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Diario
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30 aprile 2007

Insulti, minacce e pallottole per Angelo Bagnasco.

<<Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli>>

Gesù di Nazaret









permalink | inviato da il 30/4/2007 alle 20:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

28 aprile 2007

Lo sconcerto è diffuso in tutta l'IDM...

Che il senatore Follini stia per entrare nel Partito Democratico non è una mia scoperta. Basta navigare un po’ nel sito internet dell’Espresso per leggere il virgolettato del leader dell’Italia di Mezzo: "Entro o non entro? Me lo chiedono in tanti. La risposta è che sì, entro, ma dopo le amministrative...". Per una notizia tanto importante, la smentita è stata fatta a mezzo addetto stampa ed è stata tanto debole da potersi leggere come una conferma della notizia diffusa dal settimanale.

La dichiarazione con la quale ho espresso delle perplessità su questa decisione, era firmata con il mio nome e con il mio cognome, senza avere la pretesa che la stessa fosse considerata come la posizione dell’intera IDM di Avellino. E’ innegabile, però che le stesse mie perplessità sono diffusamente condivise dai dirigenti e dagli iscritti che hanno lasciato l’UDC per seguire Follini nella nuova formazione politica.

Il segretario provinciale Di Cecilia, più che preoccuparsi di affermare fino alla nausea la sua totale devozione a Follini e De Mita, dovrebbe piuttosto impegnarsi a rappresentare a Roma lo sconcerto diffuso che regna tra tutti coloro che sono nell’Italia di Mezzo di Avellino, rispetto alle posizioni sempre più imprevedibili assunte da Follini. E bene farebbe a chiedere una maggiore condivisione ed una maggiore democrazia per scelte tanto importanti per la vita di un partito. 




permalink | inviato da il 28/4/2007 alle 22:32 | Versione per la stampa

27 aprile 2007

Follini nel PD? Snaturamento deciso in solitudine.

Il senatore Follini ci ha abituato ad una serie di rapidissime “evoluzioni” politiche: da “alternativa al centrosinistra”, così come lui stesso definì l’Italia di mezzo, ha portato tutto il partito a votare la fiducia al peggior governo di centrosinistra che la storia del paese ricordi; da formazione politica espressione di una tradizione democraticocristiana attenta alle problematiche della famiglia, sta portando l’IDM verso il peggiore laicismo, dicendosi pronto a votare il provvedimento legislativo sui “dico” che è, di fatto, un manifesto contro la famiglia naturale e sul quale la CEI ha espresso tutta la sua contrarietà. Per ultimo, l’adesione al Partito Democratico, preannunciata dall’Espresso per la prossima settimana e fatta smentire da un portavoce con un comunicato tanto debole e ambiguo da apparire come una vera e propria conferma di quanto riportato dal settimanale vicino alla sinistra.

Ancora una volta buona parte della dirigenza dell’Italia di Mezzo di Avellino si ritrova ad esprimere tutto il suo sconcerto per i continui mutamenti di rotta e per lo snaturamento del proprio partito e si aspetta da Follini un segnale chiaro di discontinuità rispetto a questa prima fase di vita del partito concepita solo come spostamento a sinistra. La dirigenza inoltre non può che contestare con forza lo scarsissimo spirito democratico con il quale Follini, in completa solitudine, fa e disfa la linea di partito come se si trattasse di cosa propria.

25 aprile 2007

Un parlamento di cittadini

La proposta di riforma della legge elettorale avanzata dal ministro Chiti, garantisce alle oligarchie che attualmente spadroneggiano in quasi tutti gli pseudopartiti di questa seconda repubblica, di continuare a scegliersi i parlamentari a piacimento, inserendo i prescelti in testa alle liste bloccate. Il risultato è quello di ritrovarci in parlamento in larga parte  yesman, soubrette televisive che non sanno cos’è la Consob, i portaborse che ignorano chi è Nelson Mandela e tutti coloro che hanno, sull’oligarchia, potere di ricatto. I parlamentari così eletti non hanno nessun legame con gli elettori e  con il territorio del quale dovrebbero essere espressione. E’ il caso quindi di tornare, qualunque sia il sistema elettorale che si adotterà, alle tanto vituperate preferenze o alla possibilità di candidarsi con 500 firme negli eventuali collegi uninominali, in modo da consentire ai cittadini di scegliersi i parlamentari. E non credo che Marco Follini abbia sbagliato nel firmare la petizione del senatore Cossiga, ''Un Parlamento di cittadini. Liberi di partecipare, liberi di preferire”. Facciamolo anche noi, liberi di scegliere.




permalink | inviato da il 25/4/2007 alle 11:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

24 aprile 2007

CDL, siamo alle solite.. o forse no?

