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La guerra che piace ai (falsi) pacifisti.

Non una manifestazione, non uno slogan, non un corteo, non una marcia. Niente di niente. La guerra in Libia non urta minimamente la particolarissima sensibilità dei cosiddetti pacifisti, sempre pronti a scendere in piazza e a sfasciare un po’ di vetrine dei Mac Donald’s non appena George Bush e la NATO prospettavano la remota possibilità di un intervento militare in una qualche parte del mondo.

Questa guerra, invece, piace alla sinistra. E piace ai cosiddetti pacifisti il cui silenzio di queste ore dimostra tutta la disonestà intellettuale di personaggi pronti ad avvolgersi nell’arcobaleno impresso in una bandiera che è l’emblema di un pensiero politico e non il vessillo della pace.

Beati gli operatori di pace, dunque, non questi pacifisti. Ipocriti, disonesti intellettualmente, vigliacchi, oggi ben nascosti chissà dove. Rossi non solo di vergogna.

Pubblicato il 20/3/2011 alle 14.4 nella rubrica Diario.

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