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La maestra? Un nuovo requisito per l'assunzione..

Sentire notizie del tipo: “maestra taglia la lingua a proprio alunno” e  “maestra fa leccare l’urina a bambino autistico”, mi hanno fatto venire in mente gli anni alle elementari e il ricordo della mia maestra. A volte, quando facevamo esaurire la sua enorme pazienza, la signora Marano ci rifilava degli sganassoni che lasciavano i segni sulle nostre guance. Eppure la maestra ci voleva un gran bene, in noi era chiara la  percezione di quell’affetto, di una sua particolare attenzione, della sua apprensione per la nostra preparazione ma anche per il nostro bene fisico. Era davvero la nostra seconda mamma.

Altri tempi? Non credo. Anche oggi ci sono maestre così. Ma se potessi, al ministro Fioroni direi che è arrivato il momento di prevedere anche l’amore per i bambini tra i requisiti per l’ammissione all’insegnamento nelle scuole primarie. Si può fare? Si può misurare l’amore per il prossimo? Si può valutare quanto un maestra sia vocata al mondo dei fanciulli? Magari fosse possibile….

Pubblicato il 1/3/2007 alle 13.41 nella rubrica Riflessioni.

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