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Vi racconto un miracolo..

Credete nei miracoli? Ve ne racconto uno. Ma non uno di quelli che fa notizia, non una guarigione inspiegabile. Vi racconto un miracolo “ordinario”, uno di quelli che non finisce sulle prime pagine dei giornali e dei telegiornali, uno di quelli che però scandalizza i benpensanti e tutti gli intruppati nell’esercito dell’ ”ottusa normalità” di questa nostra società, tanto moderna quanto votata al disprezzo della vita umana. Vi racconto il miracolo di un ragazzo che l'altro ieri ha sposato una ragazza affetta da una malattia che l’ha costretta sulla sedia a rotelle e che ogni giorno che passa le toglierà sempre di più la possibilità di muoversi. Vi racconto il miracolo di due giovani felici. Proprio così, lei era felice e si vedeva. Felice di essere nata e di vivere, felice di sposare l’uomo che ama. E anche lui era felice, e si vedeva. Felice di amare quella donna così com’è, con i suoi limiti motori. Ho assistito a quel miracolo perché il sacerdote che ha celebrato le nozze ha chiesto ai ragazzi di animare con le loro chitarre, di far una sorpresa a questi sposi che per la cerimonia avevano chiesto sobrietà. Loro hanno voluto esserci. E non l’hanno fatto per pietà, ma per condividere con la loro presenza quella vita. Sì, quella vita e non certo quella di chi pretende di stabilire che un uomo sulla sedia a rotelle non possa essere felice a prescindere e che pertanto vada ucciso nel grembo materno. La stessa vita di chi poi magari si suicida perché non ha i soldi per comprarsi i jeans di dolce e gabbana o perché non assomiglia a nessuno dei modelli della pubblicità della Vodafone.

Pubblicato il 25/2/2008 alle 15.49 nella rubrica Riflessioni.

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