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Non fermiamo il nucleare, liberiamo le falde del Vesuvio..

Noi italiani siamo davvero un popolo singolare. Avviamo campagne contro il nucleare, ma ogni santo giorno ci mettiamo in macchina, guidiamo in lungo e in largo nonostante si consumi quotidianamente una strage dalle proporzioni sconvolgenti: 9000 gli italiani morti ogni anno per via degli incidenti stradali. Negli Stati Uniti i morti sono 50mila all’anno; in tutto il mondo, un milione e duecentomila. Cifre spaventose, da guerra mondiale. Che facciamo allora? Avviamo una campagna contro le automoboli? Assurdo.

 

Ma allora, qualcuno mi spiega perché dovremmo fermare il nucleare solo perché un evento del tutto straordinario ha provocato una serie di incidenti in Giappone? L'energia nucleare è la meno rischiosa per gli uomini, sia in termini assoluti come numero di morti*,sia in rapporto alla quantità di energia prodotta e necessaria al sempre più esigente popolo italiano. Un popolo solerte nel lamentarsi del costo della benzina e dell’energia elettrica ma mai pronto ad assumersi delle responsabilità e a correre qualche rischio. Salvo, però, consentire a centinaia di migliaia di persone di costruire e di abitare sulle falde del Vesuvio, un vulcano attivo che prima o poi erutterà nuovamente. Altro che rischio nucleare.. 

 

*Vedi "Comparing Nuclear Accident Risks with Those from Other Energy Sources", documento, realizzato in base ai dati del centro di ricerca svizzero Paul Scherrer Institut, pubblicato della Nuclear Energy Agency (NEA) - agenzia nucleare dell'OCSE (Organizzazione economica dei Paesi industrializzati).

Pubblicato il 16/3/2011 alle 12.57 nella rubrica Diario.

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