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31 marzo 2007

Non vergognarti...

Caro Marco,

Che sarà mai questo impazzimento? Cosa sarà mai questa follia degli uomini che scelgono deliberatamente il male? Cosa sarà mai questa follia di persone che scelgono deliberatamente l’infelicità, la tristezza, la morte? E di uomini che non vogliono “svegliarsi”, che preferiscono la schiavitù alla libertà e che induce i più grandi a trasmettere la morte ai più giovani? E dimmi, cos’è questa follia degli uomini che vogliono negare di essere figli di Dio, follia che relega il proprio Padre nel dimenticatoio dell’indifferenza; follia  di uomini che, pur avendo di fronte il miracolo quotidiano della vita, si arrampicano sugli specchi per dirsi “atei” o quasi “atei” o “agnostici”, e con questo pretesto scelgono il disimpegno, l'irresponsabilità, il libertinaggio, l'aborto, l'omicidio? Cosa sarà questa follia dei giovani che riempiono il vuoto del nulla che essi stessi alimentano, con la droga, con la morte, con l’alcol, con la schiavitù del sesso, dei sensi, con le corse, con l’ecstasy, insomma con l’autodistruzione?

E cosa sarà mai questa follia che inculca la strafottenza, l’arroganza, la prepotenza, il bullismo; follia di genitori che insegnano ai figli ad essere aggressivi, che insegno loro a rispondere occhio per occhio e dente per dente;  che insegnano loro ad essere egoisti, ad adorare il dio denaro, il dio carriera? E dimmi, amico mio, cosa sarà mai questa follia degli uomini che perseguitano sistematicamente i cristiani? Sì perché ancora oggi i cristiani sono perseguitati. E’ una persecuzione fatta con maggiore sottigliezza, non è come quella fatta dai romani, con la spada, No. Oggi i seguaci di Gesù  sono perseguitati con l’insulto, con la ridicolizzazione, con l’emarginazione, con lo sfottò. E i giovani come te, spesso cedono, si vergognano e finiscono con rinnegare ciò in cui credono o vorrebbero credere. Tu non vergognarti di Lui, ti prego non farlo. Gesù ha detto: “Chi si vergogna di me, io mi vergognerò di lui dinanzi al Padre".

Se si capisse che è quella la fine, che se Gesù si vergognerà di noi, per noi sarà la “fine”, il dolore senza fine. Se si capisse questo, se ci “svegliassimo”, se aprissimo gli occhi…  Macché… Avanti così, come zombie. Morti viventi, ubriachi, drogati, schiavi e annientati ad un passo dal cimitero.

Anche i luoghi non vengono scelti per caso….




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29 marzo 2007

I difensori della laicità secondo convenienza.

Davvero singolari questi difensori della laicità dello stato. Aprono bocca solo quando le posizioni assunte dalla Chiesa non fanno loro comodo. Mica si sono stracciati le vesti come fanno adesso, quando dal Vaticano, ad esempio, è venuta con forza la richiesta ai legislatori italiani di un gesto di clemenza per i detenuti? O quando apertamente la Chiesa si è detta contraria ad ogni forma di intervento militare all’estero.

Brutta malattia la faziosità. Ecco perché, questi signori non sono credibili quando pretendono di dare lezioni di laicità ai vescovi e persino al Santo Padre. Al Vicario di quel Cristo che per primo ebbe a dire “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”




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29 marzo 2007

Follia... / Verso il 2° Anniversario

Roma, 2 aprile 2005, dopo una lunga agonia, muore Giovanni Paolo II. Più di due milioni e mezzo di persone raggiungono la capitale e si riversano su San Pietro per l’ultimo saluto. Quale ragione li ha spinti? Per quale motivo tanti uomini e tantissimi giovani sono rimasti in coda anche due giorni ad aspettare? Ad attendere il loro turno, per l’ultimo saluto.

C’è una specie di follia in quel confluire in massa verso Roma. Follia, che precede la razionalità. Follia di chi non smette di sognare quel che ha intuito di notte, e vive il suo mattino come un prolungamento dell’alba, del suo “vedere” speciale.

Prima ancora di cercare un messaggio religioso, prima ancora di riconoscersi nella Chiesa Cattolica e nei suoi riti, milioni di persone nel mondo hanno amato Karol Wojtila per questo motivo: per come è riuscito a dare spazio a questo sogno.