Il tavolo delle trattative della CDL irpina è saltato.  Il leader locale di Forza Italia ha immaginato, anche stavolta, di imporre come candidati a sindaco tutti i suoi amichetti-scendiletto del centrosinistra. Deve esserci rimasto male quando, per la prima volta, qualcuno gli ha risposto picche. E allora vale la pena ripetere che Forza Italia ad Avellino è la più scandalosa delle stampelle del centrosinistra. E i dirigenti seri, che pure ci sono, dovrebbero cominciare ad opporsi. Anche al costo di fare un passo indietro, anche al costo di qualche sacrificio. Altrimenti non costruiranno mai un bel nulla.




permalink | inviato da il 24/4/2007 alle 16:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

21 aprile 2007

In bocca al lupo, Raffaele

Tra i firmatari della mozione di Fabio Mussi c’è anche Raffaele Aurisicchio. Il deputato di Santa Paolina, dopo anni di militanza nei DS, a quanto pare  non seguirà il suo partito nell’avventura del Partito Democratico. Con lui buona parte della sinistra DS irpina, imboccherà un altro sentiero. Non entro nel merito, è un mondo che non mi appartiene, ma spero che per lui si aprano nuove prospettive, sicuramente si incammina verso nuove sfide. Stimo Raffaele Aurisicchio. Certo, condivido poco delle sue idee, eppure lo stimo molto. Raffaele è un politico “anomalo”, di quelli che credono davvero in quello che dicono, che badano molto alla sostanza e che amano poco esercitare il culto della personalità; è uno di quelli che sono poco inclini al compromesso al ribasso e che mantengono con fermezza le posizioni.  E’ un uomo semplice, poco incline alle vanità. E a dispetto del suo apparire un po’ burbero, è una persona di grande cordialità.

Non ho con lui grosse frequentazioni, eppure quando fu eletto ne fui davvero felice: lo vedevo come il giusto riconoscimento per il suo impegno, per l’aver dedicato la vita alla politica e al suo partito. E questa sua bella carriera non lo ha cambiato rispetto a quando, solo pochi anni fa, era un funzionario del CNA. E mi piace vederlo ancora qui in paese “tra i suoi”, con la stessa semplicità di un tempo; mi piace vederlo abitare sempre la stessa casa paterna, tra le campagne di Santa Paolina.  Il nuovo soggetto politico voluto da Mussi credo che gli offrirà la possibilità di esprimere ancora di più le sue belle capacità e, perché no, di affermarsi anche a livello nazionale. Io glielo auguro sinceramente. Di politici “anomali”, questo paese ha bisogno.

20 aprile 2007

Partito Democratico, non male come inizio

Fassino ha dichiarato che il Partito Democratico sarà saldamente  ancorato al socialismo europeo. Rutelli ha dichiarato invece che il Partito Democratico non entrerà mai nel partito socialista europeo. Non male come inizio. Quando Margherita e DS si incontreranno per la prima volta dovranno chiamare le forze dell’ordine per disciplinare i lavori.   

19 aprile 2007

Indiscrezioni...

Il partito democratico stenta a trovare seguaci entusiasti anche in provincia di Avellino. A sentire qualche indiscrezione, anche il vicepresidente del CSM avrebbe delle perplessità. E a sentire sempre le stesse indiscrezioni, Nicola Mancino avrebbe cenato con Marco Follini, pochi giorni fa…
  

18 aprile 2007

I furbetti, anche del calcio, non sempre la spuntano.

Il fatto che a Cardiff abbiano preferito la Polonia alla nostra Italia per gli europei, lo ritengo un fatto positivo per il nostro calcio. Dopo tutto il belvedere di questi ultimi mesi e persino di questi ultimi giorni, non credo che fosse neanche lontanamente giusto che il campionato si svolgesse in Italia. Ci serva da lezione, ci faccia capire che i furbetti, e quelli che si arrangiano sempre all’ultimo minuto, non sempre la spuntano.




