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Diario
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27 febbraio 2007

Follini, strategia efficace?

Andare all’elezioni con questo sistema elettorale, avrebbe significato ritrovarsi con un esecutivo, presumibilmente di centro destra, più coeso politicamente ma con la stessa esigua maggioranza al senato dell’attuale centrosinistra. Marco Follini è convinto che votare la fiducia al governo Prodi allontani il rischio di elezioni anticipate, imponga all’attuale governo una politica meno appiattita sulle posizioni dell’estrema sinistra  e “smuova” il centro di entrambi gli schieramenti. Rimandare la fine dell’esecutivo del professore favorirebbe soprattutto una più serena riflessione sulla legge elettorale e l’approvazione di una modifica capace di rilanciare il ruolo del centro “rimodulando” l’attuale assetto bipolare.

Solo il tempo potrà dire se la strategia folliniana sarà davvero efficace. Certo per adesso non si può non constatare che Casini e l’UDC abbiano rincorso e tuttora rincorrano a fatica l’Harry Potter della politica italiana. E la genuinità della sua scelta, più o meno condivisibile e sulla quale io stesso ho delle perplessità, sarà dimostrata solo se non avrà posti di governo o di sottogoverno in cambio del suo voto.

foto: politicalsouthpark.blogspot.com




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26 febbraio 2007

Follini sceglie il centro sinistra. E gli "italiani di mezzo"?

Da quanto riportano le agenzie, pezzi dell’Italia di Mezzo starebbero per abbandonare il neonato movimento centrista dopo aver appreso del sostegno al governo Prodi preannunciato dal segretario nazionale Marco Follini. In particolar modo in una  roccaforte come l’Abruzzo, gli abbandoni sarebbero particolarmente consistenti.

A questo punto mi viene da pensare che il senatore non abbia consultato la base del suo movimento prima di prendere questa decisione. Altrimenti non ci resterebbe da pensare che, chi ha aderito a questo partito, più che per le convinzioni dello stesso Follini, lo abbia fatto per fare un dispetto all’oligarchia che detta legge nell’UDC. Per giunta senza che questi scissionisti abbiamo mai superato l’attuale logica bipolare che impone, a chiunque faccia politica, di scegliere tra Berlusconi e i comunisti. E a quanto pare, se costretti a scegliere tra i due, anche molti "italiani di mezzo" scelgono Berlusconi.




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25 febbraio 2007

E adesso Follini ci dia delle spiegazioni. Convincenti.

Ci aveva detto che avrebbe lavorato per ricostruire il centro. Ci aveva garantito che non avrebbe fatto da stampella all’attuale governo. Ci aveva assicurato che non ci avrebbe portato nel centrosinistra.

Adesso Marco Follini ci deve delle esaurienti e dettagliate spiegazioni. E dovranno essere molto, ma proprio molto convincenti.





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23 febbraio 2007

Più governano e più ci affossano..

In dieci minuti il centrosinistra è riuscito a dirsi d’accordo su tutte le questioni per le quali hanno litigato per mesi fino alla caduta dell’esecutivo. Ecco che per magia, questi signori riescono ad approvare un documento che, come al solito, dice tutto e non dice nulla, garantisce tutti e non garantisce nessuno, accontenta tutti e non accontenta nessuno. Sono davvero capaci di ricoprirsi di ridicolo pur di restare al potere. Berlusconi è contento, dice che “più governano e più si infognano”. Il paese non ha di che rallegrarsi: più “governano” e più lo affossano.




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22 febbraio 2007

"Caro presidente, adesso basta..."

Singolare il fatto che nella caduta del governo Prodi, sia stata determinante l’astensione del senatore Andreotti. Agli osservatori più attenti (e maggiormente affetti da dietrologia) non è passata inosservata neanche la provvidenziale influenza del cattolicissimo Oscar Luigi Scalfaro. Credo che sarebbe banale aderire alla tesi di chi sostiene che a far cadere il governo sia stata l’opera di Santa Romana Chiesa. Ma credo che sia innegabile leggere, in quanto accaduto ieri a palazzo Madama, una frattura tutta centrista più che della sinistra radicale.

Ed è difficile resistere alla tentazione di credere che ieri, prima delle votazioni, qualcuno oltretevere abbia alzato il telefono per chiamare il caro amico Andreotti ed abbia sussurrato: “Caro presidente, adesso basta…..”




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20 febbraio 2007

"La medaglia d'oro al valore per il marito, arrivata per posta, come un plico qualsiasi..."

