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Caro Vittorio..

CaroVittorio,

stasera son rientrato presto dal lavoro. Mentre scendevo per Marotta ho notato la macchina di tua madre ferma lungo la strada e mi sei venuto in mente. In questi giorni, lo sai bene, si fa un gran parlare di te; a distanza di più di un anno, gli inquirenti faticano a delineare i contorni di ciò che accadde la sera di quel primo novembre del 2012. Sembrerà strano, eppure è così: il paese nel quale sei cresciuto non si decide ad abbandonare logiche vecchie e stantie che lo fanno assomigliare tanto ad una comunità omertosa della Sicilia degli anni‘60.   

Chissà se tutto ciò a te interessa. Ora sei in una dimensione dove le logiche terrene contano ben poco, anzi contano un bel niente; dove l’amore vince su ogni istinto di rivalsa e cancella ogni sentimento negativo perché carica su di sé il dolore di tutti; un sentimento che va al di là di ogni tipo di giustizia terrena, perché in essa vive Chi è stato capace dell’estremo sacrificio pur di testimoniare l’amore al prossimo.

Eppure noi siamo ancora qui, dove il dolore ti piega, ti spezza in due, ti offusca la mente, ti tormenta. Non credo sia facile comprendere la sofferenza di tua madre, di tuo padre e di tua sorella: solo chi vive la perdita di un figlio o di un fratello sa davvero cosa significhi. Al contempo, però, ti dico che comprendo anche la sofferenza interiore di coloro che oggi si trovano sul “versante opposto”, delle loro famiglie, e sono certo che anche questo dolore meriti un assoluto rispetto. Mi auguro sinceramente che abbiano il sostegno necessario ad andare avanti, e sono certo che, ora che sei dinanzi all’Amore assoluto, tu condivida lo stesso sentimento.  

Caro Vittorio, probabilmente per te è irrilevante, ma ciò che è accaduto in questi ultimi giorni non è degno di una comunità civile. E per questo ti chiedo scusa, arrogandomi il diritto di farlo a nome dell’intera comunità.

Scusa se la verità che ti riguarda, dopo 14 lunghissimi mesi, ancora non emerge con chiarezza; scusa se questo paese, il tuo paese, si è rivelato meschinamente reticente, quasi come se la tua morte gli fosse indifferente; scusa se tale omertà proviene, incredibilmente, da giovani che dovrebbero, invece, distinguersi per l’attaccamento alla verità. Scusa, caro Vittorio, se la tua foto è tornata sui giornali accanto ad articoli che riportano le continue ammonizioni dei magistrati, increduli e scandalizzati dalle ritrosie e dalle contraddizioni di alcuni dei testimoni.

E scusa se tutto ciò non ha provocato una generale sollevazione; se persino alcuni genitori, a quanto pare, hanno preferito consigliare ai propri figli di tacere, invece di dire ciò che videro. Purtroppo le poche “reazioni”sono circoscritte al coraggio dei tuoi veri amici che non si rassegnano all'atteggiamento di chi ha scelto di balbettare il falso o di biascicare mezze verità.

Quando ci si trova dinanzi al dolore contrapposto di due famiglie, non resta che affidarsi alla verità. E’ la verità che ci dà dignità; è la verità che ci rende persone civili; è la verità che ci consente di camminare a testa alta; che dà a tutti, nel tempo, la possibilità del perdono; che assicura la realizzazione della giustizia terrena di cui hanno diritto coloro che hanno subìto un torto. Non sta forse scritto “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”? E allora mi auguro che chi sa comprenda e si decida a raccontare i fatti così come sono andati, a dire la verità, qualunque essa sia.

Caro Vittorio, non avevamo grosse frequentazioni, anche se ci incrociavamo molto spesso. L'ultima volta che abbiamo parlato è stato quando ho dato una mano a te e ai tuoi amici ad organizzare le vostre vacanze. Prima o poi dovremo rincontrarci; sono certo che ti troverò con quello stesso sorriso che avevi in quella occasione, frutto dell’entusiasmo per la prossima partenza. Dinanzi a Lui, tutto il male che adesso viviamo non avrà più senso; dinanzi alla Sua comprensione e al suo amore ogni sentimento negativo non avrà ragion di esistere. 

Io credo e spero in quella pace. Prima o poi. Per tutti.

A Dio.

Pubblicato il 31/5/2014 alle 18.50 nella rubrica Diario.

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