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29 giugno 2007

Il mistero

Avete mai riflettuto sul fatto che viviamo immersi nel mistero? Per quante spiegazioni gli scienziati possano darci, per quante scoperte il futuro possa riservarci, nessuno saprà mai dirci da dove viene questo mondo, perché “ha deciso” di essere e quale senso avrebbe avuto l’alternativa, il nulla. Nessuno riuscirà mai a spiegarci perché, nel contesto dell’evoluzione, solo l’uomo ha maturato la  capacità di ragionare. Anzi, più spiegazioni ci dà la scienza e più riusciamo a percepire la maestosità e la perfezione del creato e più aumenta la meraviglia, il mistero.

Eppure noi occidentali, sempre più raramente riflettiamo su tutto questo. Ci comportiamo come  se vivessimo da decenni sulla riva di un fiume e non ci fossimo mai soffermati a pensare ad esso, a chiederci “da dove parte? In quale mare sfocia? Ha degli affluenti?”. Possiamo dirci uomini se non riusciamo a percepire la dimensione trascendentale della nostra esistenza? O siamo, altrimenti, alla stessa stregua degli animali, schiavi degli istinti? E quanto sono ottusi i richiami alla razionalità di chi fa finta di non vedere che viviamo immersi nell’irrazionalità proprio perché l’origine di tutto non è spiegabile razionalmente.

L’uomo non troverà mai pace fintanto che non riuscirà a dare una risposta a quella parte di “eterno” che ha dentro di sé e che si ribella alla “riduzione allo stato animale” verso la quale ci porta oggi una concezione puramente edonistica dell'esistenza umana. Si rassegnino taluni filosofi e taluni psicologi, si rassegno atei e presunti tali, la vita spesa solo per possedere e solo per potere, lascia sempre un senso di tormentosa insoddisfazione.




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28 giugno 2007

Italia di mezzo che non c'è più

Alla stampa locale deve essere sfuggito che Arturo Iannaccone e Franco Di Cecilia non fanno più parte dell’Italia di Mezzo di Marco Follini, confluito nel Partito Democratico. Tanto è vero che lo stesso Follini ha provveduto a nominare, in sostituzione di Iannaccone, un nuovo coordinatore regionale per la Campania, tal Stefano Graziano. Domani, quindi, non si riunisce nessun comitato provinciale, tanto meno dell'Italia di Mezzo,  ma solo il  gruppo di amici di Arturo Iannaccone.




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27 giugno 2007

A quando una politica più british?

Ho sempre seguito con interesse le vicende della politica britannica. Qualche giorno fa avevo sottolineato, in una battuta di Gordon Brown, tutto il senso dell’umorismo tipico degli inglesi e del bene che questo fa alla vita politica. Oggi Tony Blair ha parlato alla Camera dei Comuni per l’ultima volta, pensate, durante un normalissimo question time. Alla fine il tributo è stato corale: tutti in piedi ad applaudirlo, tanto i laburisti quanto i conservatori, tutti. Onore delle armi? Cortesia o ipocrisia bipartisan? No. Non si tratta di questo. La politica inglese è diversa, io dico migliore.

I deputati conservatori, pur non avendo condiviso molte delle posizioni di Blair, hanno applaudito un primo ministro al quale hanno riconosciuto l’impegno e la dedizione decennale per il suo paese. Lo stesso giovane leader conservatore ha sottolineato i risultati positivi ottenuti dall'esecutivo. E pur contestando tante sue scelte, mai e poi mai i conservatori hanno messo in discussione la legittimazione di Blair a rappresentare e guidare il governo di Sua Maestà. Cosa succederebbe in Italia se fosse previsto un “ultimo intervento” del capo del governo dimissionario? Ve li immaginate Prodi e Berlusconi che salutano il parlamento? Assisteremmo ad urla, insulti, cori. A quando un paese normale? A quando una politica più british?

foto:adnkronos.it




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27 giugno 2007

De Mita e il solito dilemma.

Sul Partito Democratico, Ciriaco De Mita si ferma qua. Lo ha dichiarato a Repubblica in un’intervista pubblicata stamani. L’ex presidente del consiglio, a quanto pare, non deve aver condiviso l’eccessiva connotazione “americana” del nascente partito democratico. Lui, “intellettuale della Magna Grecia” e, a mio modesto avviso, ancora uno dei politici più lucidi di questo paese, non deve aver retto al colpo degli osanna e degli alleluia riservati all’americano Veltroni e ha reagito duramente. O non sarà forse che Ciriaco da Nusco reagisce così non avendo ancora risolto i problemi interni di organigramma? Con De Mita il dilemma è sempre lo stesso: ragiona per individuare un percorso o individua prima il percorso per poi elaborare il ragionamento che conduce ad esso? 




