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Kaka' belongs to Jesus...E non pensa solo ai soldi

Questo ragazzo, oltre ad essere un grandissimo calciatore, è anche un cristiano e lo dimostra con la stessa semplicità e determinazione con la quale mette il pallone in rete. Qualche giornalista, commentando le sue prodezze e la sua maglietta post-partita, lo ha definito “integralista religioso”.

Vorrei capire perché una persona che secondo i canoni di questa società, si è affermata ed ha avuto successo, non possa esprimere apertamente quella parte di sé che lui stesso, evidentemente, considera fondamentale per la sua esistenza, senza per questo passare come “integralista”. Vorrei capire se non siamo arrivati ad una forma di inconsapevole intolleranza verso ogni forma di manifestazione religiosa, specie se inserita in un contesto nel quale, secondo i parametri assurdi di questo secolarismo, non dovrebbe essere contemplata.

E vorrei capire se un giovane può ancora liberamente esprimere se stesso e la propria fede rifiutando di intrupparsi in questo esercito di emeriti imbecilli di chi vorrebbe ridurre la cristianità a qualcosa di anacronistico e circoscriverla dentro le mura di una sacrestia. Specie quando qualcuno la  considera come qualcosa di fastidioso per le telecamere.

Pubblicato il 20/1/2009 alle 10.1 nella rubrica Riflessioni.

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