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permalink | inviato da sandrofeola il 18/4/2007 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

18 aprile 2007

Anche le riviste asservite a Berlusconi..

Il direttore di Oggi, Pino Belleri, ha pubblicato sul suo settimanale le foto che ritraggono Silvio Berlusconi con 5 ragazze nella sua villa in costa smeralda. Non ha ritenuto di fare altrettanto con le foto che ritraevano il portavoce del governo, Sircana, mentre approcciava un presunto trans. Credo che  ci sia poco da commentare, è ogni giorno sempre più evidente l’asservimento della stampa italiana al leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi. Ovviamente questa stampa ha prontamente sottolineato che nel caso di Sircana si trattava di una innocente curiosità, forse addirittura il portavoce di Prodi era lì per motivi istituzionali. Berlusconi, invece, da quanto si "vede" nelle foto, era in procinto di darsi ad un’orgia a base di cocaina. Occorre fare le dovute distinzioni, per la par condicio.

17 aprile 2007

Pionati ha rotto.

La crisi al comune di Avellino dovrebbe chiudersi, almeno secondo le previsioni,  con un accordo tutto interno ai DS e alla Margherita. Risolte alcune questioni, più di carattere tecnico-clientelare che politiche,  Galasso dovrebbe tornare ad occupare il posto di sindaco. Intanto la CDL, quella “tradizionale” gioca il suo ruolo di pseudo-opposizione, del resto ha fatto sempre questo: tante chiacchiere, tanti comunicati, pochi fatti. Urlano allo scandalo, si stracciano le vesti, e  poi si astengono a raffica nelle commissioni consiliari, ben lontani dai riflettori dei compiacenti media locali.

Eppure in questa occasione, i notabili della politica locale e gli organi di stampa hanno dovuto fare i conti con quella “anomalia” che si chiama Francesco Pionati e che a quanto pare, a questa provincia dormiente, venduta a se stessa ed autoreferenziale, non vuole rassegnarsi. Ecco, possiamo sintetizzare così: Pionati ha rotto. Ha rotto gli schemi di una CDL rassegnata a giocare solo il ruolo di avversaria, costringendo i leader locali degli altri partiti, sempre appisolati e troppo spesso compiacenti, ad inseguirlo sul sentiero della presenza, dell’impegno;  ha rotto gli schemi della contrapposizione centrodestra-centrosinistra invitando al dialogo tutte le forze politiche, prescindendo dagli schieramenti; ha rotto gli equilibri nella stampa locale “costringendo”, con il suo dinamismo e con la sua autorevolezza di vicedirettore del TG1, ad essere inseguito dai suoi colleghi.

Pionati ha rotto perché, a quanto pare, ha intuito che la realtà amministrativa di Avellino e provincia potrà cambiare solo se ad essa si darà una dimensione nazionale,  se si smetterà di procedere a tentoni, e se per questa realtà si elaborerà un progetto serio e dettagliato, di largo respiro e di medio termine. Il sentiero non è facile da percorrere. Ma intanto un passo avanti in questa direzione è stato fatto.

16 aprile 2007

Blackout

Per alcune ore il blog non è stato visibile a causa di qualche pasticcio da me combinato, almeno credo, con la versione beta della nuova piattaforma de il Cannocchiale.




permalink | inviato da il 16/4/2007 alle 15:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

15 aprile 2007

A proposito di CDL irpina..

La CDL a Solofra ancora non ha individuato il suo candidato a sindaco. Lo ha puntualizzato stamani il coordinatore della locale sezione, De Stefano. A pochissime settimane dalla presentazione delle liste, la CDL è in alto mare. Anche i candidati alla carica di baby-sindaco sanno che le candidature vanno lanciate con un certo anticipo, che le posizioni vanno spiegate, che occorre tempo per trasmettere e consolidare fiducia tra gli elettori.  Come pretenderanno di vincere le elezioni è un mistero. La CDL non ha classe dirigente, né ad Avellino né in provincia. E per favore nessuno mi venga a raccontare il contrario perché i fatti parlano chiaro.

14 aprile 2007

L'alternativa c'è?