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25 giugno 2007

Perseguitati

Come la chiamereste voi l’opera di chi discrimina dai propri compleanni, dalle proprie feste, dal proprio "giro", dei ragazzi normalissimi, anche belli e alla moda, solo perché ogni domenica vanno a Messa? E quella di chi li addita, li sbeffeggia e li mortifica per lo stesso motivo? Io la chiamo persecuzione. Proprio così, persecuzione.




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23 giugno 2007

Un quesito per riflettere dopo Veltroni...

Approfitto della benevolenza di Sandro, per porre a tutti gli amici, attraverso il suo blog, un quesito che molto fa riflettere, di grande attualità in questi giorni e ancor di più stamani dopo la lettura dei giornali (Corriere della sera pag.13 intervista a Fini "Cambia tutto anche per noi...."): secondo voi quale strategia - possibilmente vincente - dovrebbe mettere in campo l'opposizione per rispondere efficacemente ai nuovi scenari aperti con la designazione di Veltroni a futuro leader del Pd?


Daniela




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22 giugno 2007

Il sogno di Veltroni

Se c’è un errore che il centrodestra non deve fare è quello di sottovalutare e di liquidare Veltroni come se si trattasse di uno dei tanti leader di un centrosinistra vecchio, rissoso, estremista e legato a logiche del passato. Solo chi conosce davvero la storia umana e politica di John Kennedy e di suo fratello Robert, può capire l’ispirazione profonda e coinvolgente che muove il sindaco di Roma. Se ho intuito qualcosa di quest'uomo, credo che, anche se non vincerà le elezioni, riuscirà a "conquistare" il paese, a risvegliarlo dal torpore etico e morale nel quale versa. Ho la sensazione che riuscirà a rappresentare un nuovo “sogno”, a far nascere una nuova speranza e a far intravedere, ad un popolo deluso dai politici e da questa politica, un nuovo sentiero da percorrere. E immagino Veltroni lanciarsi in questa sfida avendo in mente le parole di Robert Kennedy che ebbe a  dire: ”Solo coloro che hanno il coraggio di affrontare i grandi insuccessi possono ottenere grandi successi”. Ma con lui, credetemi, nulla è più così scontato. 

21 giugno 2007

Un anno di blog.

Oggi il mio piccolo blog compie un anno. Il mio pensiero va a tutti coloro che, nonostante le sciocchezze che scrivo, hanno voluto leggere e commentare. Grazie. 




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20 giugno 2007

Ho rivisto Karim!

Stamani ho rivisto Karim. Era ad un altro semaforo. Stessa miseria. E stessa umiliazione di vedere il padre a pochi metri implorare gli automobilisti perchè gli permettano di pulire il parabrezza, quasi sempre inutilmente. Il suo sorriso è rimasto lo stesso. 




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19 giugno 2007

Cacciati via, a calci nel fondoschiena

Eccoli di nuovo, i moralisti senza morale di questo governo di centrosinistra. Sono perfino capaci di patrocinare le intolleranze, le bestemmie e le violenze di quattro imbecilli di Bologna. Non vedo l’ora che, giunto il momento, il popolo italiano li mandi a casa. Li cacci via  a furia di calci nel fondoschiena.




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18 giugno 2007

Difesa grande dei moralisti senza morale

Ma voi cosa pensate del fatto che il governo Prodi produca un’ordinanza di riapertura di una discarica sottoposta a sequestro? E del fatto che la gestione venga affidata ad una società i cui amministratori sono inquisiti per reati ambientali che sarebbero stati commessi durante la  precedente gestione della stessa discarica e per i quali il pm ne ha chiesto il rinvio a giudizio? E del fatto che la discarica sottoposta a sequestro per preservare i luoghi e le prove dei reati, venga messa “a disposizione” degli indagati? Ecco il centrosinistra dei moralisti senza morale.




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18 giugno 2007

Coordinatore del nulla.

