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Pionati ha rotto.

La crisi al comune di Avellino dovrebbe chiudersi, almeno secondo le previsioni,  con un accordo tutto interno ai DS e alla Margherita. Risolte alcune questioni, più di carattere tecnico-clientelare che politiche,  Galasso dovrebbe tornare ad occupare il posto di sindaco. Intanto la CDL, quella “tradizionale” gioca il suo ruolo di pseudo-opposizione, del resto ha fatto sempre questo: tante chiacchiere, tanti comunicati, pochi fatti. Urlano allo scandalo, si stracciano le vesti, e  poi si astengono a raffica nelle commissioni consiliari, ben lontani dai riflettori dei compiacenti media locali.

Eppure in questa occasione, i notabili della politica locale e gli organi di stampa hanno dovuto fare i conti con quella “anomalia” che si chiama Francesco Pionati e che a quanto pare, a questa provincia dormiente, venduta a se stessa ed autoreferenziale, non vuole rassegnarsi. Ecco, possiamo sintetizzare così: Pionati ha rotto. Ha rotto gli schemi di una CDL rassegnata a giocare solo il ruolo di avversaria, costringendo i leader locali degli altri partiti, sempre appisolati e troppo spesso compiacenti, ad inseguirlo sul sentiero della presenza, dell’impegno;  ha rotto gli schemi della contrapposizione centrodestra-centrosinistra invitando al dialogo tutte le forze politiche, prescindendo dagli schieramenti; ha rotto gli equilibri nella stampa locale “costringendo”, con il suo dinamismo e con la sua autorevolezza di vicedirettore del TG1, ad essere inseguito dai suoi colleghi.

Pionati ha rotto perché, a quanto pare, ha intuito che la realtà amministrativa di Avellino e provincia potrà cambiare solo se ad essa si darà una dimensione nazionale,  se si smetterà di procedere a tentoni, e se per questa realtà si elaborerà un progetto serio e dettagliato, di largo respiro e di medio termine. Il sentiero non è facile da percorrere. Ma intanto un passo avanti in questa direzione è stato fatto.

Pubblicato il 17/4/2007 alle 16.45 nella rubrica Diario.

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