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31 gennaio 2007

Dietro i Pacs un nuovo partito?

L’intransigenza di Clemente Mastella sui Pacs sta procurando al Ministro della Giustizia una grande visibilità e il consenso di quel  mondo cattolico che lo stesso Clemente sostiene non averlo votato alle ultime elezioni. La posizione della Chiesa è netta, forte: “non c’è bisogno di una nuova legge”, ha dichiarato Mons. Betori e da questo punto i vescovi non si muoveranno. Tutto chiaro allora? Non proprio. Chi ama le dietrologie comincia ad insinuare che nel mondo postdemocristiano qualcosa si muova per davvero.

Benché la Chiesa italiana non abbia cambiato ufficialmente la sua posizione sull’unità politica dei cattolici, alcuni ambienti della gerarchia avrebbero sostanzialmente cambiato idea a riguardo. E proprio la diaspora dei cattolici democristiani, agli occhi di questi porporati, si sarebbe rivelata come la causa di una sempre maggiore laicizzazione della politica italiana. Sarebbe proprio questa divisione che avrebbe indebolito l’azione dei cattolici impegnati in politica, minandone gravemente l’ efficacia, tanto da far ricredere coloro che avevano scommesso su una presenza cattolica in ogni formazione politica e in ogni schieramento.  Un altro elemento che i vescovi italiani avrebbero attentamente valutato starebbe nell’incapacità dei partiti nati dalla diaspora a formare un’adeguata  classe dirigente ed a scegliere coloro che testimoniano concretamente una sensibilità verso il Magistero.

La vicenda dei Pacs potrebbe segnare una svolta. Potrebbe essere la classica scintilla che fa divampare un enorme incendio. La benzina non manca: il suo contenitore più grande si chiama Partito Democratico.




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30 gennaio 2007

La "sfida" della CDL irpina? I cagnolini randagi...

Siamo alle solite, la CDL predica bene e razzola male. Forza Italia ha fatto sapere solennemente di aver fatto dimettere i suoi assessori al comune di Solofra che fino all’altro ieri “gozzovigliavano” insieme a quelli della margherita. “Adesso ci possiamo presentare agli elettori in modo credibile”, ha dichiarato orgoglioso di tanto spirito di sacrificio il segretario provinciale, tal Di Mizio. Qualcuno glielo spieghi a questo signore che gli elettori di Solofra non portano l’anello al naso e che forse questi assessori, per essere credibili, si sarebbero dovuti dimettere tre anni fa e non a tre giorni dal voto.

Ad Atripalda poi, la CDL dà il meglio di sé. Nel senso che si dà tutta alle forze politiche di maggioranza. E sì, lì i vertici della Margherita si scelgono i consiglieri di maggioranza ma anche quelli di minoranza, così tanto per non avere problemi di sorta durante la consiliatura. Alle scorse elezioni, chissà perché, ispirati dall’europarlamentare di Forza Italia, gli azzurri e AN ruppero la coalizione presentando una loro terza lista. Sapete chi era il candidato a sindaco? Il fratello di un consigliere provinciale della margherita nonché cognato dell’allora vicesindaco dell’Unione. Nella stessa lista promossa da Forza Italia era presente anche il fratello dell’allora sindaco uscente ed eletto poi consigliere di minoranza per “opporsi” al suo stesso fratello. Ovviamente potrete immaginare la particolare efficacia dell’azione politica della CDL.

Non sono andati oltre i cagnolini randagi e i fiorellini nelle aiuole.




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29 gennaio 2007

Ma avete sentito....?

Avete sentito le dichiarazioni al congresso cittadino della margherita? Avete letto i resoconti, anche se quasi sempre faziosi, della stampa locale? Francamente non so se ci sia più da farsi quattro risate o aprire una seria fase di discussione su una classe dirigente cittadina che rasenta persino il ridicolo. Una su tutte, le parole della neosegretaria cittadina: “E’ necessario cogliere il senso alto della sfida che abbiamo di fronte”.