Marco Follini ha nominato il nuovo coordinatore regionale dell’Italia di Mezzo, tal Stefano Graziano. Dopo l’ingresso nel Partito Democratico, il movimento folliniano in Campania si è svuotato ed ora esiste solo sulla carta. Nessuno ha deciso di seguire Follini nel primo partito in assoluto che nasce già morto. Ma anche Graziano ha conquistato un primato. E’ il primo coordinatore regionale investito di un onere molto particolare: dovrà coordinare il nulla.  




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14 giugno 2007

Provate a cercare nel suo sito. Si sarà vergognato?

Marco Follini si è iscritto al gruppo parlamentare dell’Ulivo. Eletto nelle liste della Casa delle Libertà, avrebbe dovuto avere la decenza di dimettersi da Senatore. Macché, le dimissioni le danno in pochi e per farlo occorre avere gli attributi. Il centrosinistra dei moralisti senza morale, fa finta di nulla, il ribaltone conviene perchè è al senato.  Cosa dire? Che io in questo qua non ci ho mai creduto. Adesso tutti quelli che ad ottobre lo seguirono entusiasti nell’avventura dell’Italia di Mezzo, mi danno ragione. Ma l’operazione trasformistica e ribaltonistica non esiste sul territorio. I quattro straccioni di Valmy che seguirono Follini, più folli che straccioni, non ci pensano a seguirlo in un Partito Democratico, non ancora nato, anzi nato morto. Nell’Ulivo Follini ci entra a titolo personale.

Provate adesso ad entrare nel sito dell’Italia di Mezzo. Poco tempo fa, nella sezione interventi, potevate trovare il testo con il quale il neo senatore ulivista, il 21 ottobre dello scorso anno, prese per i fondelli circa tremila persone: “mai a sinistra”, “mai appoggeremo questo governo”. Adesso l’entourage del senatore pare abbia  pensato bene di nascondere l’intervento: hai voglia di cercarlo, non c’è più.

Non si è dimesso, ma a quanto pare, deve essersi vergognato. Almeno un po’.




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13 giugno 2007

Nuovo aeroporto? Nulla.

Stamani ero all’aeroporto di Napoli. La smania di viaggiare mi porta spesso a Capodichino e quindi sono abituato al suo caos. Ma stamani era qualcosa di pazzesco. Tutti i parcheggi occupati, anche quello che dista un chilometro dallo scalo, il traffico di chi girava a vuoto era fittissimo. Macchine in doppia e tripla fila, gente che caricava e scaricava bagagli in mezzo alla strada, autobus di turisti bloccati. Insomma il caos totale.

Ma si può? Può essere questo lo scalo della città più importante del mezzogiorno? E le persone che arrivano per affari? Quelli che escono la mattina da Milano diretti a Napoli e rientrano la sera, possono sopportare tutto questo? E i turisti che adesso arrivano a fiumi, che immagine si faranno del nostro paese ?

Lo scalo di Napoli ha ormai una dimensione internazionale affermata, le rotte si sono moltiplicate, i voli charter zeppi di turisti arrivano a raffica. Sono anni che si parla di un nuovo scalo in modo da far diventare capodichino un cityairport meno congestionato. Dove sono le decisioni della classe dirigente regionale? Non esistono, solo il nulla




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11 giugno 2007

Un anno di Pionati /1 - La fine del "consociativismo"

E’ passato circa un anno da quando il senatore Pionati è piombato in provincia di Avellino. Vorrei provare a tracciare un’analisi della sua azione, fare una sintesi degli effetti che sta avendo sulla politica provinciale e sulla classe dirigente che intorno a lui si va selezionando. E vorrei provare a capire insieme ai lettori di questo blog, quali siano le prospettive che la discesa in campo di questo giovane senatore, hanno determinato per la nostra provincia.

Il primo elemento che va evidenziato è la rottura dello schema consociativo che ha contribuito non poco ad alimentare il potere del centro sinistra e la sua degenerazione. L’attacco al sistema per la prima volta è, non solo autentico, ma anche efficace. Un dato questo sfuggito a tutti i più acuti osservatori, editorialisti ed intellettuali di questa provincia. E’ sconcertante che un aspetto così importante della nostra vita politica sia sfuggito ad una stampa locale che a questo punto  appare preoccupata più a riempire spazi vuoti con notizie ed approfondimenti compiacenti, piuttosto che a cogliere, con un minimo di intelligenza e lungimiranza, le evoluzioni della politica locale.