Giovanni Paolo II - Sine Die




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28 marzo 2007

Due euro per andare al bagno? No, solo per insegnare il rispetto

Finalmente all’Ipsia Amatucci è arrivato un preside deciso a non rassegnarsi allo sfacelo nel quale versa questa scuola. Per ragioni legate al progetto Ceas, ho avuto modo di entrare in quell’istituto lo scorso anno scolastico, vi assicuro che tutto sembrava tranne che una scuola. Le aule erano enormi murales dove gli studenti potevano sbizzarrirsi indisturbati. I bagni, dei quali si parla, erano in condizioni indescrivibili. Gli studenti non solo avevano distrutto le porte e le finestre ma persino un tramezzo divisorio era stato mezzo abbattuto. Il preside Fortino vada avanti cercando, come sta facendo, la collaborazione di tutti quegli insegnanti che vivono la loro professione come una missione e dialogando con gli studenti, spiegando loro le ragioni dei suoi provvedimenti. Qualora qualcuno di loro non "accettasse" il nuovo corso, preside, non esiti, chiami la polizia. Anche di quella c'è bisogno in quella scuola.




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27 marzo 2007

Casini lo sa bene, intanto i voti vanno via..

Pierferdinando Casini lo sa benissimo: se oggi pomeriggio non passasse il rifinanziamento delle missioni all’estero, le truppe non dovrebbero tornare in Patria un minuto dopo. Il Governo potrebbe attingere a fondi speciali, approvare un particolare decreto o, dopo le sue dimissioni, il senato potrebbe approvare un nuovo provvedimento in pochissimi giorni. Lui che è stato eletto in parlamento a 12 anni, dovrebbe saperlo bene.
 
I motivi del suo voto sono altri. Sono i soliti: Berlusconi è troppo forte, anzi fortissimo. I sondaggi della SWG – istituto notoriamente vicino al centrosinistra – dà il Cavaliere vincente anche senza una ormai striminzita UDC. E stamani, a “Radio anch’io”, Lorenzo Cesa si è dovuto sorbire, impacciato più che mai, le contestazioni dei suoi elettori e dei dirigenti locali che oramai stentano a capire la strategia dell’ex presidente della camera. Intanto i voti e i dirigenti locali vanno via.. Verso Silvio.




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26 marzo 2007

Nominiamo Le Iene sostituti procuratori.

Ieri sera le Iene hanno mandato in onda un servizio nel quale le si vede entrare in un traghetto delle FS in servizio sullo stretto di Messina. A norma di legge, nel traghetto, ci sarebbe dovuto essere un equipaggio di guardia. Se si fosse trattato di un terrorista, e non di un giornalista, con grande facilità avrebbe potuto causare danni gravi al traghetto, fino all’affondamento a pieno carico. Il traghetto, inoltre, era in condizioni pietose: perdite di olio tali da mettere a rischio la maneggevolezza del timone, perdite di gas, attrezzature antincendio logore e non funzionanti, servizi igienici in condizioni indescrivibili.

A questo punto propongo, date le numerosissime inchieste delle Iene e di Striscia la notizia, di far nominare sostituti procuratori della Repubblica Ezio Greggio, Enzo Iacchetti, Enrico Lucci, Sortino, e via dicendo. Già che si trovano dovrebbero aprire anche una scuola per magistrati investigatori. Così facendo, gli attuali PM potrebbero tutti continuare ad occuparsi di vallettopoli, sputtanopoli e ricattopoli. E, ovviamente, di Silvio Berlusconi.




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24 marzo 2007

Una domandina semplice semplice ai signori del centro sinistra.

Mettiamola così. I signori del governo e del centrosinistra, quelli con la puzza sotto il naso, quelli tutti d'un pezzo, quelli che non sbagliano mai, quelli che pensano di essere solo loro onesti mentre dall'altra parte ci sono i malfattori, quelli che amano stracciarsi le vesti non appena Berlusconi fiata, questi signori rispondano ad una domandina semplice semplice:

perché mai un gruppo editoriale privato come RCS ha buttato centomila euro (centomila!!!) per acquistare una decina di fotografie del portavoce del governo con il preciso intento, del tutto insensato dal punto di vista economico, di non pubblicarle, lasciandole in una cassaforte?




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23 marzo 2007

Incredibile, leggete un po'...

