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Ad un adolescente...

Ciao Marco,
Sono le quattro e mezza del mattino. Come ti avevo detto mi sono svegliato presto. Il mio cuore batte velocemente, riesco quasi a sentirlo, “troppo velocemente”, direbbe il mio medico con il camice bianco e con quell’aria severa con la quale mi scruta e mi dice sempre come se fosse mio padre: “stai attento, ti prego”. E’ ancora buio. I gatti che, da quando è morto Fox, gironzolano davanti casa, sono anche essi assopiti sulle scalette all'ingresso. Li ho scacciati, non li sopporto i gatti, poco affettuosi, falsi, infedeli. Per un po’ di cibo ti disconoscono senza batter ciglio. Ho pensato per un po’ a Fox, il mio cane. Era straordinariamente intelligente. Sento che mi manca un po’, specie il suo sguardo. Mi guardava in un modo strano, quasi mi inquietava quello sguardo, come se volesse dirmi qualcosa o come se reclamasse qualcosa da me. Come al solito, anche se fa un po’ freddo, mi sono messo sull’amaca a sentire il silenzio della notte e a guardare le stelle. Così, senza pensare.

Sai? La luce delle stelle, quella che noi vediamo adesso, è la stessa partita milioni e milioni di anni fa e che adesso sta arrivando da noi. Partita da chissà dove, dallo spazio che dicono infinito. Cosa vuol dire infinito? Che non finisce mai, ce n’è sempre di più e di più e non finisce. E cosa c’è dopo? Dopo l’infinito? Ce n’è ancora… C’è da impazzire. Un po’ come è capitato a te pensando alla vita, all’essere e al non essere più. Da dove veniamo? E dove andiamo? Che senso ha la nostra esistenza, un granellino di sabbia, nell' oceano dell' eternità? Tu non hai torto, c’è da impazzire. Eppure ti confesso che mi hai incuriosito parecchio quando mi hai detto di aver provato una sensazione “strana” pensando a tutto ciò. Mi piacerebbe se tu me la descrivessi meglio.

Intanto mi va di dirti che il fatto che tu riesca a riflettere su tutto questo, non ti deve far sentire “diverso” dagli altri. Non lo sei! Sei solo “migliore” (nel senso che sei più avanti nel capire) rispetto ai tuoi coetanei ma come per loro, la tua vita è e sarà normale. Io credo, vedi, che riflettere su tutto ciò significhi comunque “avvicinarsi” al mistero dell’esistenza. Sappi però, che ciò accade per due motivi: o perché Qualcuno sta bussando alla nostra porta, o perché noi abbiamo ricevuto il dono di poter percepire l’Eterno, la sovranaturalità della nostra esistenza. O Qualcuno ti sta cercando o sei tu stesso alla ricerca di Qualcosa che dia un senso alla tua vita. Con il tempo tutto sarà più chiaro, vivi serenamente, vivi gli anni più belli della tua vita sorridendo il più possibile, ma beato te perché sarai una persone felice. E ti assicuro, non è poco oggi come oggi.

Il sole comincia a salire, la luce dell’alba si va facendo spazio nel buio. Torno all’amaca. Vado a vedere lo “spettacolo”. Hai mai visto l’alba? Spero di sì, spettacolo davvero straordinario.
Ma nessuno se ne accorge….

(luglio 2006)

Pubblicato il 12/2/2007 alle 9.44 nella rubrica Riflessioni.

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