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31 dicembre 2006

Con gli avanzi della cena di capodanno del mondo occidentale si può sfamare tre volte il terzo mondo.

<Quattrocento milioni di ragazzi
nel mondo hanno fame.
Perché non il tuo?
Perché il tuo è nutrito, riparato, protetto?
Perché il tuo sì e gli altri no?
Signora, non ci hai mai pensato?

La fame nel mondo?
"Non ci si può far niente…."
Ecco il tipo della scusa pronta. E che non è altro che l’ammissione della nostra vigliaccheria.
Tu non ci puoi far niente? Che ne sai tu?
Che cosa hai tentato di fare?
Niente, beninteso.

Tu ti occupi di te stesso, e poi di te stesso, e ancora di te stesso.
E’ il tuo universo? E sia.
Ma allora non dire che sei cristiano, e neppure, semplicemente, un uomo civile.>

Con gli avanzi della cena di capodanno del mondo occidentale si può sfamare tre volte il terzo mondo. (Associazione Raoul Follerau)

Buon cenone...




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30 dicembre 2006

Aumentano le tariffe? Standard più elevati...

Dovete andare da Napoli a Milano? Trenitalia è pronta a trasportarvi con i suoi meravigliosi treni. Se non ci volete impiegare un paio di giorni dovete scegliere per forza un Eurostar, di quelli, dicono, a standard europeo di qualità. Sì, di quelli che per entrare nei cessi, ammesso che ci riusciate, dovete procurarvi una mascherina antigas e dopo esservene serviti dovete fare una profilassi per ogni genere di possibile infezione. Treni che, ovviamente, arrivano sempre puntuali a destinazione. Nuovi elevatissimi standard, ci ha fatto sapere Trenitalia per cui le tariffe aumenteranno del 15%. Se viaggiate in seconda classe il biglietto salirà da 57,60 a 66,24 euro.

Ieri ho prenotato un volo da Napoli per Milano per l’11 di gennaio. Con Easyjet, compagnia inglese sulla quale ho già volato varie volte. Aerei nuovi, personale gentilissimo, quasi sempre puntuali. 36 euro e 99 centesimi, comprese le tasse. A bordo non vi danno lo snack.. ma il volo dura solo un’ora. Adesso però, nello scegliere dovremo vagliare i nuovi standard europei di Trenitalia. Questa estate, per la verità, hanno già saputo sorprenderci: durante il viaggio, molti hanno potuto avere la piacevole sorpresa di assistere ad un’invasione di zecche. Così, tanto per non annoiare i passeggeri.




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28 dicembre 2006

Quando la CDL dovrebbe tacere...

L’Unione, con un provvedimento del consiglio dei ministri, ha di fatto eliminato l’emendamento salva-ladri approvato dalla maggioranza parlamentare nell'ultima legge finanziaria. Chi ama le dietrologie continua a sostenere che, se nessuno si fosse accorto del colpo di mano, il governo avrebbe ben gradito il salvataggio di tanti esponenti ed amministratori locali vicini al centrosinistra. Chissà… I fatti dicono il contrario, il provvedimento è stato rimosso.

La CDL nel frattempo, per bocca di qualche cosiddetto “falco”, ha preteso da Prodi le scuse ufficiali del governo. Certo che a pensare alla Cirielli, ai provvedimenti di depenalizzazione dei reati contabili, del falso in bilancio e di tutte le leggi ad personam approvate per salvare l’avvocato del Cavaliere, quegli esponenti della Casa delle Libertà avrebbero fatto meglio a tacere.




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26 dicembre 2006

Il libro più vicino

Coinvolto da Crescenzo in questo gioco che trovo anche io divertente, riporto le frasi trovate a pagina 123 del libro “Testimoni della coscienza” di Anselmo Palini, editrice AVE.

“In precedenza il nuovo arcivescovo di Canterbury, Thomas Cranmer, aveva dichiarato nullo il primo matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona. Invitato a partecipare alla fastosa cerimonia di incoronazione di Anna Bolena, Tommaso Moro se ne era restato a casa sua. Il 23 marzo 1534 dalla Santa Sede giunge la sentenza definitiva in merito al matrimonio di Enrico VIII: è valido solo quello con Caterina d’Aragona.”