<<E di che ti meravigli? Non di contiguità parlerei ma di connivenza tra sinistra di governo e quella di lotta..armata! Quegli stessi terroristi che negli anni '70-80 combattevano contro lo Stato, oggi ne sono quasi ai vertici.. Sergio D'Elia ex leader di "Prima Linea", oggi parlamentare della Rosa nel pugno, Roberto Del Bello, condannato per banda armata, oggi a capo della segreteria del Sottosegretario agli Interni; Susanna Ronconi, ex BR ed ex Prima Linea, oggi a capo della Consulta Nazionale per le tossicodipendenze (e a chi faceva notare la cosa, il ministro Ferrero - Rifondazione Comunista - rispondeva che "..la Roncato ha titoli maggiori di chiunque altro per quest'incarico.." ). Per non dire dei "Professori" Renato Curcio e Adriana Faranda, fondatore delle Brigate Rosse il primo, postina nel sequestro Moro la seconda, oggi "docenti universitari" e ultimo in ordine di tempo il Chiarissimo Professore Oreste Scalzone, benedetto dall'indulto ("..torno anche per sparare se è il caso.." ,"Guido Rossa? Una spia che denunciò i compagni BR..") e fresco di lezione all'università di Roma.

Questa è l'Italia di oggi… Un paese capovolto, dove i criminali di cui sopra sono premiati, e ben remunerati, e le loro vittime dimenticate. E quando ci si ricorda di loro, meglio in sordina, come è successo alla vedova di Francesco Coco, Procuratore di Genova, ucciso dalle BR nel 76, alla quale la medaglia d'oro al valore per il marito, è arrivata per posta, come un plico qualsiasi!

Di nascosto, non si sa mai qualcuno si possa offendere...>>

G.F. - Poliziotto




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20 febbraio 2007

Un grazie al governo Prodi. Ecco chi paga le tasse...

Ieri sera sono stato a cena da un amico. Fa l’impiegato, la moglie non lavora, fa la casalinga. Ha due figli, uno all’università e uno alle superiori. Dopo cena mi ha confidato che i suoi problemi economici cominciano ad avere una certa consistenza. “Ieri – mi ha raccontato – ho portato mio figlio che non sta bene a fare le analisi del sangue, una radiografia e una visita pneumologica. Al momento di pagare il ticket mi è venuto un colpo: mi hanno chiesto centoventi euro”. Vive in una casa di proprietà, “per fortuna, perché non so come avrei potuto fare altrimenti”.

In casa c’è il papà ottantenne che dopo anni di lavoro in campagna, prende cinquecento euro di pensione, “ci dà una mano e ringrazio Dio”. Ma la situazione è peggiorata: “ho pagato un importo più alto per la macchina, in farmacia mi tocca pagare anche per i farmaci indispensabili per i quali prima non pagavo nulla; all’ASL per le visite, prima pagavo diciotto euro di ticket, adesso ventotto. E poi la televisione, gli aumenti della corrente, il gas… Dicono che aumentano pure l’ICI. Come si farà? Qualcuno dovrebbe dirglielo a quel Prodi che noi viviamo di stipendio, noi non siamo ricchi. Stavamo benino, ci si arrangiava, ma adesso stiamo ogni giorno peggio. Io questi non li voto più, che delusione”.

Che non si azzardassero ancora a dire che a pagare le tasse sono i ricchi. E speriamo che questo governo cada presto. Molto presto.




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17 febbraio 2007

Libertà per i terroristi?

A Vicenza la grande maggioranza dei “pacifisti” ha manifestato senza sfasciare la città e senza aggredire le forze dell’ordine. Eppure non può si può ignorare quello striscione, definito ignobile dallo stesso Franco Giordano, con cui un gruppo di manifestanti ha solidarizzato con i terroristi rossi arrestati qualche giorno fa.

La contiguità di questa sinistra con gli ambienti più violenti ed eversivi di quei centri sociali che si sono dimostrati essere molto spesso fucine dei nuovi terroristi, è, ogni giorno di più, sempre più inquietante. 




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17 febbraio 2007

La fatica di tirare la carretta

Nella nostra attività, abbiamo bisogno di un risultato concreto, almeno parziale, per avere la forza di andare avanti, altrimenti non dico al primo insuccesso, ma al primo attendere prolungato del successo, ci scoraggiamo, diciamo che tutto va male, che non vale la pena, che bisogna cercare formule nuove. In sostanza non abbiamo pazienza. E proprio per questo la nostra azione è sterile e spesso inconcludente: noi non lavoriamo per un piano a largo respiro come è quello della Provvidenza che ha come metro di paragone per i suoi tronfi l’eternità: noi lavoriamo per il successo di oggi, vogliamo vedere il futuro del nostro lavoro, vogliamo essere insieme coloro che seminano e coloro che mietono, senza far bene quindi né una cosa né l’altra.