“Sono state più di un centinaio, quelle <<spedizioni>>, per lo più in Abruzzo. E, in principio, nessuno ne sapeva niente, né in Vaticano né tra i giornalisti. La prima volta fu quasi una <<fuga>>. Da tempo desideravamo che il Santo Padre potesse non solo sciare, ma rituffarsi nella vita normale della gente, e perciò decidemmo di tentare. Non ricordo di chi fosse stata l’idea iniziale, ma probabilmente fu un’iniziativa collettiva, nata a tavola. E comunque, la località prescelta, Ovindoli, venne suggerita da don Tadeusz. Se non ricordo male, era il 2 gennaio 1981. Partimmo verso le nove con la macchina di don Josef, per non dare nell’occhio all’uscita dal palazzo di Castelgandolfo, dove c’erano le Guardie Svizzere. Don Josef era l’autista e, accanto a lui, don Tadeusz faceva finta di leggere il giornale, tenendolo tutto aperto per <<coprire>> il Santo Padre, che era dietro, e io stavo vicino a lui.

Don Jozef guidava con estrema cautela, rispettando i limiti di velocità, rallentando alla vista delle strisce pedonali. Immaginiamoci che cosa sarebbe successo nel caso di un incidente, o se la macchina si fosse guastata! Passammo per vari paesi, così il Papa, da dietro i vetri, poté gustarsi quelle scene di ordinaria vita quotidiana. All’arrivo ci fermammo fuori Ovindoli, vicino a una delle piste, ma dove non c’era quasi nessuno. E lì cominciò quella giornata meravigliosa, indimenticabile. Le montagne attorno. La natura tutta imbiancata. Quel gran silenzio che ti permetteva di concentrarti, di pregare. Il Santo Padre riuscì anche a sciare. Era contentissimo per quel <<regalo>> che gli avevamo fatto. Sulla via del ritorno, sorridendo, ci disse :<<Eppure siamo riusciti!>>.

Anche nelle escursioni successive cercammo di scegliere luoghi solitari. Ma, volendo andare su certe piste, non sempre potevamo evitare la gente. E poi, perché preoccuparsi tanto? Il Santo Padre si comportava come un normalissimo sciatore. Era vestito come tutti: tuta, berretto e occhiali scuri. Si metteva in fila con le altre persone – ma noi avevano sempre l’accortezza di stargli uno davanti e un altro dietro – e con lo skipass si serviva degli impianti di risalita. Sembrerà incredibile ma nessuno lo riconosceva. Anche perché chi poteva immaginarsi che un Papa andasse a sciare?! Uno dei primi a scoprirlo fu un bambino, non avrà avuto più di dieci anni.

Era pomeriggio tardi. Io e don Jozef eravamo andati avanti. Don Tadeusz, dopo aver fatto la discesa, s’era fermato sul pendio aspettando il Santo Padre. In quel momento, più sotto, era passato un gruppo di fondisti; e dopo un po’, rimasto evidentemente indietro, ecco quel ragazzino, trafelato, affannato. Chiese: << Li hai visti?>>. E mentre don Tadeusz gli indicava il sentiero, quello si volto a guardare il Santo Padre, giunto proprio allora. Rimase a bocca aperta, gli occhi stralunati, poi cominciò a urlare: <<il Papa! Il Papa!>>. E don Tadeusz: <<Ma che dici, stupido! Pensa piuttosto a spicciarti, guarda quelli li perdi…>>. Il ragazzino sparì all’inseguimento degli amici, e noi, arrivati giù, ci sbrigammo a salire in macchina e a ripartire per Roma… “

da: "Una vita con Karol", Stanislao Dziwisz, Rizzoli.




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22 marzo 2007

Dopo Sircana, il Garante si dimetta

Adesso che le foto di Sircana sono state pubblicate da quasi tutti i quotidiani, non mi pare che le nuove regole, varate con somma urgenza dal Garante per la privacy, siano state applicate. Eppure il provvedimento è chiaro e le sanzioni previste sono pesantissime. A questo punto o le nuove norme si applicano e si mandano in galera i direttori dei quotidiani come Anselmi, Feltri, Belpietro, Mauro oppure il garante per la privacy abbia la decenza di rassegnare le dimissioni.





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21 marzo 2007

Se le leggi ad personam le fa il centrosinistra (ma i giornali non erano tutti asserviti a Berlusconi?).