Passo ora la palla a: Tania Gnerre, Berretto a Sonagli, Francesco Cappuccio.

Le regole sono le seguenti:

* Prendere il libro più vicino.
* Sfogliare sino a pagina 123.
* Contare le prime 5 frasi della pagina.
* Riportare nel blog le 3 frasi seguenti.
* Suggerire il gioco ad altri 3.




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23 dicembre 2006

Buon Consumismo.... una volta si chiamava Natale.

"Buon Consumismo". Questi sono gli auguri di Francesco Cappuccio per le festività. Dice bene questo diciassettenne di Napoli, “Buon consumismo”. Sì perché il 25 di dicembre si ricorda la nascita di Babbo natale. Occorre festeggiare: tombolate, cioccolate calde, un po’ di baldoria, panettoni, settimane bianche. E poi ovviamente tanti acquisti, nella maggior parte inutili ma necessari – ci illudiamo – a colmare quel vuoto interiore che tormenta questo occidente sempre più secolarizzato. E allora vai con il nuovo cellulare anche se quello che teniamo funziona benissimo.  Le nuove scarpette da ginnastica  per i ragazzi, altrimenti si sentono emarginati, 250 euro echissenefrega se a farle sono bambini Indonesiani, Thailandesi, Taiwanesi, Coreani e Vietnamiti. In Indonesia, tanto per fare un esempio, i sindacati liberi sono illegali e vengono repressi dall’esercito, alcuni sindacalisti torturati e uccisi. I salari sono da fame e le condizioni di lavoro penose. Ma chissenefrega. Nasce Babbo Natale e il suo albero, nuovo simbolo di queste festività, deve stare ben piantato su una montagna di regali tanto costosi e griffati quanto inutili.

Buon consumismo allora. Se a qualcuno interessa il 25 di dicembre si ricorda anche la nascita di un certo Gesù di Nazaret. Nacque duemila anni fa in una mangiatoia, povero tra i poveri. Da grande ebbe anche a dire: beati gli ultimi perché saranno i primi..




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22 dicembre 2006

Ricordo di un amico...

Ricordo di un amico, come un fiore scosso, tremante. Vi scrivo di un ragazzo valicando il ricordo, girando con rabbia quelle pagine di vita che ci riguardano, vi racconto un ragazzo in lacrime. Un compagno di gioco, di dolore e di cose inenarrabili, perché il vento spira ancora troppo forte e rischia ancora di travolgerci, di distruggerci. Un amico di incontri, di lunghe attese. Chiusi in un recinto in mezzo a tanti, ad aspettare che un sogno si avverasse, credendo nella bontà del vento che invece ci ha ingannato. Chiusi tra i mormorii di una città abbandonata, vivendo in quel recinto storie forse di amore. Noi lì, fermati, presi a schiaffi e perquisiti mentre piangevamo perché quel giorno era morta la nostra speranza o forse solo perché ci eravamo assopiti in una vita densa di bravate e sentimenti, dando l’impressione di essere un po’ fumati o un po’ beoni. Noi lì, col cervello annebbiato dal lexotan che ci sembrava l’unico rimedio alla frenesia e all’ansia che la vita ci aveva scaricato sulle spalle.