Non sappiamo più fare, cioè, le piccole cose, il lavoro seccante, quotidiano, nascosto, così poco eroico e così monotono anche. E così succede che noi facciamo, ogni tanto, quando un’idea ci entusiasma, quando un programma ci si rivela in tutta la sua attuale bellezza, dei grandiosi propositi di generosità, di fedeltà, di attività, ma subito poi ci ammosciamo appena ci accorgiamo che è necessaria un’azione lunga, paziente, di cui forse non vedremo i risultati. […]

E’ certo che in tutto questo influisce la vita certamente troppo intensa che noi viviamo, la necessità di occuparsi di molte cose, la richiesta che da ogni parte ci vien fatta d’energie giovani. E non voglio dire che queste cose non si debbano fare. Certamente il periodo in cui viviamo è un periodo singolare, in cui noi dobbiamo impegnarci in pieno. Ma bisogna che ci ricordiamo che questo impegno non è solo a fare cose grandi (e facciamole certo, se ci è possibile) ma è anche a fare quotidianamente quelle piccole cose che preparano la via del Signore. E ricordiamoci, nei momenti di entusiasmo quando facciamo dei propositi generosi, di promettere la costanza e la pazienza nel lavoro più monotono e nascosto.
                                                                                                                                                           Vittorio Bachelet

(Scritti politici, AVE, Roma 2005)  




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16 febbraio 2007

Se la politica dà "una mano" al terrorismo.

Questo rigurgito del terrorismo rosso non va sottovalutato. Mi chiedo quanto abbia influito in questi giovani terroristi

-
il fatto che in parlamento siedano, anche con incarichi importanti, ex terroristi rossi (anche neri) già condannati  per reati gravi come l’omicidio;
- il fatto che gli ex terroristi rossi vengano sistematicamente invitati a tenere conferenze nelle università, in convegni, in trasmissioni televisive e non ultimo nelle assemblee sindacali con risultati che sono sotto gli occhi di tutti;
- il fatto che lo stato non riesca a reagire alle provocazioni di un Oreste Scalzone, puntualmente invitato da alcuni studenti dell’università di Roma, condannato a 16 anni per terrorismo, banda armata e associazione sovversiva e che tornato in Italia, si è detto pronto a “nuove battaglie e anche a sparare”;
- il fatto che i partiti della sinistra radicale candidino, e facciano eleggere in parlamento, personaggi che hanno un passato e un presente fatto di violenza e di contiguità con gli ambienti più violenti ed eversivi di quei centri sociali che si sono dimostrati fucine dei nuovi terroristi;
- il fatto che la sinistra radicale con troppa facilità si lasci andare a toni violenti nella quotidiana polemica politica.

In che misura ha influito tutto ciò nel determinare una mentalità sovversiva e assassina in giovani poco più che ventenni?




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14 febbraio 2007

La miopia secondo Zecchino

Dopo aver amoreggiato con Marco Follini, tanto da partecipare all’assemblea fondativa dell’Italia di mezzo, l’ex ministro dell’università Ortensio Zecchino ha preso carta e penna e, dalle colonne del corriere del mezzogiorno, ha bacchettato Pierferdinando Casini: “niente tatticismo minimalista”, ha scritto. Volendo tradurre nel linguaggio di noi comuni mortali, il tatticismo minimalista, al quale fa riferimento l’acuto docente di diritto penale, altro non è che la meglio nota politica dei due forni. Stessa riflessione deve aver fatto al leader dell’Italia di mezzo, il quale però deve avergli risposto picche: altro che due forni, Follini di forni ne vorrebbe addirittura tre.

Deve esserci rimasto male il raffinatissimo Zecchino da Ariano che ormai da tempo va predicando la necessità di riaffermare un bipolarismo dove da un lato ci sia solo un partito popolare italiano, legato indissolubilmente al PPE, e dall’altro una sinistra alternativa vicina alle posizioni del Partito socialista europeo. Ma pare che Zecchino nessuno lo voglia ascoltare. Casini ormai fa finta di essere più folliniano di Follini e comincia ad auspicare anche lui un terzo forno, salvo poi non mettere mai in discussione la CDL. Neanche con Gargani e Bianco è riuscito a quagliare se non l’ennesimo centro studi.

Forse all’arguto e preparatissimo docente deve essere sfuggito, da quando non è più ministro del centrosinistra, che la transizione del nostro sistema politico ha generato un movimento, Forza Italia, che si attesta sul 30%, ed un leader, Silvio Berlusconi che, nel bene o nel male, condiziona non poco la politica italiana e “determina” gli attuali schieramenti. Qualcuno, se ci riesce, glielo faccia notare. Altrimenti Zecchino continuerà a scrivere che “la speranza è che sia finalmente giunta l’ora di chiudere la lunga stagione delle miopie delle classi dirigenti democristiane e popolari”. E qualcuno, leggendo sempre la stessa cosa, avrà la tentazione di pensare che queste classi dirigenti siano miopi soprattutto quando non lo candidano.