Il secondo elemento, parallelo nella sua attuazione al primo, è quello del presenzialismo. “Eccessivo” secondo alcuni, “da passerella ed autoreferenziale” secondo altri. Possibile che nessuno si sia reso conto del perché della “convegnite” e della “intervistite” del senatore Pionati? C’è una ragione che va al di là della normale esigenza di visibilità che può avere un politico. Le iniziative di Pionati, poi riprese dagli organi di stampa, hanno trasmesso un messaggio decisivo per le sorti dell’UDC: “il partito esiste, il partito è presente, il partito non si estingue”. Quanti in virtù di tutto questo, hanno deciso di non abbandonare lo scudocrociato nella fase successiva alla scissione con l’ex Italia di Mezzo? Credo tanti, la grande maggioranza. In quanti, anche di altri partiti, adesso guardano all’UDC di Avellino come un partito “solido”, affidabile, presente? Il “presenzialismo” di Pionati non era fine a se stesso, aveva una sua ragione. Era ciò di cui aveva bisogno l’UDC in quella fase. Era tanto difficile da capire?

(continua - "I Pionati Boys")




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11 giugno 2007

"Attento, sei intercettato"

Se D’Alema mette in guardia Consorte perché ha il suo telefono sotto controllo, forse non c’è nulla di penalmente rilevante. Politicamente ed eticamente è solo una grande schifezza.




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9 giugno 2007

Caro Sara, ho deciso di non decidere

Gentile Sara, 

Parafrasando Winston Churchill potrei dirle che l’unica idea chiara che ho è sull’impossibilità di avere idee chiare! Mi dica, le mie idee dovrebbero essere chiare in un contesto fumoso, poco nitido? Lei nota differenze tra UDC e IDM, o se vuole tra UDC e Udeur? E mi dica, quali sarebbero? Forse che una “sta di qua e una sta di là”? Che una è berlusconiana e l’altra non lo è? Che una è nella CDL e che l’altra presto vi rientrerà? Questa interminabile fase di transizione che chiamiamo “seconda repubblica”, non ha nulla di affine con la “chiarezza” da lei invocata. Vede il punto è proprio questo, si sono distrutti i partiti, le loro tradizioni, i loro metodi tutto sommato democratici per giungere ad un bipolarismo che si pretende sia il presupposto della “nitidezza” e della funzionalità del sistema politico.

Si è mai chiesto perché i nostri padri costituenti elevarono i partiti a rango costituzionale? Perché i nostri saggi costituenti scrissero che “i partiti concorrono con metodo democratico (democratico) a determinare la politica nazionale”? I nostri politici post tangentopoli, della CDL come dell’Unione, tanto “innovatori” quanto incredibilmente ottusi, non hanno compreso che il presupposto per la linearità dello scenario politico è proprio nei partiti, nella loro forma organizzativa, nel metodo democratico della selezione della classe dirigente, nella rappresentatività degli eletti. Non lo dico io, lo scrissero i Padri Costituenti una cinquantina di anni fa. Avevano le loro buone ragioni..

La prego Sara, non cada anche lei nell’errore di credere che sull’altro versante ci siano i nemici da combattere. Ammesso (e non concesso) che io militi nel centrosinistra, non crede che io possa avere un interesse a che la coalizione avversaria abbia una sua connotazione democratica? Non crede che il centrosinistra possa, anzi debba, avere un interesse a che la coalizione avversaria concorra, anche invitandola alla sua rifondazione, alla soluzione dei problemi della nostra provincia? La politica non è lo scontro tra le coalizioni, non è la “distruzione” dell’avversario, non è l’”umiliazione” fine a se stessa. La politica è la sintesi degli interessi dei cittadini, la soluzione dei loro problemi, il confronto delle idee per la crescita della comunità.  Ma i nostri politici di oggi hanno, in larga parte, una visione bellica del confronto politico. Sa perché? Perché non rappresentano alcun interesse generale, rappresentano solo se stessi e gli interessi delle oligarchie delle quali fanno parte.

Su Iannaccone le ho già detto. E’ l’unico che nella CDL ha pagato di persona. E i torti subiti a Roma, dei quali Pionati non ha colpa, ci sono tutti. A palazzo Caracciolo  è fermo nei banchi dell’opposizione.. Vuole scommettere sulla sua futura collocazione? Potremmo cenare insieme comunque, magari con Pionati del quale si dice amico. Mi dica però come considera l’accordo tra Udeur – Udc e credo anche  questa nuova “cosa” che starebbe per nascere su iniziativa di Iannaccone? Chi tra questi si è “ricollocato” furtivamente? Misteri della seconda repubblica.