Ieri il popolo dell’UDC ha accolto con un’ovazione il suo leader naturale, Silvio Berlusconi. L’ovazione è stata palesemente spontanea e non indotta, come ha dovuto insinuare un imbarazzato Casini. Il proconsole di Berlusconi nello scudocrociato, Carlo Giovanardi, non sarà eletto segretario, pur essendo tutti i delegati favorevoli alla sua linea filoberlusconiana. Sarà eletto, invece, un altro proconsole, tal Lorenzo Cesa, portavoce di Pierferdinando Casini. E quest’ultimo, per completare il quadro, è il padrone assoluto di tutta la baracca.

Ecco, questo è uno dei partiti nati nella seconda repubblica. Altro che alternativa.




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12 aprile 2007

Avellino alle urne? No, grazie.

Per bocca del suo vice coordinatore provinciale, Forza Italia ha chiesto il ritorno alle urne della città. Non credo che sia necessario ribadire che la situazione a palazzo di città è a dir poco stucchevole: questo centrosinistra non poteva offrire volto peggiore. Eppure mi chiedo che senso abbia tornare alle urne adesso. Se si votasse domani, avremmo un consiglio comunale più o meno uguale a quello attuale. E sì, perché, checché ne dica lo stimatissimo Claudio Rossano, la CDL non ha una classe dirigente pronta a sostituire quella che disamministra  questa città.

foto: irpinianews




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11 aprile 2007

Casini (De Mita), Giovanardi (Bianco) e il gioco delle parti..

A leggere il Corriere della Sera di oggi, Pierferdinando Casini avrebbe dato una mano al “rivale” Giovanardi per trovare i delegati necessari a presentare la sua mozione congressuale. Il Corriere usa il condizionale, ma penso che, se l’indiscrezione fosse dimostrata, non ci sarebbe di che meravigliarsi. I due, Casini e Giovanardi, sono entrambi emiliani e vengono entrambi dalla DC. E come non ricordare, anche qui nella nostra piccola provincia, il gioco delle parti di Bianco e De Mita. I due hanno sempre fatto finta di litigare per evitare che i dissidenti della sinistra di base potessero passare all’allora accattivante Partito Socialista. Infatti, dopo i litigi con il re di Nusco, venivano tutti accolti dal sorriso pacioso di Jerry White, nella sua accogliente quanto marginale micro corrente.




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11 aprile 2007

Falce e Martello per zittire la Chiesa

E' proprio la velata pretesa di ridurre al silenzio la Chiesa cattolica su temi importanti come la vita e la famiglia, ad alimentare gli episodi di intolleranza e di violenza contro il presidente della CEI Bagnasco. Farebbero bene questi politici della sinistra radicale ad abbassare i toni nei confronti del mondo cattolico. E a riflettere molto sul perché, nel firmare quelle minacce, qualcuno ha usato non solo la stella a cinque punte ma anche la falce e martello che ancora portano attacata all'occhiello.

foto:il Giornale




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10 aprile 2007

L'ora delle dimissioni.

Adesso credo che a palazzo di città si sia toccato davvero il fondo. E a pagare per le sozzerie di lor signori sono sempre i più deboli come i lavoratori socialmente utili. Questa è l’ora delle dimissioni. E della vergogna.




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9 aprile 2007

Centro alternativo. Ma a chi?

Che Follini abbia fatto da apripista tra coloro che esprimono una critica dura e negativa verso questo bipolarismo, penso che sia pacifico. Franco Di Cecilia dice il vero. In questi mesi la linea di Pier Ferdinando Casini si è caratterizzata per l’essere a metà tra lo scimmiottamento dell’ex gemello e un vero e proprio autolesionismo tipico di chi non conosce il proprio elettorato. I sondaggi, infatti, danno l’UDC in netto calo.

Lo stesso Franco Di Cecilia, da sempre particolarmente vocato ad ogni forma di ecumenismo, ha lanciato una proposta per le amministrative del 2009: tutti insieme in una megafederazione o megalista di partiti di centro, alternativi a “questo centrodestra e a questo centrosinistra”. Mi chiedo quale sarà l’atteggiamento del segretario provinciale dell’Italia di Mezzo dinanzi al nascente partito democratico, pronto a fagocitare quasi tutto il centro del centrosinistra: lo considererà un partito di centro o di sinistra?

Certamente la conclusione di questa lunga fase di transizione non sarà determinata solo dal cambiamento della legge elettorale. Eppure i leader politici sanno bene, compreso lo stesso Casini, che il mutamento dell’attuale assetto bipolare passa inevitabilmente anche attraverso la riforma in senso proporzionale-tedesco della legge elettorale. E questo non lo vuole il 94% delle forze politiche presenti in parlamento.