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12 febbraio 2007

Ad un adolescente...

Ciao Marco,
Sono le quattro e mezza del mattino. Come ti avevo detto mi sono svegliato presto. Il mio cuore batte velocemente, riesco quasi a sentirlo, “troppo velocemente”, direbbe il mio medico con il camice bianco e con quell’aria severa con la quale mi scruta e mi dice sempre come se fosse mio padre: “stai attento, ti prego”. E’ ancora buio. I gatti che, da quando è morto Fox, gironzolano davanti casa, sono anche essi assopiti sulle scalette all'ingresso. Li ho scacciati, non li sopporto i gatti, poco affettuosi, falsi, infedeli. Per un po’ di cibo ti disconoscono senza batter ciglio. Ho pensato per un po’ a Fox, il mio cane. Era straordinariamente intelligente. Sento che mi manca un po’, specie il suo sguardo. Mi guardava in un modo strano, quasi mi inquietava quello sguardo, come se volesse dirmi qualcosa o come se reclamasse qualcosa da me. Come al solito, anche se fa un po’ freddo, mi sono messo sull’amaca a sentire il silenzio della notte e a guardare le stelle. Così, senza pensare.

Sai? La luce delle stelle, quella che noi vediamo adesso, è la stessa partita milioni e milioni di anni fa e che adesso sta arrivando da noi. Partita da chissà dove, dallo spazio che dicono infinito. Cosa vuol dire infinito? Che non finisce mai, ce n’è sempre di più e di più e non finisce. E cosa c’è dopo? Dopo l’infinito? Ce n’è ancora… C’è da impazzire. Un po’ come è capitato a te pensando alla vita, all’essere e al non essere più. Da dove veniamo? E dove andiamo? Che senso ha la nostra esistenza, un granellino di sabbia, nell' oceano dell' eternità? Tu non hai torto, c’è da impazzire. Eppure ti confesso che mi hai incuriosito parecchio quando mi hai detto di aver provato una sensazione “strana” pensando a tutto ciò. Mi piacerebbe se tu me la descrivessi meglio.

Intanto mi va di dirti che il fatto che tu riesca a riflettere su tutto questo, non ti deve far sentire “diverso” dagli altri. Non lo sei! Sei solo “migliore” (nel senso che sei più avanti nel capire) rispetto ai tuoi coetanei ma come per loro, la tua vita è e sarà normale. Io credo, vedi, che riflettere su tutto ciò significhi comunque “avvicinarsi” al mistero dell’esistenza. Sappi però, che ciò accade per due motivi: o perché Qualcuno sta bussando alla nostra porta, o perché noi abbiamo ricevuto il dono di poter percepire l’Eterno, la sovranaturalità della nostra esistenza. O Qualcuno ti sta cercando o sei tu stesso alla ricerca di Qualcosa che dia un senso alla tua vita. Con il tempo tutto sarà più chiaro, vivi serenamente, vivi gli anni più belli della tua vita sorridendo il più possibile, ma beato te perché sarai una persone felice. E ti assicuro, non è poco oggi come oggi.

Il sole comincia a salire, la luce dell’alba si va facendo spazio nel buio. Torno all’amaca. Vado a vedere lo “spettacolo”. Hai mai visto l’alba? Spero di sì, spettacolo davvero straordinario.
Ma nessuno se ne accorge….

(luglio 2006)




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10 febbraio 2007

La risposta al direttore di Ottopagine.it. Censurata.

Mi spiace per lei, direttore. Non sono collaboratore di Francesco Pionati e non milito nell'UDC. Non conosco i tre giovani che saranno addetti stampa del sindaco di Avellino e si figuri se ho qualcosa contro di loro. Non ho nulla neanche contro i disoccupati di Avellino che, seguendo il suo singolare ragionamento, potrebbero pretendere un'assunzione dal comune, come dice lei "almeno per qualche mese e per qualche euro". Le grandi inchieste giornalistiche non si fanno perché lei non ha un editore che glielo consente? Gli inviti ai big della politica irpina ad essere "concreti" e a farsi da parte dopo aver rovinato la città non si possono fare perché s’incazza il capo? Dire che al congresso della margherita c’erano quattro gatti non è consentito a voialtri? Questo mi pare di capire dalla sua risposta al mio commento.

E cosa potrei dirle direttore? La capisco e mi dispiace molto. Ma non s’indigni troppo se qualcuno le fa notare che l’unica nota politica che esce fuori dalla manfrina che ci propinate ogni santo giorno, siete capaci di farla contro un senatore dell’opposizione che non ha nessuna responsabilità per quello sfascio della città che lui denuncia e che voi ignorate.

