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Produttore di emozioni, perchè non appicchino roghi

Credetemi, chi oggi vuol bene a questa nostra società dovrebbe impegnarsi in una nuova professione, quella di "produttore di emozioni". E sì, perché a 17 anni si ha un bisogno enorme di emozioni. E il rischio è che buona parte dei nostri ragazzi crescano vuoti dentro e quindi privi di emozioni vere, rimbecilliti dal grande fratello e dagli spot fino a convincersi che esistono solo in funzione di quello che comprano, possiedono e  ostentano.  Intendiamoci, non sono cattivi, anzi. Ma sono vuoti, null'altro che vuoti.

E’ il vuoto il male peggiore, il cancro che ammazza i nostri ragazzi sulle strade, nelle discoteche. E’ il vuoto misto all’indifferenza che li spinge ad “emozionarsi” con le droghe, con l’alcol, con la velocità e anche dando fuoco ad un’intera collina.
Abbiamo bisogno di professionisti nel settore, di persone che sappiano "aprire" gli occhi dei ragazzi. Perché se li aprissero, se si "svegliassero", potrebbero "vedere" il mondo nel quale vivono. E se riuscissero a vedere già solo questo, avrebbero emozioni per una vita intera. Figuriamoci, poi, se provassero pure l’emozione di aver dato un senso alla loro esistenza…

Pubblicato il 22/8/2007 alle 22.58 nella rubrica Riflessioni.

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