Ma di cosa parla questa signora? Ma si rende conto che i cittadini che ascoltano davvero non trattengono le risate? E’ mai andata a fare due passi tra lo schifo nel quale lei e i suoi amichetti hanno ridotto la città? E’ mai andata tra i cantieri aperti da mesi, spesso fermi, e tra i disagi che arrecano ai cittadini? E’ mai passata con la macchina nel traffico gestito con i piedi e affollato da macchine parcheggiate in doppia fila tra l’indifferenza dei vigili urbani? Si è accorta che Avellino ormai assomiglia pressappoco ad un quartiere di Napoli? E di quale sfida parla questa signora se i cittadini si vedono recapitate cartelle esattoriali notificate a vanvera, costringendo tutti a pagare somme che chissà se mai rivedranno. Di cosa parla se il suo sindaco si appresta a nominare tre addetti stampa da pagare con soldi nostri manco fosse il sindaco New York.

Ciriaco De Mita, e come poteva mancare, li ha strigliati tutti ben bene, consiglieri, capigruppo e sindaco. E non è la prima volta che il premier “de noialtri” contraddice se stesso: prima li “crea” e poi li distrugge. Chissà se la gentile signora, neo segretaria, i suoi consiglieri e il suo sindaco, abbiano finalmente “colto il senso alto” dell’ unica sfida che hanno di fronte: quella della vergogna e quella delle dimissioni.




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28 gennaio 2007

"Io e Lui"

Si può avere una malattia gravissima e nonostante tutto aprire un blog? Chi oggi soffre e anche tanto, non ha bisogno di pietismi ma di “normalità”. Enzo Bonifazi  ha voluto indicarmi il blog della sua amica Susy. La nostra comunità di blogger può fare per lei quello che meglio sa fare: leggere, scrivere, commentare. Anche con questi semplici gesti possiamo trasmettere la nostra vicinanza, il nostro incoraggiamento e far capire che non ci è per niente indifferente.E allora fatevi un giro su questo blog. E come ha già scritto Gaetano, niente piagnistei.




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27 gennaio 2007




Perchè nessuno possa dimenticare,
 perchè nessuno possa negare,
uomini contro uomini,
 senza pietà.




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26 gennaio 2007

Mastella e il negazionismo, se un'opinione diventa reato.

Lo sterminio degli ebrei operato dal regime nazista non può essere negato. Chiunque si avventuri sul sentiero negazionista non è degno di alcuna considerazione scientifica e per giunta non fa onore alla propria intelligenza. Eppure il provvedimento che porta il nome del ministro della giustizia che punisce chi esterna opinioni del genere, non è condivisibile. Non c’entra nulla, ovviamente, l’olocausto che, alla luce dei tanti documenti storici, dei filmati, delle foto, è più che dimostrato.

Mi chiedo però se la nostra repubblica possa concepire una legge che punisce l’esternazione di un pensiero,  per quanto ripugnante, falso e nauseante esso sia. Certo l’olocausto rimane l’evento più drammaticamente emblematico della follia umana, eppure seguendo il criterio adottato dal provvedimento Mastella, potremmo chiedere al ministro una disposizione di legge che vieti la negazione della tragedia delle Foibe, o un provvedimento che non consenta a nessuno di negare gli oltre cento milioni di morti voluti dai vari regimi comunisti che si sono susseguiti nel dopoguerra.

La strada per “non dimenticare” e il sentiero da seguire per non consentire che qualche idiota in più  si dichiari neo nazista, passa attraverso un insegnamento serio della storia, l’educazione alla tolleranza e al rispetto e la riaffermazione di quei valori che ogni giorno di più lasciano il posto ad un nulla fatto di indifferenza, di grande fratello, e di intontimento da sostanze. E poi come non ricordare la celeberrima frase di Voltaire: “Non condivido ciò che tu dici, ma mi batterò sino alla morte perché tu possa dirlo liberamente".




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23 gennaio 2007

Se anche in AN scompare la democrazia.

Gianfranco Fini ha sciolto il dipartimento delle pari opportunità di Alleanza Nazionale guidato da Daniela Santanché. Il provvedimento si pone sulla stessa scia dell’azzeramento dei colonnelli che, tempo addietro, avevano osato esprimere qualche perplessità sull'operato del loro Segretario. Adesso è toccato alla parlamentare di AN che ha sollevato dei dubbi sulla eccessiva "disinvoltura" di Fini su temi importanti quali la vita e la famiglia. Il leader non ci ha pensato troppo e, piuttosto che cercare con lei un confronto, ha eliminato l’interlocutore con un provvedimento personale. Male, molto male.

I partiti della CDL, adesso anche AN, hanno ormai imboccato la strada del leaderismo e della personificazione della politica. Cosa sono diventate le formazioni del centrodestra, se non una sorta di club privati dove spadroneggia un leader che nella migliore delle ipotesi si circonda di yesman da garantire a vita?  Non è forse per questo che i partiti non riescono più a selezionare una classe dirigente all’altezza?