Chissà, se questa provincia avesse dei giornalisti con gli attributi forse saprebbero andare al di là dei freni degli editori. Ecco, magari il problema è proprio questo: questa provincia ha bisogno non solo di politici seri ma anche di giornalisti con le palle.

Nulla di personale, saluti. Sandro Feola.




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9 febbraio 2007

Se si rompono gli equilibri. E la stampa non se ne accorge.

Prendo spunto da qualche commento giornalistico sul senatore Pionati per sottolineare come buona parte della stampa locale, forse perché tutta concentrata sulle notizie provenienti da Solofra, non riesca più a cogliere i segnali provenienti dalla politica della nostra provincia.

Ed è davvero singolare che a chiedere al senatore dell’UDC di “presentare progetti” per la città di Avellino, siano proprio gli organi di stampa che nulla dicono sulle responsabilità di chi ha ridotto la città ad un cantiere fangoso. Non mi sembra di aver trovato, tra le pagine dei quotidiani locali, tutte queste inchieste, ad esempio, sulle speculazioni denunciate addirittura da un ex sindaco come Di Nunno. A fronte di dichiarazioni tanto gravi solo un po’ di cronaca e poi nulla. Se alla stampa locale “sfuggono” occasioni del genere, nonostante il “materiale” sia evidentemente tanto voluminoso quanto scandaloso e se l’attenzione alla politica si è ridotta alla cronaca preventivamente autorizzata, allora è chiaro il perché segnali importanti passino del tutto inosservati.

Francesco Pionati è seriamente convinto della possibilità di costruire un’alternativa a questo potere e su questo sentiero si è incamminato con decisione. In tante occasioni e con varie iniziative, ha detto basta al cincischiare di un’opposizione finta e di una stampa accondiscendente. La decisione del senatore di “essere presente” in irpinia e di esserci in un certo modo, rompe quell’equilibrio, fin qui gelosamente custodito, tra potere demitianmanciniano, opposizione compiacente e stampa ben “arruolata”. Quell’equilibrio sul quale si fonda e si sostiene il sistema di potere irpino. E questo è un fatto di enorme rilievo. Ma i commentatori non lo dicono, non lo possono dire. O, chissà, ancora peggio, non lo hanno nemmeno intuito.




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8 febbraio 2007

Nasce Noi Press. Chiude il New York Times?

In un’intervista pubblica, l’editore del New York Times Arthur Sulzberger ha dichiarato: “Non so se tra cinque anni stamperemo ancora il nostro quotidiano, e sinceramente non me ne importa nulla. Internet è un posto meraviglioso, e lì noi siamo i leader”. Devo dire che le parole di Sulzberger, rilasciate al World economic forum a Dovos in Svizzera, mi hanno davvero sbigottito. E’ difficile  immaginare che un quotidiano prestigioso come il New York Times scompaia dalle edicole per essere diffuso solo su internet.

Recentemente ha visto la luce un bel quotidiano on line, “Noi Press – la famiglia italiana”, che vi invito a visitare. Sia chiaro che è orientato politicamente. I contenuti sono a cura del dipartimento comunicazione dell’UDC, così come è chiaramente riportato sullo stesso quotidiano. La notizia che arriva da New York è singolare e sarebbe davvero interessante conoscere il parere in merito di quell’affermato giornalista che ha voluto la nascita di Noi Press.





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8 febbraio 2007

Forza Nuova allo stadio, i partiti allontanino i violenti.

Tra gli arrestati per le vicende di Catania, c’è anche un esponente di quello schifo di sedicente partito che si chiama Forza Nuova. Mi sembra l’occasione giusta per chiedere ai leader delle coalizioni, di centro destra e di centro sinistra, di voler emarginare tutte quelle aggregazioni estremiste di destra o di sinistra che si caratterizzano per  intolleranza e violenza, evitando con queste qualunque forma di dialogo.

I partiti, inoltre, evitino di candidare personaggi che hanno un passato violento (un ex terrorista rosso è segretario della camera) e che tutt’ora giustificano e spalleggiano questi dementi, ultras, fascisti, comunisti-anarchici o noglobal che siano.

 







(nelle foto: Noglobal pacifisti manifestano pacificamente a Genova)




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7 febbraio 2007

Diplomazia di basso livello..

La lettera degli ambasciatori di Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna e Romania ha creato grossi imbarazzi a questo governo. Proprio la sua irritualità, tanto scioccamente evidenziata da Prodi e D’Alema, è il segno evidente della scarsa credibilità che ha questo esecutivo presso le cancellerie dei paesi alleati. Non si tratta, sia chiaro, di farsi imporre da questi una politica estera più filo atlantica, ma un governo legittimamente in carica ha almeno l’obbligo della chiarezza nelle relazioni internazionali. I nostri alleati e i nostri ambasciatori sparsi in tutto il mondo, ma anche i semplici cittadini italiani, hanno l’esigenza di capire qual è la posizione italiana sulle questioni di politica estera.