Ricordo di un amico, con l’aria da monello, che cercava qualcosa  più grande di sè; che faceva trasparire dai suoi occhi la curiosità per la vita; con una gran voglia di conoscere, di indagare, di scoprire. E curiosavamo tra le anime, mischiandoci e confondendoci tra la folla in un denso di ricerca, di amori, di sesso e di tanti buoni propositi. E solo in quei momenti percepivamo che le persone incontrate erano già state da noi abbandonate. E solo in quei momenti percepivamo un senso di colpa che ci piaceva perché ci faceva sentire forti, determinati e determinanti nella vita del prossimo. Wilde, diceva che “nulla stuzzica la vanità come il sentirsi dire di essere peccatori”. Noi amavamo esserlo, ma senza che nessuno ce lo dicesse. E il vento ha scosso la nostra doppiezza, il Sole ha fuso i doppi binari sui quali correvamo, senza dubitare mai, senza riflettere su una “libertà” forse eccessiva, a volte ripugnante. Il vento ha spazzato via le nostre ambiguità, le voglie espresse violentemente, e nei nostri sguardi abbiamo percepito il terrore e la voglia di fuggire, di gridare la nostra rabbia contro il vento che non smetteva di tormentarci. Nei nostri occhi abbiamo scoperto quelle lacrime che avevamo sempre nascosto quando sentivamo la necessità di  tornare alla fanciullezza, perché ci vedevamo ridicoli a recitare una parte da “adulti” che poco si confaceva a noi.

Ricordo di un amico che sognava una svolta importante per la nostra amicizia, ma che non riusciva a spiccare il volo, lui aquila ferita dal vento troppo forte e dalla sua flebile volontà. E a un certo punto non ci bastò più una vita fatta di rimandi, di attese e di illusioni. Amalgamati come eravamo ad uomini che amavano poco guardare dentro di sè. Amalgamati a noi stessi che non volevamo dichiararci uomini in crescita, se non come fatto puramente e dannatamente fisiologico. E così siamo rimasti in balia del vento a maledire gli anni che ci consegnavano ad un mondo che odiavamo. Ricordo di un amico, come un fiore scosso, tremante. Di un fiore piegato e spezzato. Stavolta  per sempre.




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20 dicembre 2006

Il tempo non è denaro

Il tempo è denaro. Sarà anche vero. Ma vi confesso che non ho mai potuto sopportare la banalità di questo celebre detto. La traduzione così impoetica del tempo in termini di dollari avrà senz’altro effetti terapeutici sulla pigrizia umana, ma personalmente mi deprime. Non solo perché la trasposizione mercantilistica delle ore in spiccioli, dei giorni in carta moneta, dei mesi in valuta pregiata, degli anni in riserva aurea mi porta a conclusioni amare, tra cui prevale (almeno per la mia vita) quella della bancarotta, sia pure non fraudolenta. Ma anche perché l’equivalenza tra il “circolo” d’un orologio e gli assegni “circolari” di un istituto di credito fa venire in mente tutta una serie di suggestioni dalle quali, tra dare e avere, interessi composti e partite di giro, buoni del tesoro e residui passivi, rimane inesorabilmente travolto ogni lampo di gratuità.

No. Il tempo non è denaro. E’ spazio dell’amore. Uno spazio in cui la prodigalità è un investimento, lo sperpero è un affare, e le uscite, invece che impoverirlo, raddoppiano il capitale.

Grazie allora, a voi che date anima alle tante opere di volontariato, perché le pagine più belle di questo strano trattato di economia (l’unico che non condurrà mai sull’orlo del fallimento) il nostro vecchio mondo di furbi inutili le sta imparando da voi. Grazie, giovani e ragazze che portate un soffio di speranza nelle case per anziani di Terlizzi o nelle corsie del cronicario di Ruvo o tra gli handicappati delle nostre quattro città: voi siete la dimostrazione che è possibile un mondo “altro”, in cui il calcolo, l’interesse e lo sfruttamento sono linee perdenti per la borsa-valori della vita.

Grazie, fratelli anonimi e silenziosi che vi impegnate nella non eroica quotidianità degli oscuri servizi parrocchiali a favore dei piccoli e dei poveri: voi siete il segno tangibile della non ineluttabilità di quell’amaro proverbio che dice: “Niente per niente, non dà niente nessuno”. Grazie, operatori impareggiabili della Casa di accoglienza, perché a questo mondo così avido di paradossi, voi date l’immagine giusta di come sia vera la frase di Gesù ”vi è più gioia nel dare che nel ricevere”. Grazie, animatori dei quartieri poveri di Molfetta e di Giovinazzo, perché con le vostre invenzioni ci sottraete al mito della legge che si illude di coprire tutti i bisogni, o degli schemi previdenziali che vogliono pianificare tutti gli interventi, o delle articolazioni dei codici che pretendono di disciplinare tutte le relazioni umane.