Nella nostra costituzione, all’articolo 49, troviamo scritto che “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Non sarà arrivato il momento di varare una normativa che, in ossequio a quanto disposto, imponga ai partiti di darsi un assetto veramente democratico e di rispettare il dettato costituzionale?




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22 gennaio 2007

Massacrati dai comunisti, volevano la libertà. Non la Cocacola.

Edoardo Sanguinetti esponente di Rifondazione Comunista e candidato a Sindaco di  Genova, ieri sera, ad una trasmissione de La7, ha dichiarato: I giovani che a Tienanmen manifestarono e si frapposero ai carri armati, erano quattro ragazzetti innamorati dell’occidente e della Coca Cola

Agli oltre tremila giovani studenti barbaramente uccisi in piazza Tienanmen dal regime comunista cinese vada il rispetto nostro e di tutti gli italiani. A questi ragazzi che semplicemente avrebbero voluto assaporare la libertà di poter esprimere il loro pensiero, di poter manifestare il proprio dissenso o il proprio assenso; a questi ragazzi che avrebbero voluto la libertà di scrivere poesie, di comporre musiche e canzoni senza dover subire alcuna censura; a questi ragazzi che avrebbero voluto la libertà di viaggiare, di formarsi secondo le proprie inclinazioni e di studiare non solo le cose imposte dal regime; a questi ragazzi che avrebbero voluto conoscere la verità fuggendo dalle manipolazioni di un regime sanguinario e despota; a questi studenti massacrati dai carri armati del regime comunista,  vada il nostro ricordo e tutta la nostra ammirazione. 

Questi giovani studenti hanno lottato fino a sacrificare la loro vita  per quella libertà e quella democrazia che, qui in Italia, oggi consentono ad un comunista qualunque di esprimere il suo pensiero e di infangare la loro memoria.




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21 gennaio 2007

Morto di fame a 14 anni. In Italia.

Vagando un po’ a caso sulla rete ho trovato una notizia riportata dai giornali ma ben nascosta tra i trafiletti di quella cronaca alla quale non si dà troppa importanza: un ragazzo di 14 anni di Margherita di Savoia, in provincia di Foggia, è morto di stenti proprio la notte di Natale. La sua era una famiglia segnata dalla miseria: padre pescatore ma disoccupato da molti anni, madre ricoverata in ospedale, due figli. Vivevano in uno scantinato dove lui, il più grande, ha cercato in ogni modo di trovare del cibo per sé e per i suoi sfortunati familiari, ma nulla. Ricoverato d’urgenza la notte della vigilia è morto perché malnutrito.

Viviamo in una paese che si vanta di sedersi al tavolo del G8 ed ancora dobbiamo contare i morti per fame? E i servizi sociali? E le istituzioni? E le parrocchie? E noi? E la solidarietà e la generosità del popolo italiano della quale non manchiamo mai di compiacerci? Ci commuoviamo tanto dinanzi alle sciagure che colpiscono uomini a migliaia di chilometri e non siamo in grado di offrire un piatto di pasta al nostro vicino che muore di fame? Accidenti quanto è grande la nostra ipocrisia quando con un sms doniamo un euro di elemosina a chi è lontano mille miglia immaginando di lavare la nostra coscienza, salvo poi essere schifosamente indifferenti e scostanti quando la sofferenza ce l’abbiamo sotto il naso.

Per questo ragazzo, per la sua famiglia, per la loro miseria, dovremmo solo vergognarci.




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20 gennaio 2007

Non ci rassegneremo...

Cari ragazzi,

vedo in voi le sentinelle del mattino in quest'alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri. I diversi messianismi secolarizzati, che hanno tentato di sostituire la speranza cristiana, si sono poi rivelati veri e propri inferni.

Oggi siete qui convenuti per affermare che nel nuovo secolo non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario.

Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno; vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti. Cari giovani del secolo che inizia, dicendo "si" a Cristo, voi dite "si" ad ogni vostro più nobile ideale. Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e nell'umanità del nuovo millennio. Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione

 Giovanni Paolo II, il Grande.
Veglia a Tor Vergata, Roma, sabato 19 agosto 2000.
Presenti due milioni e mezzo di giovani.




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19 gennaio 2007

Se le segreterie si riducono a piedistalli.