Ecco, caro Franco,  occorrerebbe cominciare a fare i conti con questa realtà.

foto Irpinianews




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7 aprile 2007

Pasqua, terra di pace e progetto politico.

Stamattina non mi è difficile fare gli auguri. Basta modularli con la stessa cadenza con la quale Gesù li espresse ai discepoli impauriti apparendo loro la sera di Pasqua: «Pace a voi». Non è superfluo ricordare che sono le primissime parole del Risorto pronunciate davanti alla comunità. E se le ultime parole di un morente vanno custodite con la venerazione che si ha per le reliquie, le prime parole di un Risorto vanno accolte con tutta l’attenzione che si deve ai manifesti programmatici. Chiesa di Dio, dal giorno di Pasqua, questo è dunque il tuo progetto politico. Questa la tua linea diplomatica. Questo il tuo indirizzo amministrativo.

La pace. Non la tua sistemazione «pacifica». Non il plauso dei potenti, che sarebbero disposti a pagare la metà del prezzo ricavato dalla vendita delle armi pur di comprare i tuoi silenzi sulla guerra. La pace, non il consenso della gente, che è sempre disposta a barattare la libertà con le cipolle d’Egitto. D’ora in poi, sulla rosa dei venti che accompagna l’esodo dei popoli verso la Terra promessa, l’ago magnetico della tua bussola sa ormai dove puntare. Ogni altro orientamento che non sia quello della pace ti risospingerebbe nelle giuncaie del Nilo, tra i canneti dei Laghi Amari, sotto l’oppressione dei Faraoni.

Non ti scoraggiare, Chiesa di Dio, anche se il compito a casa che ti ha assegnato il Risorto la sera di Pasqua è difficile, richiede una carica eccezionale di speranza, e ti espone costantemente al rischio di essere giudicata ingenua, visionaria o sognatrice a occhi aperti. Ma chi altro può parlare di pace con la certezza che essa è possibile se non tu, che hai il vantaggio di attingere a piene mani al fondo di quella riserva utopica che ti ha dato il Signore? Chi altro può dire che la pace non è vaniloquio o delirio se non tu, a cui il mondo sta riservando oggi lo stesso trattamento che il giorno di Pasqua i discepoli riservarono alle donne che annunciavano di aver visto il Risorto? L’espressione di Luca è fortissima: «Quelle parole parvero ad essi un vaneggiamento e non credettero ad esse» (24,11). Ecco: oggi tu stai scontando l’antico peccato compiuto a Pasqua. Il peccato di incredulità. Allora dicesti che la Risurrezione era il «vaneggiamento» di fragili donne. Oggi il mondo ti ripaga dicendo che la pace è il «vaneggiamento» di una fragile Chiesa. Tu fosti incredula dinanzi alla fede delle donne. Oggi il mondo è scettico dinanzi alla tua speranza.

Ora, però, che il Signore irrompe nel tuo cenacolo e fa coincidere la luce della Risurrezione con l’annuncio della «pace », la tua fede nella Risurrezione deve necessariamente identificarsi con la tua speranza di pace. Non puoi accendere il video e spegnere l’audio. Non puoi credere alla luce senza credere alla voce. Non puoi accogliere solo la visione, e confinare la pace nelle fabulazioni. Chiesa di Dio, figlia primogenita della Pasqua di Cristo, riviera dolcissima per chi cerca la pace, non aver paura di certi «vaneggiamenti». Se la Risurrezione di Gesù è la tua fede incrollabile, la pace deve essere la tua speranza imperitura. E se in quella trovi le uniche ragioni per vivere, in questa devi trovare le tue uniche ragioni non solo per vivere, ma anche per morire.

+ Don Tonino, Vescovo




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4 aprile 2007

Ma quanto amore per Avellino..

Il senatore Maccanico, dalle telecamere di Irpinia TV, ha dichiarato di avere a cuore le sorti di quella che ha definito la "mia città”. Ci tiene così tanto che l’ultima volta che si è visto ad Avellino risale ad una quindicina d’anni fa. Eccezion fatta, chiaramente, per tutte quelle volte che è passato a prendersi una candidatura.




permalink | inviato da il 4/4/2007 alle 15:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
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