Nessun quotidiano o telegiornale, in prima battuta, ha pubblicato il nome del portavoce di Prodi, coinvolto come vittima nell’inchiesta di vallettopoli e al quale va espressa tutta l'umana solidarietà. Gli altri nomi, invece, sono stati tutti resi noti, compreso quello dell'altro politico coinvolto, Roberto Maroni. Solo Belpietro e Feltri non hanno fatto sconti a nessuno. Dopo tanti silenzi e tanti imbarazzi, si è saputo che il direttore del settimanale Oggi ha comprato le famose foto per ben centomila euro (lui stesso insinua che potrebbe trattarsi di una cifra più alta) per poi lasciarle nel cassetto. Per pagare una cifra così elevata il direttore deve aver avuto per forza il consenso della proprietà. O forse la stessa proprietà ne ha richiesto l’acquisto? Alla RCS, proprietaria di Oggi e del Corriere della Sera, mutismi imbarazzati. Lo stesso Corriere è sprofondato in un silenzio sulla vicenda più scandaloso che vergognoso.

Alla fine di questa grottesca vicenda, conclusasi con la pubblicazione preventivamente “autorizzata” delle foto, è venuta alla luce l’enorme operazione messa in atto da qualche cosiddetto “potere forte” per fare un favore a Prodi, ai suoi amici e al suo governo e di cui il provvedimento ad hoc del Garante per la privacy ne è la nauseante ciliegina sulla torta. E poi viene da chiedersi, ma questi signori della sinistra, che si stracciavano le vesti per i provvedimenti salva Previti, non dicevano che tutti i media erano asserviti a Berlusconi?




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19 marzo 2007

Mania ossessiva compulsiva?

Francesco D’Onofrio non si smentisce mai. Neanche dinanzi a Francesco Pionati e alla rinnovata assemblea dell’UDC, è riuscito a trattenere quella sorta di mania ossessiva-compulsiva che lo costringe a tessere le lodi di Ciriaco De Mita e Nicola Mancino. Questa volta però, lo ha fatto con maggiore stile: ha tentato di “spiegare”, quasi a voler giustificare il suo partito irpino, il perché della netta contrapposizione del suo collega senatore ai suoi amici di una vita. “Il livello dello scontro è elevato ma solo perché loro sono forti”. Mica perché hanno ridotto la città ad un cantiere fangoso? Mica perché a palazzo di città hanno una visione molto particolare dell’interesse generale? No no, niente di tutto questo.

Di che meravigliarsi? Ha fatto sempre così. Anche il suo leader Casini, negli anni, non è stato da meno. Quella volta che venne a Sturno, dopo averlo ascoltato, un anziano militante di partito, un contadino semplice e poco attento ai telegiornali, ci chiese come mai avessimo invitato uno della margherita.




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19 marzo 2007

Per l'ex brigatista Battisti un futuro roseo con il centrosinistra.

Presumibilmente Cesare Battisti sarà estradato dal Brasile. Farà un paio di anni in galera e poi, come a tutti gli ex terroristi delle brigate rosse, questo centrosinistra garantirà un futuro più che roseo. Potrà scegliere di diventare parlamentare, deputato o senatore, e perché no? anche segretario della Camera o sottosegretario; oppure potrebbe avere un bel posto di consulente iperpagato dai cittadini, non so, capo di una qualche consulta istituita da uno di questi ministri della sinistra radicale; oppure potrebbe insegnare presso qualche università dopo aver ricevuto un po’ di lauree ad honorem da qualche rettore che è stato suo complice; oppure potrebbe vivere di “consulenze televisive” intervenendo come ospite in svariati talkshow o programmi di approfondimento. E sì, perché questo è il paese capovolto di questo centrosinistra dove gli assassini ex terroristi fanno carriera. E delle vittime, dei loro parenti, tra cui Alberto Torreggiani finito, grazie al Battisti, sulla sedia a rotelle, chissenefrega.




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17 marzo 2007

Portavoci..

