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15 novembre 2013

Se quella telefonata l'avesse fatta Berlusconi

Pensate un po’ se quella telefonata l’avesse fatta Berlusconi e non Vendola, se a ridere di un contesto che vedeva  un giornalista chiedere conto dei decessi per tumore verificatisi a Taranto, presumibilmente attribuibili all’Ilva, fosse stato il Cavaliere e non un esponente della sinistra italiana. A quest’ora avremmo avuto già la reazione di tutte le massime cariche istituzionali, di tutte le associazioni impegnate nella ricerca contro il cancro; avremmo dovuto assistere, anche in questo caso, alla puntuale reazione scandalizzata del Presidente della Regione Puglia, pronto ad andare a reti unificate per stracciarsi le vesti, anche in questo caso come neanche Caifa seppe fare. 

I benpensanti del centrosinistra, non fiatano; gli onesti a prescindere, gli unici giusti del Paese, se ne stanno in silenzio. Sì, qualche "cinguettio" qua e là sulla rete per rilevare l'incoerenza del leader di Sel, irritato per la pubblicazione di un'intercettazione (sic!), ma di sostanzioso assolutamente nulla. Perché? Semplicemente perché i moralisti di sinistra sono come i cattivi preti: predicano bene e razzolano male.


13 novembre 2013

Nassirya, i partiti e il fallimento del Movimento cinque stelle

L’ultima sortita di uno dei parlamentari del Movimento cinque stelle è passata sottotraccia. Sì, alcuni quotidiani ne hanno parlato, alcuni siti web anche, ma la grande stampa non ha voluto dare il giusto risalto ad una dichiarazione che, se fosse stata resa da un deputato o da un senatore del Pdl, avrebbe visto un generalizzato stracciarsi le vesti che avrebbe fatto impallidire persino Caifa.

Al di là dei sondaggi che ancora danno ragione ai populismi di Grillo, le dichiarazioni dei parlamentari ‘penta stellati’ segnano in maniera incontrovertibile il fallimento di un Movimento che si regge unicamente sull’incapacità della politica ‘tradizionale’ di rigenerarsi, di rinnovarsi, di selezionare la classe dirigente. I media interessati sanno bene che la rappresentazione di questa realtà, fatta prevalentemente di ignoranza, rischia di far apparire le ‘sortite’ e le beghe interne degli altri partiti come sagge politiche a favore del Paese. E dunque non conviene.

La riforma delle riforme, quella che depotenzierebbe il Movimento Cinque Stelle, sta nel dare attuazione all’articolo 49 della Costituzione, facendo sì che i partiti tornino ad essere, o siano finalmente, ciò che i Padri costituenti vollero. Se ciò accadesse, perché gli italiani dovrebbero votare, fatte le dovute eccezioni, un agglomerato di trogloditi, avendo più di una alternativa fatta da soggetti politici credibili? 

3 novembre 2013

Se Ligresti fosse morta..

Pensate a ciò che i moralisti di questo Paese avrebbero detto se la Ligresti fosse morta in carcere e il Ministro della Giustizia, benché informata prima del rischio, non avesse mosso un dito. Gli stessi che ora accusano la Cancellieri di essere intervenuta impropriamente, le avrebbero imputato la responsabilità di quella morte. La avrebbero accusata di insensibilità e di disumanità. Non si dimetta, quindi, ma occorre chiedersi, fatte, ovviamente, le dovute distinzioni tra i due casi in questione, il perché di due pesi e due misure: se chiama Berlusconi, è reato e se chiama il ministro di un Governo diverso no? 

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