Lei mi invita a scegliere di scegliere. Lei ha un criterio da offrirmi? Non credo. Non esiste. Il dramma è questo, quando manca la politica rimangono gli interessi personali, emergono e contano le difficoltà personali. Sa una cosa? Quando qualche volta dico che in questa scelta faccio contare la gratitudine, l’amicizia, anche la sofferenza per vedere un uomo penalizzato ingiustamente e prepotentemente, tranne i pochi veri amici che con me condividono un percorso di impegno nella Chiesa, non mi crede nessuno. Molti pensano, ma non mi dicono, che sono un ipocrita. Alcuni mi dicono che sono un fesso. Per essere al passo con la politica di questa seconda repubblica e di questa provincia, caro Sara, dovrò dire che sceglierò chi mi offrirà di più.

Un cordialissimo saluto.

 




permalink | inviato da sandrofeola il 9/6/2007 alle 11:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

7 giugno 2007

A proposito di CDL irpina.

Gentile signor Feola,

mi scusi per l'enorme ritardo con cui rispondo al suo messaggio. Ma, purtroppo, per me quella su Internet è una "navigazione" a vista, oltre che saltuaria. E solo poco fa un amico mi ha indicato l'intervento da lei cortesemente indirizzatomi. Mi pare che sull'analisi delle condizioni di salute del centrodestra in Irpinia, checchè lei ne dica, siamo sostanzialmente d'accordo (la invito, al riguardo, a leggere il mio post a "La Margherita malata" sul blog del Berretto a sonagli). Ma sulla terapia le nostre ricette divergono in maniera abissale. "Rifondare" il centrodestra è un'impresa estremamente difficile, forse titanica, in Irpinia. Ma per chi è e si sente di centrodestra il tentativo, per quanto arduo, non può che essere compiuto dall'interno. Senza svendere le proprie idee, senza cercare approdi più facili e più comodi o comunque diversi. Questo, almeno, se vogliamo ancora dare qualche contenuto alla politica e non ridurla a un mero posizionarsi sull'una o l'altra sponda, ad una semplice ricerca di questa o quella poltrona. Mi lasci dire che l'Italia di mezzo offre al riguardo un esempio tutt'altro che luminoso e convincente. Anzi, non credo che possano giungere proposte o suggerimenti per il rilancio del centrodestra da simpatizzanti ed esponenti di un partito il cui leader e fondatore nazionale è recentemente passato armi e bagagli nel nascente Partito democratico, gomito a gomito con una forza indiscutibilmente di sinistra come i Ds. So che questo non le fa piacere. Di tanto in tanto, leggo i suoi interventi e noto che le sue idee (quando di idee si tratta e non di tatticismi o di sostegno acritico a politici locali) mi sembrano tutte o quasi di centrodestra. La prego, per carità, di non obiettarmi che a livello regionale e provinciale l'Italia di mezzo non ha ancora fatto il salto della quaglia. E' una favoletta a cui nessuno può credere, tanto meno una persona intelligente come lei. In Irpinia i vari Iannaccone e Di Cecilia persistono in un atteggiamento terzista e veterocentrista, in attesa che finisca la consiliatura, per poter poi "liberamente" riposizionarsi altrove.

Accetti una scommessa, al riguardo: vediamo come si schiereranno alla prossima tornata elettorale. Chi perde, offre una cena (così avremo - tra l'altro - modo di conoscerci personalmente). L'atteggiamento veramente nobile e dignitoso sarebbe stato un altro, almeno ad avviso del sottoscritto, che forse è un idealista o un illuso: presentare le dimissioni dal posto conquistato con i voti degli elettori di centrodestra, fermarsi un giro e poi cambiare casacca (che in democrazia non sarà esaltante, ma di sicuro è legittimo). Qualunque torto, vero o presunto, si sia subìto non giustifica invece i dietrofront, i giri di valzer e soprattutto il tradimento del mandato elettorale. Ultima annotazione su Francesco Pionati, persona a cui mi legano ormai antichi rapporti di fraterna amicizia e profonda stima. Qui la valutazione, a mio parere, va distinta in due piani. Sotto il profilo personale, Francesco si sta confermando uomo di grande valore e sta svolgendo un lavoro egregio: non a caso, ormai lo hanno capito tutti, la Margherita lo "soffre" visibilmente. Di un presenzialismo come il suo, le menti libere di questa provincia avvertivano un grande bisogno. Sotto il profilo politico, invece, Pionati mi sembra costretto a percorrere il vicolo cieco imboccato dall'Udc: quello di un antiberlusconismo strisciante e senza alternative concrete, attendibili e praticabili nell'immediato.