Il portavoce del governo, Sircana, ha una sua vita privata e nessuno ha il diritto di spiattellarne i dettagli sui giornali. Tanto meno se si tratta di foto che lo ritrarrebbero mentre avvicina  un trans. Credo, però, che non vada sottaciuto il fatto che i quotidiani  nazionali abbiano riportato tutti i nomi delle presunte vittime del Corona, omettendo guarda caso, solo quello del portavoce di Prodi. Il Giornale di Belpietro, presumo non tanto per coerenza ma per un evidente interesse politico, i nomi li ha pubblicati tutti. Stamani il direttore, velocissimamente inquisito dall’ordine dei giornalisti, ha fatto sapere di avere quelle foto e di non poterle pubblicare in virtù del provvedimento adottato, anch’esso con straordinaria velocità, dal Garante per la privacy.

Fa scalpore la disparità di trattamento riservata all’altro portavoce, quello di Fini, per il quale nessuno, né ordine dei giornalisti, né garante per la privacy,  ha mosso un dito. Questa sinistra, dei giornalisti, dei magistrati, delle istituzioni, non cambierà mai: la dignità umana non ha valore in sé, la tutela della persona non ha valore assoluto. Nel caso dei portavoce, è dipesa da chi era il loro datore di lavoro.




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16 marzo 2007

Democristiani...

Chissà per quale strano motivo la mia dichiarazione sui ‘dico’ è stata battuta da qualche agenzia di stampa nazionale. L’entourage di Marco Follini deve averla letta e deve essersi irritato, tanto da chiamare prontamente Arturo Iannaccone per le doglianze del caso. Iannaccone, a sua volta, ha alzato la cornetta per trasmettermi l’irritazione romana ma contemporaneamente si è detto d’accordo con me: <<se vota i ‘dico’ occorrerà riflettere, rischiamo lo snaturamento>>.

Franco Di Cecilia, anche egli investito dei maldipancia del capo, ha prodotto, lui che non a caso si è meritato il nomignolo di  “Franco ‘o zero a zero”, il solito piccolo capolavoro di democristianità dorotea. E così ha accontentato tutti dichiarando: <<apprezzo il contributo che Marco Follini sta dando su temi importanti come i ‘dico’ >> ma anche che: <<bisogna adottare politiche sociali che diano priorità alla famiglia e che non si possono assolutamente equiparare le unioni di fatto alla famiglia naturale>>.
Tutto e il contrario di tutto. Ah, questi democristiani!




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15 marzo 2007

Lettera aperta al Segretario regionale dell'Italia di Mezzo

Caro Arturo,

Apprendo che Franco Di Cecilia, con una dichiarazione diffusa in serata, ha espresso apprezzamento per il “contributo” che Marco Follini starebbe dando su temi importanti come i ‘dico’. Sono costretto, mio malgrado, a ribadire con forza che la posizione della stragrande maggioranza dell’Italia di Mezzo Irpina, e non solo, è nettamente contraria all’indicazione di voto favorevole, preannunciata dal senatore Follini, sul provvedimento di legge Bindi-Pollastrini.

Ti prego di farti portavoce presso la direzione nazionale del partito e presso lo stesso Marco Follini, del profondo malcontento della dirigenza locale e della base tutta dell’Italia di Mezzo irpina per una nuova decisione che snatura ulteriormente il nostro  movimento, erede anch’esso della grandissima tradizione democratico-cristiana.

Mi aspetto, e con me tanti amici e simpatizzanti, una dichiarazione del segretario nazionale, a nome dell’intero partito, chiaramente contraria al provvedimento proposto dal governo in materia di convivenze di fatto. In subordine Follini dichiari il suo voto favorevole come puramente personale, senza coinvolgere il partito. In mancanza non ci resterebbe che uscire da un’Italia di Mezzo che, per le posizioni che Follini intende assumere, si configurerebbe come una costola insignificante dei DS.




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15 marzo 2007

Sui 'dico' intolleranza verso il Papa.

Ovviamente, caro Fuserteo, non è così. Parti da un presupposto sbagliato o, se permetti, da una semplificazione. Il Santo Padre non impone nulla, non ricatta nessuno. Viviamo  in un paese libero nel quale tutti esprimono le loro posizioni democraticamente e sinceramente non capisco in virtù di quale strano ragionamento il Santo Padre o la Chiesa cattolica non possano esprimersi come vogliono. Il Papa ha il diritto ma anche il dovere di chiedere ai cattolici, siano essi semplici contadini o importanti legislatori, di essere coerenti con l'insegnamento della Chiesa. Se poi il legislatore cattolico vuole seguire l’indicazione del Papa o intende non seguirla, liberissimo di scegliere quale comportamento tenere. Dove sta l’imposizione? Dove sta il ricatto del quale tu parli, perdonami, con una sconcertante leggerezza? Perché quando si parla del Pontefice e della Chiesa si usa un’approssimazione e una superficialità non degna di un popolo che si ritiene istruito e consapevole?