Grazie, infine, a voi volontari non credenti, che, pur non essendo sostenuti da speranze ultramondane, vi prodigate per alleggerire la croce degli uomini. Voi non lo sapete ma quella è la croce di Dio. Ora camminate su strade senza luci e senza segnaletica: ma sono ugualmente strade del Regno. Grazie, perché la vostra gratuità, anche se meno motivata, a volte ci sembra più pura della nostra. E siamo certi che un giorno la luce irromperà nei vostri occhi con tanta dolcissima violenza, che sarete ripagati abbondantemente di tutte le fatiche del viaggio.

                                                                                                                                + Don Tonino, Vescovo




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19 dicembre 2006

Berlusconi non va alla mutua..

Il capo della CDL si è sottoposto ad un intervento chirurgico, a quanto pare, di routine. Gli hanno impiantato un pacemaker, di quelli che al San Raffaele inseriscono con la stessa frequenza e facilità con la quale, dalle nostre parti, si risolvono le appendiciti. Perché Berlusconi è andato a Cleveland?

Ovviamente ognuno è libero di curarsi dove vuole. Alcuni miei amici però si chiedono e mi chiedono quanto sia giusto che un politico di rilievo, un ex capo del governo, vada a farsi curare all’estero. Qual è la fiducia che i semplici cittadini possono riporre nel Servizio Sanitario Nazionale se i nostri rappresentanti sono i primi che se ne guardano bene dall’usufruirne? Formigoni ha dichiarato, forse un po'imbarazzato, che la scelta sarebbe stata determinata da un'esigenza di privacy. Debole come giustificazione: questo decisamente non è un comportamento da statista. E se pensiamo a Bassolino che è scappato in Germania..

Menomale che almeno il trapianto dei capelli, Silvio ha deciso di farlo qui in Italia. Auguri.




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18 dicembre 2006

La linea politica dell'Italia di Mezzo? Frutto della "coscienza critica"

Marco Follini, leader dell’Italia di Mezzo, ha stretto un accordo con Clemente Mastella: correranno insieme alle prossime amministrative. Venerdì ha dichiarato: “i centristi lavorino ad un nuovo centrosinistra”.

Della nuova linea del neo movimento non ne sa niente nessuno, né qui né a Napoli. E proprio a Napoli, dando vita al nuovo soggetto politico e riferendosi in modo particolare all’UDC, Follini denunciò: “…i partiti sono diventati sempre più dei club privati e personali, nei quali il leader è tutto e la coscienza critica finisce per essere niente”.

In effetti Follini ha scelto la linea politica dell'Italia di Mezzo tenendo in grandissima considerazione proprio la “coscienza critica”. Solo la sua, però.




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16 dicembre 2006

Tra senatori a vita e leggi salva ladri, incoerenze bipartisan.

Inutile cincischiarci troppo sopra, i senatori a vita hanno diritto al voto. Lo stabilisce la costituzione e se il loro voto diventa determinante, pazienza. I padri costituenti avranno avuto le loro buone ragioni per prevedere questo istituto. Certo sulla legittimazione democratica di quelli nominati dal Presidente della Repubblica, ci sarebbe da rifletterci sopra. Ma la CDL non può fare sempre lo stesso errore di meditare sulle questioni solo quando le stesse sono ad essa sfavorevoli: anni fa i voti degli stessi senatori tornarono comodi.

Certo il centro sinistra non è da meno. Dopo essersi stracciato le vesti sulla Cirielli e sulle leggi ad personam, non si è fatto troppi scrupoli nell’approvare una leggina salva ladri. Lo ha fatto nel peggiore dei modi, nascondendola ben bene tra le trecento pagine della legge finanziaria. Adesso i vari Prodi e Fassino corrono ai ripari, ma se nessuno li avesse scoperti… Ovviamente questi moralisti a convenienza, salvano i ladri a loro più cari, quelli che rubano nelle giunte, nei consigli regionali, sperperando i soldi dei contribuenti per arricchire se stessi e i loro amici-elettori. Si vergognino, predicano bene e razzolano male. E io sono ancora più convinto: in quanto a moralità non hanno nulla da insegnare a nessuno.