Del resto, il primo laboratorio centrista - ad Atripalda - non ha funzionato e ha dimostrato come certi esperimenti vadano al più presto abbandonati. Nè si può dare la colpa alla destra e ad An (partito nei confronti del quale, peraltro, sono da tempo fortemente critico e polemico) per la sconfitta di una lista che si chiama "Al Centro" e che punta su un giovane virgulto della politica come l'avvocato Iaione. Piuttosto,  mi permetta di invitarla ad avere idee più chiare: Idm o Udc? Mi sembrano, malgrado tutto, due cose profondamente diverse, che non possono essere accomunate. E non basta evocare la parola magica "Centro", per metterci dentro tutto e il contrario di tutto. Mi dia ascolto: scelga di scegliere. E vedrà che, magari, fra un po' di tempo il mio e suo impegno politico procederanno nella stessa direzione. Scusandomi per
questo intervento prolisso - ma volevo che fosse chiaro e dettagliato - le invio cordiali saluti.

Enzo Sara




permalink | inviato da sandrofeola il 7/6/2007 alle 15:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

6 giugno 2007

Quando Mario Baccini sedette al tavolo di noi straccioni

Ho nutrito sempre una certa simpatia per MarioBaccini. Difficilmente dimenticherò quando una sera io e il buon PeppinoMartella accompagnammo a Roma l’allora capogruppo regionale del CCD, ArturoIannaccone, ad una "cena-incontro" tra i consiglieri regionali e illeader nazionale del Centro Cristiano Democratico.

Per cercare di essere assolutamente discreti edevitare problemi, ero d’intesa con Peppino che ci saremmo fatti un giro per viaVeneto, avremmo mangiato in un altro posto meno formale, magari in una diquelle belle osterie che ci piacciono tanto. Senonché il tavolo prenotato eraenorme e tanto grande quanto vuoto. Tutti i collaboratori dei regionali,pertanto, furono invitati ad accomodarsi insieme ai “big”. A cena iniziata edurante l’introduzione del leader maximo e futuro presidente della camera,cominciarono ad arrivare i vari D’Onofrio e Giovanardi. Sembravano Dèi scesisulla terra, guardavano con sufficienza i regionali, figurarsi noi.

E proprio all’arrivo di Giovanardi i posti eranofiniti. Il leader maximo, quindi, cercò e trovò con lo sguardo il primo“straccione” seduto al tavolo, nel caso specifico Peppino, e si rivolse a luicon tono seccato: “alzati e fai sedere Giovanardi”. Peppino, imperturbabilecome al solito, con sorriso beffardo e con un pezzo di scaloppina in bocca, sialzò e si accomodò ad un altro tavolo. Io per solidarietà (e per un'inevitabile nausea rapidamente sopraggiunta) lo seguì. Dopo un po’ arrivòBaccini che sorridente si rese conto anche lui di non avere posto, ma senzapretese si sedette prontamente al nostro tavolo, il tavolo degli"straccioni". L’allora vicesegretario nazionale, fu di grandecortesia, chiese di noi, di dove fossimo, trovo il modo di scherzare e diinterloquire, insomma ci trattò “alla pari” e fu di grandissima simpatia.

Nell’UDC Baccini è uno dei pochi che rappresentaun elettorato, che è espressione di un territorio, che lavora per la sua gente.Oggi a Sky TG24 ha avuto modo di dire che i partiti sono retti da oligarchierappresentative del nulla, che non esiste alcuna democrazia interna. Hasottolineato il mancato passaggio alla seconda repubblica e tutti i limiti diuna interminabile fase di transizione. Ha detto la verità e senza volerlo haindicato i limiti del suo partito.

Mi chiedo se quando parla con il suo leader esopporta la sua corte, gli scappano battute come quella che avrebbe fattodurante un vertice con la intoccabile e blasonata casta degli ambasciatori.Infatti, secondo quanto riportano alcuni organi di stampa, dinanzi adiplomatici pallosi, tutti composti nei loro doppiopetti, un Baccini annoiatoed esasperato avrebbe esclamato: “si va be', ma adesso c’avete rotto er c…..o”




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6 giugno 2007

Aurisicchio fuori dalla casta.