Al contrario, siamo ormai in uno stato confusionale determinato, è palese, dalla eccessiva eterogeneità della compagine di governo. I vertici che si susseguono tanto rapidamente e le ostentate dichiarazioni di unità sono, paradossalmente, il segno evidente di una diffusa divisione sulle questioni fondamentali. Sul piano internazionale il paese ha fatto passi indietro enormi. A dispetto di una posizione più o meno condivisibile, ma chiara, del precedente governo, con l’Unione si affermano gli equilibrismi, le incertezze, le dichiarazioni generiche che dicono tutto e che non stabiliscono nulla.

E la risposta di chi guida la Farnesina, data ai funzionari d'ambasciata, denota il bassissimo livello al quale è giunta la nostra diplomazia. In altri tempi la lettera di quattro ambasciatori, tral'altro più che giustificata, sarebbe stata ridimensionata se non persino ignorata nelle dichiarazioni. E invece abbiamo un Ministro degli esteri che parla di ingerenze, che scrive agli alleati protestando e aprendo di fatto una crisi diplomatica senza precedenti. Sarebbe interessante sapere il divo Giulio cosa pensa al riguardo. Ma se qualche giornalista glielo chiedesse forse risponderebbe solo con uno sguardo e con un sorriso. Diplomaticamente..




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6 febbraio 2007

Guardate un po' questo blog... Il blog di un vero vip!

<<Dio volle che l’incidente mi capitasse all’età di cinque anni per offrirmi la possibilità di vivere la mia vita con la capacità, oramai non comune, di apprezzare tutto ciò che ci arriva senza mai dare nulla per scontato>>

Antonio Gaddari






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6 febbraio 2007

Le idiozie di uno strafesso... a proposito di Polizia di Stato

Caro Gaetano, le mele marce ci sono dappertutto. Ci sono ottimi medici e ci sono anche quelli incompetenti, ottimi giudici ed alcuni meno bravi, ottimi sacerdoti ed alcuni non proprio vocati a questa missione. Le generalizzazioni sono sempre segno di poca intelligenza e sono contento che tu la veda così. Nelle forze dell'ordine capita lo stesso. Io che ho un fratello che lavora in questo mondo ho toccato con mano. Per la grande maggioranza di agenti preparati, moderati, c’è una piccola minoranza di quelli che tu definisci poco preparati ed “esaltati”. Ma si tratta di una minoranza che non può determinare un giudizio generale negativo tanto banale quanto infondato. Per me, obiettore di coscienza convinto, è stato difficile ma sono riuscito ad entrare nella loro “mentalità” e a comprenderla; a vedere dal loro punto di vista. Non è semplice gestire la folla inferocita che ti lancia addosso di tutto, occorrerebbe vivere quella realtà per capirla.

Non è semplice quando rischi la vita, riuscire a distinguere il giovane che è lì per sfasciare da quello che sta lì per ammazzarti. Non è semplice nella concitazione, tra i fumogeni che ti tolgono il respiro, tra i sassi che ti arrivano addosso, tra le sprangate che ti arrivano dappertutto, fare attenzione a non colpire qua e là, ma a colpire solo dove la legge te lo consente. E credimi non è facile accettare la frustrazione di chi ogni giorno tutela la nostra serenità, quando deve sopportare che questi facinorosi il giorno dopo siano già pronti a delinquere nuovamente perché la legislazione sulla sospensione della pena si applica anche a questi dementi. Caruso rende un servizio allo stato quando dice i poliziotti non sono addestrati? Che colpiscono a casaccio?  Caruso, condannato per reati di violenza e per rapina, stia zitto, è un esempio negativo per i nostri giovani e solo la follia di una legge elettorale come questa è riuscita a portarlo in parlamento.

Raciti, qualche settimana prima di morire, aveva testimoniato ad un processo. Alla fine l’ultrà arrestato è stato rimesso in libertà. Quell’idiota, uscendo dall’aula, ha sbeffeggiato l’ispettore che, a detta della moglie, “tornava a casa sempre ferito, ma mai morto”. E dopo tutto questo la polizia deve anche sentire, come dice Crescenzo, uno “strafesso” di noglobal, diventato per caso parlamentare, vomitare le sue idiozie?




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5 febbraio 2007

E' un deputato della Repubblica Italiana...leggete.

Si tratta di un deputato della Repubblica Italiana. Vergogna? Sdegno? Chissà. Sicuramente tanta, tanta tristezza. Intanto solidarietà a chi serve questo nostro stato pagando con la vita. E poi deve anche sopportare gli sberleffi di questo soggetto.




permalink | inviato da il 5/2/2007 alle 22:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

5 febbraio 2007

Lega calcio, ma che porcheria è questa?