I partiti e le segreterie particolari di questa interminabile brutta seconda repubblica sono affollati da persone che, nella maggior parte dei casi, pur non chiedendo nulla nell’immediato, hanno bisogno di soddisfare un’esigenza impellente: quella del proprio ego e della propria vanità. Da coloro che sono alla ricerca di piedistalli per mettersi in mostra, per evidenziare competenze (o presunte tali), per affermare se stessi sugli altri, ossessionati dall’ansia di emergere in un continuo pensare a se stessi e solo a se stessi.

I partiti nati dalla diaspora della DC, o meglio questi club privati che ci ritroviamo, dovrebbero tornare a selezionare persone pescando tra i giovani impegnati seriamente nel volontariato, tra chi si spende nelle parrocchie, nell’associazionismo, tra quelle persone che hanno concretamente dimostrato, con la gratuità del loro impegno, di avere a cuore il bene della comunità e del prossimo. Le classi dirigenti dovrebbero scegliere ed investire in persone dalle quali traspare nettamente una grande tensione ideale ed un profondo rigore morale, persone che ancora credono nello spirito di servizio, nella formazione, nella condivisione, nell’umiltà, nella mitezza, nella moderazione e nel rispetto.

Le segreterie dei partiti rischiano, altrimenti, di divenire il ritrovo, peraltro momentaneo, di presuntuosi in doppiopetto che, parafrasando Aldo Moro, hanno solo “un elenco arido di cose da fare”.




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17 gennaio 2007

Torna il "grande fratello", apoteosi della sciatteria.

Torna il Grande Fratello. Atteso molto più di Sanremo, il padre di tutti i reality arriva puntuale come una cambiale. Poche volte ho dato uno sguardo, più per capire di cosa parlassero i ragazzi che per una mia precisa curiosità. Non voglio fare del facile moralismo: la corsa a spogliarsi come se stessimo nel cuore di agosto per attirare l’attenzione su di sé, più che altro, fa sorridere, rende ridicoli e quasi patetici gli ospiti della casa; l’induzione al rapporto sessuale da consumarsi in un posto “nascosto” e quindi ancora più in vista per i telespettatrori, rientra in una ormai palese logica commerciale che punta a sollecitare i sensi per aumentare le vendite e, in questo caso, per aumentare lo share della trasmissione. Ma non è questo che mi interessa.

Il Grande Fratello, questo è il punto, trasmette un messaggio subdolo che trae in inganno i giovani e che in qualche modo diventa l’emblema di uno stile di vita sempre più desiderato: un sostanziale far nulla in cambio di notorietà e ricchezza. E in quel contesto la preparazione, lo studio, il sacrificio divengono merce tanto rara quanto del tutto inutile. Sintetizzando: l’apoteosi della sciatteria, l’esaltazione dei costruttori del nulla.

Non si può far finta di ignorare che a guardare la trasmissione siano in tanti, giovani e meno giovani. Ma non è la nazione intera. Quelli che avendo intuito di cosa si tratta e cambiano canale sono sicuramente in maggioranza. Ma anche se così non fosse, per quanto impopolare, avremmo comunque il dovere di dire la verità.




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16 gennaio 2007

Le larghe intese di Pionati e l'ipocrisia della CDL

Francesco Pionati, con un intervento sul Mattino, ha chiarito con nettezza la sua proposta di larghe intese: nessun compromesso e  nessuna sottomissione al potere che disamministra questa città. Non avevo dubbi. Piuttosto credo che nelle parole del senatore dell’UDC vadano lette due questioni fondamentali oscurate, a mio avviso, dalla semplificazione palesemente interessata operata dai media locali.

1 – La città di Avellino vive una situazione di gravità eccezionale che richiede, pertanto, una risposta eccezionale. Ovviamente l’urna sarebbe quella più auspicabile anche se, dato l’attaccamento al potere, è quella meno probabile. Il governo di tutti, con il  concorso vigile delle forze politiche di minoranza, per un breve periodo di transizione, avrebbe potuto rappresentare un momento di rilancio e di rinascita per la città. Ma chi è in malafede riesce a vedere il torbido ovunque….

2 – Le minoranze di Palazzo di città dovrebbero aprire un momento di riflessione e di autocritica sull’efficacia della loro azione politica di opposizione fin qui esperita. Dovrebbero rivedere scelte quanto meno discutibili di candidati che adesso siedono tra i banchi della maggioranza o sulla poltrona di presidente di qualche ente di gestione amministrato dal centrosinistra. Dovrebbero interrogarsi sul perché della mancata selezione di classe dirigente e sul perché i propri partiti sono rimasti ancorati, in quasi quindici anni,  agli stessi miseri risultati elettorali di un tempo.