I parlamentari rappresentano, in virtù del dettato costituzionale, tutto il popolo italiano senza vincolo di mandato? E forse che la costituzione scrive “i parlamentari rappresentano tutti gli italiani ma non i cattolici”? O forse sta scritto, caro il mio Fuserteo, “i parlamentari rappresentano il popolo italiano ma non possono mai decidere ascoltando i consigli del Papa e dei cattolici”? I parlamentari scelgono liberamente, ribadisco LIBERAMENTE, di seguire o meno le indicazioni del Papa. E nessuno può dire al Santo Padre che “non può dire questo o quello”. Così come nessuno potrebbe tollerare che Berlusconi dicesse a Prodi “puoi dire questo sì e quello no”.


E poi mi spieghi cosa c’entrano quelli che definisci “paladini non autentici” (politici divorziati e conviventi) e per i quali arrivi a chiederti, credo per troppa ingenuitò, perché “il papa non se ne accorge o per lo meno perché non lo palesa?”. Il Papa, secondo la tua logica, dovrebbe astenersi dall'esprimersi sulla famiglia e invece dovrebbe additare i politici che, secondo il tuo ragionamento, non sono degni di difendere il cattolicesimo. Ma ti rendi conto della contraddizione nella quale cadi? E poi, ti rendi conto di chi è il Pontefice? Hai una minima idea di qual è la missione di Colui che è chiamato ad essere vicario di Cristo in terra, successore di Pietro?  O tu immagini, insieme ai tuoi amici, che il pontefice passi la giornata a leggere il corriere della sera e a seguire ‘Porta a porta’? Il Papa parla sempre per il bene delle sue anime e dell’umanità intera, a volte si condivide (e voi di sinistra condividete quando parla di terzo mondo, di guerra, di disarmo, ecc) e a volte non si condivide. Ma il Papa non è al servizio del centrosinistra o del centrodestra. Il Papa è il Papa, parla alla Chiesa universale, parla al mondo intero. E capisco che qualcuno, assecondando un’intolleranza odiosa e uno spirito antidemocratico, vorrebbe ridurlo al silenzio.




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14 marzo 2007

Pionati sindaco?

Pionati sindaco? Le prime reazioni della CDL irpina sono tiepide: “vediamo..”, “forse…”, “dobbiamo valutare..”, “decideranno i partiti..”. C’era da aspettarselo. Per il comune di Avellino,  ma anche per quello di Atripalda, la CDL non sceglie candidati come Pionati che hanno la possibilità di vincere. La CDL candida solo i perdenti. Possibilmente quelli scelti dal centrosinistra.




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13 marzo 2007

Se vota i 'dico' fuori dall'Italia di mezzo un istante dopo.

Non condivido in nessun modo la decisione assunta da Marco Follini, presumo in totale solitudine, di votare i ‘dico’. E non condivido la sua apertura al Partito democratico. Se Follini vota i ‘dico’ il gruppo dirigente dell’Italia di Mezzo di Avellino si vedrebbe costretto ad uscire da questo partito un istante dopo.




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13 marzo 2007

Giornali fritti per sfamare il figlio...

Padre Fiorenzo mi ha raccontato di una madre brasiliana. Povera. Povera di una povertà scandalosa. Di una povertà che non riusciamo ad immaginare, noi sempre pronti a lamentarci se per dieci minuti ci tolgono acqua da sprecare, cibo da lasciare a marcire, medicinali da far scadere e soldi per essere alla moda. Una povertà che non solo li svilisce fisicamente ma che piega la loro schiena. Questi poveri camminano curvati e con una mano davanti al viso perché la miseria li ha convinti di non meritare la dignità umana, l’estrema povertà li ha convinti di non valere nulla.

Quella madre brasiliana, piegata dal dolore nel vedere il figlio piangere per fame, ha preso quella lamiera piegata e usata come padella, un po’ di quell’olio conservato nonostante già usato centinaia di volte, e ha fritto un po’ di carta di giornali. Così ha sfamato suo figlio, carta di giornali.

