di quel voto moderato che, in misura crescente, guarda a UDC-FLI e API e che con ogni probabilità sarà determinante per l’esito delle prossime elezioni.

Il PD non ha alternative: o torna allo spirito che animò Veltroni o rischia di diventare ininfluente in una coalizione di sinistra – centro a guida Vendola e Di Pietro.


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permalink | inviato da sandrofeola il 13/2/2012 alle 19:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

27 aprile 2007

Follini nel PD? Snaturamento deciso in solitudine.

Il senatore Follini ci ha abituato ad una serie di rapidissime “evoluzioni” politiche: da “alternativa al centrosinistra”, così come lui stesso definì l’Italia di mezzo, ha portato tutto il partito a votare la fiducia al peggior governo di centrosinistra che la storia del paese ricordi; da formazione politica espressione di una tradizione democraticocristiana attenta alle problematiche della famiglia, sta portando l’IDM verso il peggiore laicismo, dicendosi pronto a votare il provvedimento legislativo sui “dico” che è, di fatto, un manifesto contro la famiglia naturale e sul quale la CEI ha espresso tutta la sua contrarietà. Per ultimo, l’adesione al Partito Democratico, preannunciata dall’Espresso per la prossima settimana e fatta smentire da un portavoce con un comunicato tanto debole e ambiguo da apparire come una vera e propria conferma di quanto riportato dal settimanale vicino alla sinistra.

Ancora una volta buona parte della dirigenza dell’Italia di Mezzo di Avellino si ritrova ad esprimere tutto il suo sconcerto per i continui mutamenti di rotta e per lo snaturamento del proprio partito e si aspetta da Follini un segnale chiaro di discontinuità rispetto a questa prima fase di vita del partito concepita solo come spostamento a sinistra. La dirigenza inoltre non può che contestare con forza lo scarsissimo spirito democratico con il quale Follini, in completa solitudine, fa e disfa la linea di partito come se si trattasse di cosa propria.

21 aprile 2007

In bocca al lupo, Raffaele

Tra i firmatari della mozione di Fabio Mussi c’è anche Raffaele Aurisicchio. Il deputato di Santa Paolina, dopo anni di militanza nei DS, a quanto pare  non seguirà il suo partito nell’avventura del Partito Democratico. Con lui buona parte della sinistra DS irpina, imboccherà un altro sentiero. Non entro nel merito, è un mondo che non mi appartiene, ma spero che per lui si aprano nuove prospettive, sicuramente si incammina verso nuove sfide. Stimo Raffaele Aurisicchio. Certo, condivido poco delle sue idee, eppure lo stimo molto. Raffaele è un politico “anomalo”, di quelli che credono davvero in quello che dicono, che badano molto alla sostanza e che amano poco esercitare il culto della personalità; è uno di quelli che sono poco inclini al compromesso al ribasso e che mantengono con fermezza le posizioni.  E’ un uomo semplice, poco incline alle vanità. E a dispetto del suo apparire un po’ burbero, è una persona di grande cordialità.

Non ho con lui grosse frequentazioni, eppure quando fu eletto ne fui davvero felice: lo vedevo come il giusto riconoscimento per il suo impegno, per l’aver dedicato la vita alla politica e al suo partito. E questa sua bella carriera non lo ha cambiato rispetto a quando, solo pochi anni fa, era un funzionario del CNA. E mi piace vederlo ancora qui in paese “tra i suoi”, con la stessa semplicità di un tempo; mi piace vederlo abitare sempre la stessa casa paterna, tra le campagne di Santa Paolina.  Il nuovo soggetto politico voluto da Mussi credo che gli offrirà la possibilità di esprimere ancora di più le sue belle capacità e, perché no, di affermarsi anche a livello nazionale. Io glielo auguro sinceramente. Di politici “anomali”, questo paese ha bisogno.

20 aprile 2007

Partito Democratico, non male come inizio

Fassino ha dichiarato che il Partito Democratico sarà saldamente  ancorato al socialismo europeo. Rutelli ha dichiarato invece che il Partito Democratico non entrerà mai nel partito socialista europeo. Non male come inizio. Quando Margherita e DS si incontreranno per la prima volta dovranno chiamare le forze dell’ordine per disciplinare i lavori.   

19 aprile 2007

Indiscrezioni...

Il partito democratico stenta a trovare seguaci entusiasti anche in provincia di Avellino. A sentire qualche indiscrezione, anche il vicepresidente del CSM avrebbe delle perplessità. E a sentire sempre le stesse indiscrezioni, Nicola Mancino avrebbe cenato con Marco Follini, pochi giorni fa…
  

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