La CDL di Avellino dovrebbe sforzarsi di superare l’ipocrisia di chi si straccia le vesti per la proposta di Pionati salvo poi essere sempre pronta a fare "larghe intese" sottobanco, astenendosi a raffica in consiglio comunale e nelle commissioni, quando sono necessarie a soddisfare piccoli interessi di bottega. Tacessero coloro che hanno sempre cincischiato dinanzi a chi, seppur da poco, lavora con serietà cercando anche di farlo efficacemente.


Ps. Per i mal pensanti, non milito nell’UDC, quindi nessuna captatio benevolentiae.




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15 gennaio 2007

Italia di Mezzo? Solo se cambia tutto

Franco Di Cecilia si è presentato alla stampa nelle vesti di primo segretario provinciale dell’Italia di Mezzo. Il movimento di Follini, a quanto pare, esiste ancora e cerca di darsi una struttura sul territorio. Il buon Franco ha messo in evidenza, con la solita lucidità, le ragioni per le quali anche ad Avellino alcuni ex esponenti dell’UDC, hanno deciso di seguire il gemello di PierFerdinando Casini.

C’è tanta gente che ha un atteggiamento fortemente critico nei confronti di questo assetto bipolare”, ha spiegato Di Cecilia, “l’Italia di Mezzo punta a raccogliere quel consenso”. In effetti questo sistema presenta dei grossi limiti; ”non rappresenta la realtà culturale del paese”, dice bene Follini. Eppure, fino a quando questo sistema sarà vivo e vegeto, gli elettori, per quanto possano essere critici, finiranno sempre con lo scegliere tra centrodestra e centrosinistra, tra prodiani e berlusconiani. O di qua o di là.

Evidentemente gli italiani di mezzo attendono (ed invocano) degli sviluppi. Perché, stando così le cose, non c’è spazio per un terzo polo e tanto meno per un piccolo-grande centro.  E questo Follini lo sa.




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12 gennaio 2007

La strage di Erba? Fa più scandalo il perdono...

Gli hanno ucciso la moglie, la figlia e il nipotino. Nel modo più cruento possibile, sgozzandoli. Eppure lui non ha esitato: “questo non è il momento dell’odio e della vendetta, questo è il momento del perdono”. Si può perdonare chi toglie la vita ad una figlia? Si può perdonare chi, così violentemente, fa strage di quasi tutta la propria famiglia? Secondo i canoni di questa società sempre più secolarizzata l’unica risposta è la vendetta: si risponde odio all’odio, violenza alla violenza, male al male. Si perché quella strage è la punta di un iceberg di una società che sott’acqua è marcia di ostilità e di risentimento. Di persone che cercano vendetta in un vortice senza fine di angherie reciproche.

Ad Erba, quel signore con la barba bianca e con lo sguardo triste, ha saputo dire una parola che ha scandalizzato molto di più della strage stessa: perdono. I giornalisti si stracciano le vesti, i benpensanti non comprendono, ottusi nella loro mentalità guerrafondaia. Persino un sacerdote arriva a definire “strano” quel perdono così deciso ed espresso con semplicità, quasi dovesse essere scontato. Strani siamo noi. Il perdono dona pace, dona serenità. Ma nessuno vuole comprenderlo.

A me piace pensare che questo signore, piegato dal dolore, abbia ascoltato le parole dette da Gesù mentre i chiodi perforavano le sue mani e il legno della sua croce: “Padre perdona loro perché non sanno quel che fanno”.

foto: corriere.it




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11 gennaio 2007

Vandali e pagani..

È una storia che ha per luogo
Parigi nell'anno del Signore,
millequattrocentottantadue,
storia d'amore e di passione.
E noi gli artisti senza nome,
della scultura e della rima,
la faremo rivivere da oggi all'avvenire...

E questo è il tempo delle cattedrali,
la pietra si fa statua musica e poesia.
E tutto sale su verso le stelle, su mura e vetrate,
la scrittura è architettura.

Con tante pietre e tanti giorni,
con le passioni secolari,
l’uomo ha elevato le sue torri,
con le sue mani popolari.
Con la musica e le parole
ha cantato cos’è l’amore
e come vola un ideale nei cieli del domani.