La casta dei nostri politici, descritta da Gian Antonio Stella nel suo ultimo libro, presenta aspetti che sono a dir poco inquietanti. I costi che i cittadini devono sostenere per mantenere questa oligarchia sono spaventosi, spropositati, ingiustificati. Che la democrazia abbia un costo non ci sono dubbi, ma che si facciano, ad esempio, comunità montane a livello del mare mi sembra solo un abuso; che il Quirinale costi più di Buckingam Palace è soltanto assurdo.

Raffaele Aurisicchio è uno dei primi parlamentari a  presentare ben quattro  disegni di legge che puntano a ridurre gli sprechi e gli abusi, partendo proprio dalle comunità “montane”, dai comuni e dalle province. A differenza di altri politici, che fino ad oggi hanno solo denunciato il problema con imbarazzo e senza alcuna intenzione di fare qualcosa, un parlamentare, fuori dalla casta, si è rimboccato le maniche e ha prodotto qualcosa di concreto. Verranno approvati questi disegni di legge?




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5 giugno 2007

Il blog del Marmocchio

La comunità irpina dei blogger si arricchisce di un nuovo membro. Niente di strano se non fosse per la giovanissima età del nuovo arrivato, ha 15 anni. E proprio per l’essere il più giovane della nostra compagnia, un anno fa si è meritato da me  il nomignolo di “marmocchio”. Evaristo, a dispetto del suo eterno debito in italiano, scrive con una certa scioltezza. Adesso che è profondamente innamorato e quindi ispirato, scrive con ancora maggiore facilità e così ha deciso di passare dal blog di Msn a qualcosa di più "impegnativo".

Spero che la comunità dei blogger lo incoraggi linkandolo e visitando il suo blog. Auguri e benvenuto anche qui Marmocchietto.




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4 giugno 2007

La Guardia di finanza sempre sola, sempre speciale, mai viscosa.

Il Generale Speciale, rimosso perché poco incline ad assecondare le pressioni  di un ministro (confermate da altri 4 alti ufficiali) tutto indaffarato a sviaggiare chi indagava sulle cooperative che fanno affari per il governo Prodi, ha rifiutato la nomina a consigliere della corte dei conti offertagli da Padoa Schioppa per tappargli la bocca.

Di questa dignità e di questa rettitudine ha bisogno questo paese. Non di rimozioni operate arbitrariamente, senza motivazione alcuna. Non di provvedimenti che dimostrano la scarsissima sensibilità istituzionale e democratica di questi signori del centrosinistra, sepolcri imbiancati, ipocriti e falsi moralisti. Non di porcate che fanno ombra persino ai vari regimi di Ceausescu.  




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4 giugno 2007

Acutissima idiozia no global.

Riecco, stavolta a Rostock, la violenza dei cosiddetti noglobal. Sarà un caso che le manifestazioni di costoro debbano sempre svolgersi a volto coperto e finire con feriti più o meno gravi o addirittura con morti? Ovunque vadano creano disordini, guerriglia urbana, devastazioni. Evidentemente, non si tratta di forze di polizia violente, ma solo di acutissima idiozia  no global.





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2 giugno 2007

Quattro straccioni tra gli appuntamenti

Capisco che l’Italia di Mezzo irpina sia fatta da “quattro straccioni di Valmy”, per dirla con Francesco Cossiga; capisco che i giornali, i telegiornali e i webgiornali della nostra provincia abbiano scarso interesse a pubblicare le notizie che riguardano, appunto, quattro straccioni senza potere; capisco pure che la notizia possa essere stata considerata di scarso interesse, ma pubblicarla tra le notizie di  politica per poche ore per poi rapidissimamente nasconderla tra gli appuntamenti, mi è sembrato almeno ingeneroso. Ma si sarà trattato di un errore tecnico, senza dubbio.




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1 giugno 2007

Governo da brividi...

Ecco la fine che fa un pubblico ufficiale che indaga sulle cooperative rosse e che denuncia le ingerenze di un ministro tutto intento, a quanto pare, a coprire i suoi amici indagati. La rimozione del generale Speciale fa venire i brividi e la dice lunga sulla sensibilità democratica ed istituzionale del governo Prodi. E dimostra che il centrosinistra in quanto a moralità, non ha nulla da insegnare a nessuno. 




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