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15 dicembre 2006

Nei casini, come piccoli folli.

Pierferdinando Casini e Marco Follini ormai si tallonano come due ragazzini che si fanno i dispettucci a vicenda. Dopo aver deciso entrambi di essere i primi di un partito, adesso vogliono essere i primi della classe dell’antiberlusconismo, del "neocentrismo" e forse del ribaltonismo. Rielaborare il bipolarismo è un obiettivo che auspico e che condivido, ma farlo preoccupandosi per prima cosa di conservare le posizioni personali, rincorrendosi con dichiarazioni che prescindono dalla realtà, è solo stucchevole.

PS. di fatto con questa dichiarazione Marco Follini, pur non sostenendo il governo, porta l'Italia di Mezzo  nel centro sinistra.




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14 dicembre 2006

Il leader dell'UDC Pierferdinando Follini: il governo non cadrà sui pacs. Anzi non cadrà mai..

Il leader dell’UDC Pierferdinando Follini ha tirato fuori la sfera di cristallo ed ha previsto che il governo non cadrà sui Pacs. Era già stato facile profeta quando, qualche settimana fa, aveva “previsto” la tenuta del governo sul decreto fiscale collegato alla finanziaria. E così, guarda caso, qualche senatore è stato mandato in missione in Patagonia e a qualcun altro sarà stata sottratta la pillola per sopire l’incontinenza prostatica, visto che in molti, al momento del voto,  affollavano le toilette di Palazzo Madama. Adesso sui Pacs, Pierferdinando Follini è speranzoso: “si raggiungerà un’intesa, e il governo non cadrà”.

Quando sarà il momento delle votazioni vedremo partire nuovamente Trematerra, stavolta pare guiderà una delegazione di parlamentari dell’UDC in gita di istruzione in Afghanistan. D’Onofrio, da commissario diligente qual'è, forse sarà in Campania, sempre che qualcuno lo vada a prendere a Cassino: lui  è del posto ma rischierebbe comunque di ritrovarsi a Bari.

Pierferdinando Follini ha bisogno di tempo, Berlusconi è troppo forte. E se Prodi cadesse adesso…




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13 dicembre 2006

Tre consigli a chi si oppone in Irpina.... per non far finta di opporsi.

Il degrado di questa classe dirigente locale non conosce limiti. Chi si oppone seriamente viene ostacolato con ogni mezzo e ormai siamo alle minacce neanche troppo velate. Le istituzioni non ci aiutano, chi dovrebbe vigilare non vigila, chi dovrebbe indagare non indaga, chi dovrebbe sentenziare non sentenzia. A quando un cambio di rotta? Fino a quando questa provincia dovrà soggiacere a questa cappa di potere che lentamente la soffoca? Chi si oppone per davvero, però,  ha il dovere di rielaborare le proprie strategie. Ormai sono decenni che le cose non cambiano.

Primo: chi vuole opporsi realmente deve riappropriarsi di quello spazio oggi occupato in larga parte da chi fa finta di opporsi. Da chi è stato “collocato” sul versante opposto proprio per garantire opposizioni deboli ed accondiscendenti. Chi, nel centro destra, fa finta che il problema non esista prende in giro se stesso;

Secondo: Occorre selezionare e formare seriamente una vera classe dirigente alternativa. E’ un processo, questo, che richiede tempo, pazienza e grande onestà intellettuale. Chi è tentato dalle scorciatoie e immagina di “comprarsi”  gli avversari fa un errore madornale. Tra l’altro questa scorciatoia è stata già abbondantemente imboccata e i risultati sono sotto gli occhi di tutti;

Terzo: Gli schieramenti vanno “rielaborati”. Lo schema centrosinistra/centrodestra non rappresenta più la nostra realtà, non è speculare alle nostre esigenze. Il modello da realizzare è “Comitato di Salute Pubblica contro comitato di affari/gerontocrazia”, sul modello dell'Alto Calore del 93. Capisco le difficoltà di chi, stando in parlamento a Roma, ha esigenze politiche diverse, eppure non c’è alternativa.