Qui crolla il tempo delle cattedrali,
la pietra sarà dura come la realtà,
in mano a questi vandali e pagani che già sono qua.
Questo è il giorno che verrà,
oggi è il giorno che verrà.

Il tempo delle cattedrali - Notre Dame de Paris




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10 gennaio 2007

Chavez e il ricordo di quegli anni sotto dittatura.

Ciò che sta accadendo in Venezuela dovrebbe indurci ad un momento di riflessione, se non altro perché la comunità italiana è lì numerosa e ben radicata. Il Venezuela in passato, ha accolto i nostri nonni e i nostri padri che fuggivano dalla miseria del dopoguerra. Oggi Chavez dichiara che questo paese straricco di petrolio diventerà socialista: al via le nazionalizzazioni, l’economia va verso una pianificazione che la storia ha già bocciato, le libertà individuali saranno inevitabilmente ristrette. La borsa è crollata, gli investitori da stamani sono in fuga, chi può fugge. E non lontane sono le modifiche alla costituzione che faranno di Chavez un nuovo Fidel Castro.

Metà del mio sangue è sudamericano e alcuni anni di dittatura comunista li ho fatti anche io in Perù. Benché piccolo, ricordo ancora i carri armati del generale Velasco lungo la avenida della repubblica che passava di fronte alla mia abitazione e ricordo mio padre che ad una certa ora ci portava in casa perché cominciava il coprifuoco. Spesso mi svegliavo di soprassalto al rumore delle mitragliatrici e mi chiedevo perché si concentrassero sempre vicino casa.

Da grande ho cercato di capire qualcosa del Sud America. Continente ricchissimo di risorse naturali, lo stesso Venezuela dovrebbe vivere nel benessere assoluto per tutto il petrolio che esporta. In Perù ci sono ricchezze per far star bene il triplo della sua esigua popolazione. Perché allora tanta povertà? Perché il popolo venezuelano elegge a furor di popolo Chavez consentendogli di diventare un dittatore? Io condivido una tesi e nessuno mi dica che è semplicistica: il Sud America ha patito e patisce tuttora il saccheggio delle sue ricchezze da parte degli USA e dei paesi europei. Le ricchezze in larga misura vanno all’estero, al popolo rimangono le briciole.

Mia madre non è d’accordo con me. Stamani, dopo che ha letto i quotidiani, mi ha telefonato allarmata: alcuni suoi parenti vanno e vengono da Caracas ed alcuni vivono lì.  Mi ha detto: “Sandro, finisce come con Velasco. Malditos comunistas...”




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10 gennaio 2007

Se almeno loro vanno fino in fondo....

Sappiamo ancora andare “fino in fondo”? Sappiamo testimoniare concretamente gli ideali ai quali diciamo di tenere o alle prime avvisaglie di una qualche sconvenienza facciamo subito marcia indietro abbandonando le nostre convinzioni? Siamo idealisti per davvero o appena la cosa ci costa qualche sacrificio scappiamo?

Quanto accaduto nella 4^B dell’istituto napoletano dei salesiani al Vomero, mi spinge ancora a credere che i nostri ragazzi sanno essere fedeli alle loro convinzioni molto più di noi che ci diciamo “grandi”. E così se alcuni di loro decidono, con uno sciopero bianco, di protestare contro un discutibile provvedimento disciplinare, lo fanno anche a costo di gravi sanzioni che, in una scuola come quella, pesano per davvero.

Non so se nel merito avessero ragione o meno, ma non credo che sia questo il punto. Loro sono andati fino in fondo, fino a pagare di persona pur di difendere un amico da un’ingiustizia. E’ vero, molti si sono tirati indietro. Ma alcuni di loro no. E così, al professore di italiano che gli chiedeva chi fosse Margutte,  Mariano ha risposto: "un giocatore della Sampdoria". Pronto il professore lo ha mandato a posto piazzandogli un tre.

Mariano, per quel pochissimo che conta e pur non essendo un professore, ti prego accetta il mio otto.




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9 gennaio 2007

Stampa locale asservita al potere? Facciamo finta di telefonare..