L’immagine di questa donna che vive tra quattro lamiere e un po’ di cartone e che dà da mangiare giornali fritti al proprio figlio, ci venga in mente ogni qualvolta ci sediamo a tavola. Questa immagine violenti la nostra “serenità” quando ci affanniamo per accumulare ricchezze. Questa immagine ci torni in mente come un incubo, quando adagiamo la testa sul cuscino senza aver dedicato un po’ del nostro giorno per coloro che noi, noi occidentali, abbiamo ridotto alla fame.




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12 marzo 2007

La più scandalosa delle stampelle..

Non credo che a fare richiami alla coerenza ad Arturo Iannaccone possa essere un partito come Forza Italia che in provincia di Avellino si è caratterizzato e si caratterizza per l’essere la più clamorosascandalosa delle stampelle di questo centrosinistra.




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9 marzo 2007

Dico no, Santoro fazioso.

Ieri sera Clemente Mastella ha detto una cosa vera: “la composizione della famiglia è sancita dal diritto naturale”. Ha difeso la sua posizione sui dico tra l’intolleranza di una platea volutamente sempre di parte. E ha fatto bene ad andare via dalla solita faziosa trasmissione del solito fazioso Santoro.




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8 marzo 2007

Sepe, ultima speranza per Napoli.

I primi passi di Crescenzio Sepe alla guida della Diocesi di Napoli, mi avevano subito convinto. Ha dichiarato guerra alla camorra, non solo a parole. Ha sferrato un attacco deciso, ha sollevato le coscienze, ha mobilitato le istituzioni, ha rincuorato i parroci quotidianamente intimiditi dalla malavita organizzata. E’ sceso in campo anche fisicamente passando giornate intere nei quartieri accanto ai suoi parroci di frontiera e ai giovani volontari. Ieri la notizia delle minacce di morte: “fatti gli affari tuoi”, gli hanno scritto. Gli inquirenti hanno pochi dubbi: a dispetto della firma, difficile credere che si tratti delle BR. Qualcuno lo ha detto chiaramente: “è la camorra”.

A Sepe, che subito ha tentato di sminuire la vicenda, diciamo di andare avanti con lo stesso coraggio. Le istituzioni si sveglino e facciano il massimo per proteggerlo. Perché non si spenga, per Napoli, quest'ultima fiamma di speranza.




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7 marzo 2007

Questione di dignità...

Se fossi il segretario provinciale dell’Italia di Mezzo e avessi ricevuto l’invito ad un momento di confronto da parte del segretario provinciale della Margherita, ci avrei meditato parecchio, ma poi avrei accettato. L’invito al confronto ed al dialogo è sempre ben accetto, da chiunque esso provenga. Certamente avrei ricevuto il segretario provinciale della margherita presso la sede provinciale del mio partito, in via Del Gaudio, e in un orario a me confacente. Mai e poi mai sarei andato a via Tagliamento. Credo che Franco Di Cecilia, persona che io stimo parecchio, di enorme gentilezza, abbia commesso, pur in buona fede, un grave errore: ha dato l’impressione di rincorrere i potenti per svendere il neo movimento folliniano. E ha badato poco alla nostra dignità.




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5 marzo 2007

Larghe intese al comune, tra unione divisa e Cdl inesistente.

Al comune di Avellino torna il monocolore. E’ un monocolore DC, di fatto. I transfughi della CDL che adesso sostengono Galasso, sono tutti post democristiani. Ma durerà poco, alla fine Margherita e DS riusciranno a trovare un compromesso. A pagare è e sarà la città. Avellino è un cantiere fangoso. Se poi si volesse aprire il capitolo “gestione-affari” ci sarebbe da scrivere troppo per un blog.

A questo punto cosa fare? La CDL, inutile nasconderselo, non ha classe dirigente alternativa. Occorrono alcuni anni di lavoro certosino per costruire le condizioni del ricambio. Intanto mi pare che la proposta di larghe intese, tanto vituperata in un recentissimo passato, riveli tutta la sua validità. La città è allo sbando, la CDL non esiste, va ricostruita, e intanto l’emergenza al comune va gestita con competenza. Forse chi ha proposto un periodo di decantazione utile a ricostruire gli schieramenti e ad uscire dall’emergenza, è riuscito a leggere con intelligenza la realtà. E ad andare oltre quell’ottuso orgoglio di chi si illude di fare un’ opposizione efficace,




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4 marzo 2007

I compensi di Sanremo...