Molti presidenti delle squadre di calcio di serie A e di B erano pronti a fermarsi a tempo indeterminato quando venivano messi in discussione i miliardi dei diritti televisivi. Adesso vorrebbero ricominciare a giocare domenica prossima a porte aperte perchè, come ha dichiarato il presidente, "i morti farebbero parte del sistema". Matarrese, ma che porcheria è mai questa?




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4 febbraio 2007

L'ispettore Raciti non si nascondeva dietro un passamontagna.

Pare che l’uccisione dell’ispettore Filippo Raciti fosse premeditata.  Lo avrebbero punito per la testimonianza resa giorni prima in un processo a carico di un “tifoso”. Alla fine dell’udienza  l’ispettore, avrebbe dovuto anche sopportare gli sbeffeggiamenti dell’ultrà tornato subito a piede libero grazie ai provvedimenti della magistratura.

I talk show si sono scatenati e non mi è sfuggito qualche commento che sinceramente ritengo disgustoso. Non penso che si possa accostare la memoria di un servitore dello stato con quella di un giovane verso il quale io porto rispetto ma che al G8 di Genova era andato per delinquere. Le foto, i filmati e le sentenze della magistratura lo hanno dimostrato in modo inequivocabile.

L’ispettore Filippo Raciti è morto servendo lo stato, allo stadio di Catania non era andato per sfasciare, per offendere e per colpire nessuno. Ed è morto a viso scoperto, lui non si nascondeva dietro un passamontagna.




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3 febbraio 2007

Sfogo di un poliziotto.

Ieri sera, le undici pressappoco, squilla il mio cellulare. E’ G.F,  lavora nella Polizia di Stato:

S: Pronto?
GF: hai visto, paghiamo sempre noi, stron…, stron…, bastardi..
S: ho visto, mi spiace molto, era giovanissimo, moglie figli.
GF: questo è il risultato di una classe politica schiava di questi comunisti di mer...
S: ma dai.. cosa c’entrano i comunisti?
GF: cosa c’entrano? Ma ti rendi conto che questo paese non è in grado di approvare una normativa adeguata solo perché i comunisti, i centri sociali e tutti i fiancheggiatori che hanno in parlamento e in questo schifo di governo, di fatto impediscono l’adozione di misure forti? Ma ti è chiaro o no che a Catania i colleghi del reparto mobile avevano le mani legate? Se usi il manganello trovi sempre pronto qualche giornalista di sinistra e cogl…. pronto a darti del fascista in prima pagina. Pensa che non possiamo usare gli idranti perché la corte costituzionale, altro covo di comunisti, ha dichiarato che sono anticostituzionali!!!
S: questa non la sapevo...
GF: e i giudici? E questa magistratura zeppa di comunisti? Ma hai visto cosa è stata capace di fare quella Forleo? Ha liberato quei terroristi che i colleghi di Milano erano riusciti ad arrestare con tanto sacrificio perché secondo la sua interpretazione del caz…. erano da considerarsi guerriglieri!! Dico, ma ti sei fatto un’idea di quello che succede? E a Genova, e hai visto a Genova? Questi no global dei miei stivali, hanno sfasciato una città intera e cosa fanno i giudici? Indagano i poliziotti e le forze dell’ordine!! Ma che se ne vadano a quel paese… comunisti di m…. Ovvio che poi gli ultras si sentono autorizzati ad ammazzarci!
S: credo che stavolta non potranno non provvedere adeguatamente…
GF: vedrai, vedrai…. Cosa puoi aspettarti da un governo sostenuto in parlamento da un Caruso e da una Luxuria? Da persone che odiano le forze dell’ordine, da persone che predicano l’anarchia. In Inghilterra chi in uno stadio lancia una qualsiasi cosa, viene processato per direttissima e si fa sei mesi di galera per davvero, dentro, al fresco! Non come qua che dopo arrestati c’è l’indulto o indultino che li mette tutti fuori a delinquere di nuovo.
S: in effetti non hai torto..
GF: io vado, i colleghi sono attoniti, vado con loro a sentire le novità in tv.
S: Ok, saluti a tutti. GF: ciao




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2 febbraio 2007

Sinistra radicale, ad Avellino tollerare gli intolleranti.

Ci saranno tutti stamani. Mancherà il deputato Luxuria, ma in compenso rifondazione comunista ha spedito la presidente dell’Arci lesbica, Titti De Simone, anche lei parlamentare. E poi il segretario nazionale dell’Arci Gay, Mancuso e non potevano mancare due esponenti di due diverse Arci – Trans, così tanto per compensare bene l’assenza del deputato-a-trans Luxuria.