Dalla stampa locale possiamo aspettarci ben poco. Tutti o quasi tutti i quotidiani e le televisioni sono asserviti al potere. Nulla di che scandalizzarsi, in fondo la stampa deve pur reperire risorse da qualche parte. E’ preoccupante, piuttosto, il fatto che in provincia di Avellino manchi quel pizzico di pluralismo che ci consentirebbe di ascoltare, da tv e giornali, almeno due campane. Evidentemente ancora non si è trovato nessuno intenzionato ad investire qualche soldo in un’informazione alternativa, forse perché la “battaglia” è considerata così disperata da essere, pertanto, inutile.

Inchieste del tipo Espresso-Policlinico Umberto I, nella nostra Irpinia, possiamo scordarcele. Ma al popolo dei blogger dico che forse potremmo fare qualcosa. Tutti siamo armati di cellulari con fotocamera digitale. Non dobbiamo fingerci addetti alle pulizie o infermieri, basta entrare da utenti nelle strutture pubbliche per poter immortalare disservizi, schifezze, immondizia, trasgressori e trasgressioni. Basta qualche scatto e qualche video da poi pubblicare sui nostri blog. Non ci vuole molto, basta far finta di telefonare....




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8 gennaio 2007

Tre domande "irpine" a Pier Ferdinando Casini

Apprendo dal blog del caro Ciro che Pierferdinando Casini sarà ad Avellino prossimamente. Se fossi un giornalista della stampa locale farei all’ex Presidente della Camera tre domande.

1 - Onorevole Casini, non ritiene che la collocazione in lista alle ultime elezioni del segretario regionale Arturo Iannaccone, addirittura dopo quello provinciale di Salerno, abbia costituito l’ennesimo sopruso di una oligarchia nazionale che non ha avuto nessuna considerazione dell’impegno profuso negli anni, delle capacità e del radicamento del partito sul territorio?

2 - Lei ogni qualvolta è venuto in irpinia si è sempre sperticato in elogi a Ciriaco De Mita e Nicola Mancino. Ricorda? Ad Avellino, a Sturno, e più recentemente presso l’Amministrazione provinciale. A suo dire - anche di Follini per la verità - “De Mita e Mancino rappresentano la migliore classe dirigente che questa nazione abbia mai potuto avere”. Si sente di confermare questo giudizio?

3 - Francesco Pionati, che si spende senza risparmio proprio qui in Irpinia, rappresenta per il partito un investimento a lungo termine o l’oligarchia romana ha intenzione di usarlo in questa fase per poi emarginarlo quando non sarà più utile?  Sa, onorevole Casini, Pionati qui fa sul serio, l’opposizione a De Mita la fa davvero… Non glielo hanno detto?




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7 gennaio 2007

Non toccarmi le auto blu, altrimenti taglio il sociale

Parlate di tutto agli amministratori ma non toccate loro le auto blu. E’ incredibile quello che il presidente della Regione Veneto ha risposto ai vescovi di Padova, di Rovigo e di Vittorio Veneto che si sono permessi di esprimere il loro sconcerto per una gara per il noleggio di 13 nuove auto blu. E non si tratta di facile moralismo. Le richieste specificate nella gara, ci fa sapere Gian Antonio Stella, sono tanto esigenti da restringere la scelta alle berline extra lusso, tutte straniere: 3.000 di cilindrata, trazione integrale, lunghezza non inferiore a 480 cm, navigatore satellitare, selleria in pelle, climatizzatore automatico, cristalli laterali e lunotti scuri. Queste pretese, insieme ad altri provvedimenti tipo l’innalzamento delle pensioni dei consiglieri regionali, hanno suscitato i rilievi dei vescovi che hanno parlato di una “corsa a chi arraffa di più”.

Il presidente della regione ha preso carta e penna ed ha scritto: “Ai tre vescovi farò pervenire nei prossimi giorni una proposta di rigoroso e severo risparmio, da attuarsi a spese del sociale e di tutte quelle altre emergenze, urgenze e necessità di tipo solidaristico che la Regione del Veneto meglio e più di altre Regioni finanzia da anni”.

Incredibile, sconcertante. Questa è la classe dirigente di Forza Italia e della CDL?




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6 gennaio 2007

Mi fate schifo.

Questa non è una riflessione, è uno sfogo. Voglio sfogare la mia rabbia e lo voglio fare pubblicamente. Vorrei che leggessero quelle persone senza scrupoli che alimentano con il loro mormorio questo indegno infangare la memoria di un giovane che semplicemente aveva deciso di donare la sua vita per i meno fortunati. Spero che leggiate, proprio voi, miseri esseri senza dignità, voi perbenisti che sapete affollare le funzioni in Chiesa ma che siete sempre pronti a pensare a voi stessi, a voi stessi e solo a voi stessi. Mi fate schifo, voi e il vostro moralismo ipocrita che non riesce a concepire la gratuità; voi che avete il marcio dentro e che, dinanzi ad un giovane che accoglie uno più sfortunato, siete capaci di vomitare le peggiori insinuazioni per giustificare il vostro egoismo.