Perdonatemi la presunzione, ma chi non sceglie questa strada vuole far solo finta di opporsi ad un sistema che, in fondo in fondo, gli fa comodo.  




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11 dicembre 2006

Tanti auguri scomodi! di Natale.

«Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!


Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità, incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna, con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce" dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge" e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l'unico modo per morire ricchi.Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza».
                                                                                                                                 + Don Tonino, Vescovo




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10 dicembre 2006

Buffone? Fino a sentenza contraria

Ovunque vada il Presidente del Consiglio viene contestato. Quando a Verona i cattolici lo riempirono di fischi il commento del portavoce fu: “contestazione organizzata”. Falso, di organizzato ci stava solo il coro che doveva animare la Messa di Benedetto XVI. E poi ultimamente giù fischi per tutti, ministri, sindacalisti, sottosegretari. E poi manifestazioni e scioperi di tutte le categorie. Persino i Carabinieri, che non aprono bocca da decenni, non sono riusciti a trattenere lo sdegno per questo governo. Per ultimo, oggi pomeriggio al Motorshow di Bologna. Fischi, cori di “vattene”, “buffone”, “pagliaccio”. Anche in questo caso il commento è stato lo stesso: “contestazione organizzata”. Nella sua rossa Bologna una contestazione organizzata? No. Il paese è solo stanco e deluso.

Cofferati ha parlato di insulti e di intolleranza verso il  premier. Deve aver dimenticato la sentenza della cassazione che ha sancito che dare del “buffone” ad un politico non è un insulto ma solo “critica politica”. Fino a quando, vedrete, una nuova sentenza sancirà che la precedente è valida solo se il buffone è rivolto a Silvio Berlusconi.




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9 dicembre 2006

L'autocritica dei faziosi

Sia chiaro per i pochi che leggono: il mio blog non è di centrodestra. Non a caso non ha insegne di partito. E’ solo uno spazio dove scrivo ciò che penso, dove riporto le mie idee, anche politiche, dove esprimo le mie piccole riflessioni e dove racconto un po’ della mia vita. Qui come altrove, mi sforzo sempre di dire la verità senza annacquarla nella faziosità, senza “adattarla” alle mie convenienze e alle mie appartenenze.

Se l’aver detto qualche volta una verità scomoda costituisce, agli occhi degli altri, un’ “autocritica”, ringrazio per l’apprezzamento, ma per me è del tutto ininfluente. Così come se qualcuno mi dice che il mio blog difetta di autocritica la cosa mi è altrettanto indifferente. In fondo quello che conta è dire la verità ben consapevoli che le bugie hanno le gambe corte e che chi legge percepisce come faziose quelle posizioni che sono chiaramente assunte per partito preso.

Poi chi, pur essendo e comportandosi palesemente da “tifoso”, pretende di distribuire pagelle di obiettività invitando gli altri a fare autocritica, suscita null’altro che un piccolo sogghigno e un pizzico di comune ilarità.




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7 dicembre 2006

Sorpresa Bavarese...

A loro Monaco è piaciuta tantissimo, ma  per questi ragazzi, quasi tutti interisti, un aspetto del viaggio, oltre assistere alla partita con il Bayern,  è stato un vero e proprio choc. Sorpresa questa che credo non dimenticheranno mai. A volte certe cose si realizzano più facilmente all’estero che nella nostra complicata Italia.

Un grazie all’allenatore Mancini e ad alcuni giocatori dell’FC Inter per la loro disponibilità. Un grazie al Centro Coordinamento Inter Club,  clubs di Atripalda e "Recoba" di Milano.















Da sinistra io Domenico Andretta, Angelo Egidio, Francesco Cappuccio, l'allenatore Roberto Mancini e Pietro per le strade di Monaco - vigilia della partita. Si aggiungono, nella seconda foto, Tania Gnerre e Alfredo Donnarumma














  Pietro con Cambiasso allo Sheraton Hotel Arabella.                 Pietro, il Capitano Zanetti, io e Francesco.