Si ritroveranno in un centro sociale? Nella sede del loro partito? Nelle sedi dell’Arci gay-lesbica-trans di Avellino? No, si ritroveranno a Montevergine, andranno nel santuario dei padri benedettini. Entreranno in Chiesa ad ostentare la loro “diversità”, ad urlare le loro volgarità. Pretenderanno, in virtù della laicità dello stato, di dissacrare un luogo caro ai cattolici di Avellino. Faranno di tutto per scandalizzare, per attirare su sé stessi l’attenzione dei media, per ottenere il titolo più grande. Volgarità  più grande, titolo più grande.

E noi cattolici abbiamo ancora il diritto di essere ciò che siamo? Abbiamo ancora il diritto di chiedere rispetto per il Signore nel quale crediamo, per la Sua Chiesa e per i suoi luoghi di culto? Abbiamo ancora il diritto di chiedere che non venga profanata la sede di un nostro Vescovo? Abbiamo ancora il diritto di preservare il silenzio, la quiete e la serenità per un luogo come il santuario di Montevergine? Forse non più: oggi occorre tollerare tutti, anche gli intolleranti.




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1 febbraio 2007

A Massimo, ladro.

Caro Massimo,

ho saputo per caso della tua morte violenta, da un ritaglio di giornale. Mi hanno detto che ti avrebbero seppellito stamattina, e sono venuto di buon ora al cimitero a celebrare le esequie per te. Ma non ho potuto pronunciare l’omelia. Perché alla mia messa non c’era nessuno. Solo Don Carlo, il cappellano, che rispondeva alle orazioni. E il vento gelido che scuoteva le vetrate. Sulla tua bara, neppure un fiore. Sul tuo corpo, neppure una lacrima. Sul tuo feretro, neppure un rintocco di campana. Ho scelto il vangelo di Luca, quello dei due malfattori crocifissi con Cristo, e durante la lettura mi è parso che la tua voce si sostituisse a quella del ladro pentito: “Gesù ricordati di me!…”. Povero Massimo, ucciso sulla strada come un cane bastardo, a 22 anni, con una spregevole refurtiva tra le mani che è rotolata nel fango con te! Povero randagio. Vedi: sei tanto povero, che posso chiamarti ladro tranquillamente, senza paura che qualcuno mi denunzi per vilipendio o rivendichi per te il diritto al buon nome. Tu non avevi nessuno sulla terra che ti chiamasse fratello. Oggi però sono io che voglio rivolgerti, anche se ormai troppo tardi, questo dolcissimo nome.

Mio caro fratello ladro, sono letteralmente distrutto. Ma non per la tua morte. Perché, stando ai parametri della nostra ipocrisia sociale, forse te la meritavi. Hai sparato tu per primo sul metronotte, ferendolo gravemente. E lui si è difeso. E stamattina, quando sono andato a trovarlo in ospedale, mi ha detto piangendo che anche lui strappa la vita coi denti. E che, con quei quattro luridi soldi per i quali rischia ogni notte la pelle, deve mantenere dieci figli: il più grande quanto te, il più piccolo un anno e mezzo. No, non sono amareggiato per la tua morte violenta, ma per la tua squallida vita. Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, ti aveva ingiustamente ucciso la tua città. Questa città splendida e altera, generosa e contraddittoria. Che discrimina, che rifiuta, che non si scompone. Questa città dalla delega facile. Che pretende dalle istituzioni. Che non si mobilità dalla base nel vedere tanta gente senza tetto, tanti giovani senza lavoro…

Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, ti avevano ingiustamente ucciso le nostre comunità cristiane. Che, sì, sono venute a cercarti, ma non ti hanno saputo inseguire. Che ti hanno offerto del pane, ma non ti hanno dato accoglienza. Che organizzano soccorsi, ma senza amare abbastanza. Che portano pacchi, ma non cingono di tenerezza gli infelici come te. Che promuovono assistenza, ma non promuovono una nuova cultura della vita. Che celebrano belle liturgie, ma faticano a scorgere l’icona di Cristo nel cuore di ogni uomo. Anche in un cuore abbrutito e fosco come il tuo, che ha cessato di battere per sempre. Prima che giustamente ti uccidesse il metronotte, forse ti avevo ingiustamente ucciso anche io, l’altro giorno, quando c’era la neve e tu bussasti alla mia porta, avrei dovuto fare ben altro che mandarti via con diecimila miserabili lire e con uno scampolo di predica.

Perdonaci, Massimo. Il ladro non sei solo tu. Siamo ladri anche noi, perché prima ancora che della vita, ti abbiamo derubato della dignità di uomo. Perdonaci per l’indifferenza con la quale ti abbiamo visto vivere, morire e seppellire. Addio, fratello ladro. Domani verrò di nuovo al camposanto. E sulla tua fossa senza fiori, in segno di espiazione e di speranza, accenderò una lampada.

+ Don Tonino, Vescovo




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