Mi fate schifo voi e il vostro perbenismo; voi che vi dite cristiani e che vi comportate come quei farisei che si scandalizzavano quando Gesù accoglieva i peccatori e le prostitute. Via! State lontani, voi che non sapete perché campate e volete insegnarlo agli altri, proprio voi che vivete nel non senso. Via! Lontani, voi che vi fottete la vita per accumulare ricchezze e che insegnate ai vostri figli a fare lo stesso spingendoli ad essere sempre più egoisti, sempre più meschini. Via! State lontani e chiudete quella fogna dalla quale escono mormorii zeppi di calunnie.

State lontani dalla memoria di Massimo. Lontani il più possibile.




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5 gennaio 2007

Come i nazisti...

La notizia mi era sfuggita. Leggendo stamani il blog di Gaetano sono rimasto sbalordito: con dei trattamenti impediranno la crescita ad una bambina di Seattle di nome Ashely affetta da una grave malattia. Cosa dobbiamo aspettarci ancora da questa cultura sempre meno rispettosa della vita umana? Noi non possiamo non urlare con tutta la nostra forza che questo mondo occidentale ha imboccato un sentiero di morte, un percorso senza ritorno che ci fa vedere scenari cupi, tristi e di sopraffazione. E sarà mai possibile che proprio noi occidentali che ci diciamo cristiani facciamo finta di non capire che Cristo è finito in croce per dare un senso alla ineluttabile sofferenza umana.

Poi, qualcuno mi sa dire cosa c’è di diverso dagli esperimenti che i nazisti facevano sui bambini ebrei da quanto hanno fatto i medici di Ashely? I genitori si sono giustificati aprendo un blog e sostenendo che così allevieranno le sofferenze della figlia. Mi chiedo, invece, se questi genitori, dei quali pur comprendo il dramma,  non abbiano tentato di alleviare le loro sofferenze piuttosto che quelle della loro bambina.




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4 gennaio 2007

La solita sinistra.....

Romano Prodi ha girato l’intera nazione tentando di spiegare le ragioni di una finanziaria non condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini. “Gli effetti si vedranno tra un anno”, è andato bofonchiando qua e là raccogliendo fischi nella migliori delle ipotesti, pomodori e insulti dai più esasperati.

In questi giorni si è appreso che il deficit del settore pubblico è diminuito di oltre il 40%, i conti pubblici migliorano. Gli effetti – si è affrettato a dire Prodi – sono ascrivibili all’azione del governo. Strano che per la finanziaria ritenga che gli effetti si producano dopo un anno e per il miglioramento dei conti pubblici siano occorsi solo pochi mesi di governo. La solita sinistra, il solito Prodi… Perché non dirlo che i tagli li ha fatti il governo della CDL?

E poi, ce lo vedete l’ex presidente dell’IRI come paladino dei tagli allo spreco?




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2 gennaio 2007

2007, un brindisi alla consapevolezza.

Un proposito per il nuovo anno? Non ho dubbi: consapevolezza, consapevolezza e ancora consapevolezza. Per il mondo degli “adulti”, per il quale non ho molte speranze, ma soprattutto per gli adolescenti e per i giovani. Partendo da quelli a me più vicini, quelli che il buon Dio ha messo sulla mia strada.

Consapevoli di essere vivi, di essere persone e di essere su questo mondo protagonisti del grande miracolo della vita. Consapevoli di dover essere solo noi stessi. Senza farci trasportare dalle mode correnti di ogni tipo, divenendone schiavi al punto da soffrire quando non si riesce a starne al passo. Senza farci imporre dal mondo “esteriore” il sentiero da imboccare, i sentimenti da provare, gli amori da vivere. Consapevoli del non senso e del suo dilagare come un’orribile peste che genera ovunque delusioni, depressioni e suicidi.

Consapevoli, quindi. Al punto da accettare il nostro essere necessariamente “controcorrente”, tanto da prendere decisioni quasi mai comprese e quasi sempre derise, ma che rispondono alle nostre intuizioni, al nostro fiuto. E alla nostra anima. 




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