   El Chino con Francesco.                                                      Pietro con Stancovic


 
   Con Ibrahimovic.                                                               El Chino con Alfredo, Francesco e Pietro





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4 dicembre 2006

A Monaco di Baviera, perchè il tempo ci appartiene..

Alle due del pomeriggio decolla il nostro aereo per Monaco di Baviera. Come al solito partiamo insieme, con la stessa indomabile voglia di conoscere nuovi posti e di visitarli, possibilmente, tutti in compagnia. Viaggiare è così bello, farlo in gruppo è ancora più bello e allo stesso tempo così difficile, se è vero che le amicizie sono solo quelle che riescono a sopravvivere ad un viaggio. Ed è bello “partire” già nel momento stesso in cui un viaggio comincia ad essere immaginato, programmato. Adesso Monaco, ma questa estate il coast to coast negli Stati Uniti, o forse di nuovo in Norvegia ma questa volta per arrivare fino a Capo Nord.

E allora, zaini in spalla, partiamo tra i mugugni di chi ci vorrebbe sempre “al nostro posto” e di chi ci accusa  di perdere troppo tempo in giro per il mondo. Ma a noi importa poco, “il tempo non ci riguarda, perché il tempo ci appartiene”.
















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3 dicembre 2006

Ma non era finito Berlusconi ? E la CDL?

Due milioni e duecentomila dicono gli organizzatori, forse esagerando un po’. Molti di meno sostiene la questura che stima i partecipanti ai cortei in base all’orientamento del ministro in carica. Ma non è questo il punto. Ieri a Roma c’è stata la grande manifestazione di un popolo che ha voluto esprimere tutto il suo disagio per un governo che può essere pacificamente definito come il peggiore degli ultimi cinquanta anni di vita democratica.

Dalla manifestazione di Roma emerge un dato che credo farà discutere il mondo della politica nei prossimi giorni. La CDL non appare esattamente come uno schieramento “al capolinea”, come sostiene Pierferdinando Casini. Il leader dello scudocrociato, ormai da settimane, rilascia la stessa dichiarazione un giorno sì e l’altro pure, forse più per convincere se stesso e il suo entourage che gli elettori dell’UDC ai quali, la nuova linea dell’ex presidente della camera, continua ad essere del tutto incomprensibile. Silvio Berlusconi è il leader indiscusso della CDL e non perché lo abbiano deciso i leader di partito, ma perché invocato ed acclamato dallo stesso popolo di centrodestra. Berlusconi è leader perché è l’elettorato, compreso quello dell’UDC, che gli conferisce nuovamente l’incarico di guidare la riscossa in caso di nuove elezioni.

Che possa piacere o meno, questa è la realtà. Chi dice di volere una CDL diversa dovrebbe essere consapevole che la questione non si risolve scimmiottando Marco Follini ma avviando una lunga fase di riflessione ed un conseguente periodo di transizione. E sicuramente non serve inventarsi una crisi di schieramento per tentare di soddisfare in poco tempo una pur legittima ambizione personale.

foto: www.adnkronos.it




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1 dicembre 2006

Gli elettori dell'UDC saranno in piazza e anche il loro leader....

Le bandiere dell’UDC con lo scudocrociato saranno in piazza domani. E non perché la fata turchina le ha fatte stampare all’insaputa di Cesa e Casini, ma solo perché gli iscritti e i simpatizzanti hanno il desiderio di manifestare contro questo governucolo. Pacificamente, pacatamente, moderatamente, ma con fermezza e in piazza, insieme a quella CDL che tutti dichiarano finita ma che domani sarà massicciamente presente e unita.

Lorenzo Cesa e Pierferdinando Casini ammettano di aver preso una decisione che non corrisponde al sentimento dei loro elettori. L’opposizione “moderata” fatta nelle aule parlamentari è sicuramente quella maggiormente auspicabile, “politically correct” per dirla con gli inglesi. Ma gli elettori, schifati da questo governucolo, saranno in piazza. Anche quelli dell’UDC saranno lì ad applaudire il loro leader, Silvio Berlusconi.




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