Si vede che alla Rai devono aver trovato subito il modo di impiegare al meglio i soldi ottenuti dagli italiani con l’aumento della tassa di possesso sul televisore (definita ipocritamente canone di abbonamento). Infatti la presentatrice del Festival di Sanremo incasserà, per cinque giorni di lavoro, un milione di euro, due miliardi di lire. Il presentatore non si sa, ma pare il doppio.

Sarà retorico, sarà pauperistico, ma questi ingaggi sono semplicemente scandalosi. Specie se si pensa al fatto che tante persone vivono con 500 euro di pensione e che a fine anno ne devono oltre cento alla Rai.
Per la cronaca: i maestri che suonavano nell’orchestra, dopo anni e anni di studio e di esperienza, hanno preso cinquantuno euro (51!!) a sera. Lorde?




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3 marzo 2007

The Queen, ritratto di una grandissima donna.

L’oscar che Helen Mirren ha conquistato come miglior attrice protagonista, mi ha spinto a guardare il film, The Queen, dove l’attrice inglese interpreta Elisabetta d’Inghilterra. Il film è davvero ben fatto e l’interpretazione della Mirren è davvero eccezionale, non a caso ha avuto il prestigioso riconoscimento. Dal film, però, non emerge solo la magistrale recitazione dell'attrice, ma soprattutto la figura, sempre vista con sufficienza, di questa grandissima donna che è Elisabetta d’Inghilterra.

Ed è davvero interessante osservare questa regina relazionarsi con un giovanissimo e neo-eletto primo ministro come Tony Blair (consulente del film) che rimane affascinato, lui laburista e modernizzatore,  dalla fermezza, dalla dignità e dal profondo senso del dovere di questa donna  totalmente dedita a servire il suo paese.

E’ fin troppo facile cavalcare i sentimenti comuni, speculare sulla commozione e sulla suggestione popolare; è fin troppo facile assecondare demagogicamente e senza lungimiranza i capricci del popolo che sono tanto intensi quanto transitori. Elisabetta d’Inghilterra è stata ed è regina in ogni momento, sia quando il popolo ha sofferto negli anni della guerra, sia quando il popolo è sceso in piazza per salutare Diana Spencer. Lei è sempre stata là con la stessa fermezza e la stessa dignità, tanto da apparire gelida, a regnare per il suo popolo. Questo film fa giustizia di tante banalità su una grande, grandissima donna. 




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2 marzo 2007

Momento di riflessione.

A scanso di equivoci e a dispetto del voto di fiducia dato a Prodi dall’Italia di Mezzo, ribadisco che questo governo è uno dei peggiori se non il peggiore della storia repubblicana. E questo voto apre, per quanto mi riguarda personalmente, una fase di seria ed attenta riflessione.




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1 marzo 2007

Comunisti...

A Cuba i dissidenti politici vengono prima torturati e poi sistematicamente fucilati dal regime. In Italia i dissidenti di rifondazione vengono prima umiliati e poi espulsi dal "partito-regime". I comunisti sono sempre gli stessi e sono tutti uguali. Sempre.




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1 marzo 2007

La maestra? Un nuovo requisito per l'assunzione..

Sentire notizie del tipo: “maestra taglia la lingua a proprio alunno” e  “maestra fa leccare l’urina a bambino autistico”, mi hanno fatto venire in mente gli anni alle elementari e il ricordo della mia maestra. A volte, quando facevamo esaurire la sua enorme pazienza, la signora Marano ci rifilava degli sganassoni che lasciavano i segni sulle nostre guance. Eppure la maestra ci voleva un gran bene, in noi era chiara la  percezione di quell’affetto, di una sua particolare attenzione, della sua apprensione per la nostra preparazione ma anche per il nostro bene fisico. Era davvero la nostra seconda mamma.

Altri tempi? Non credo. Anche oggi ci sono maestre così. Ma se potessi, al ministro Fioroni direi che è arrivato il momento di prevedere anche l’amore per i bambini tra i requisiti per l’ammissione all’insegnamento nelle scuole primarie. Si può fare? Si può misurare l’amore per il prossimo? Si può valutare quanto un maestra sia vocata al mondo dei fanciulli? Magari fosse possibile….




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